Genocidio | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Mar 10, 2024 · 4 MIN

Genocidio | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio In questi giorni ci capita sempre più frequentemente di sentir fare un uso inappropriato della parola “genocidio”. Forse, al di là della possibile buona fede di chi parla anche di cose che ignora  (e, per carità, ha tutto il diritto di farlo), non sarebbe male se almeno però lo facesse andandosi prima a leggere la definizione che, di questo orrendo crimine, è stata data, nel 1944, dal giurista polacco, Raphael Lemkin, il quale, in proposito, parlò di “ atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Definizione che è poi stata accolta anche dall’ONU, quando, con la Risoluzione 260 del 9 dicembre 1948, pubblicò la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio”.  Pertanto, il concetto di genocidio si fonda su particolari requisiti, la cui sussistenza va sempre rigorosamente accertata, onde evitare di avventurarsi su percorsi nei quali è facile inciampare ed andare culturalmente incontro a brutte figure. Sappiamo bene come le sofferenze che, al momento, vengono imposte alla popolazione civile di Gaza assomiglino davvero molto da vicino ad alcune tra le più intollerabili sopraffazioni della Storia: tuttavia, in tutto ciò che sta oggi sciaguratamente capitando in Medio Oriente, non ci pare di poter cogliere la presenza di quei presupposti ideologici che autorizzino a parlare apertamente di genocidio. Riteniamo, infatti, che i lutti inflitti dagli Israeliani ai Palestinesi non siano assolutamente da interpretare come  l’inevitabile conseguenza di un disegno pianificato e finalizzato alla cancellazione dalla faccia della Terra di una ben determinata componente umana. Piuttosto, vanno considerati come il doloroso risultato di una spietata azione di guerra che, comunque, reagisce pur sempre ad una gravissima aggressione, quale fu quella del pogrom scatenato da Hamas lo scorso 7 ottobre. Intendiamoci, la strage di civili impotenti in corso a Gaza, è senza dubbio un fatto di una gravità sconvolgente (specialmente per chi, come noi, è da sempre schierato dalla parte di Israele): ciò nonostante, per definire quanto di orribile sta accadendo, pensiamo sarebbe più corretto affidarsi ad altre espressioni come “crimini di guerra” o magari anche “crimini contro l’umanità”. Lo Stato ebraico ha, in passato, firmato trattati di pace con Paesi arabi come la Giordania o l’Egitto e non si può certo dire che non li abbia regolarmente rispettati. Ed anche i più recenti Accordi di Abramo, a tutto possono far pensare tranne che ad una bieca volontà di sterminare deliberatamente le genti che vivono nei Paesi arabi confinanti...Se mai, se proprio dobbiamo cercare l’incombere di una minaccia di annientamento etnico nella Regione, suggeriremmo di aprire lo Statuto di Hamas... magari all’art.7 dove si legge “l’ora finale non giungerà finché i musulmani non combatteranno contro gli ebrei e i musulmani li uccideranno”. Si noti bene che non si parla di israeliani, ma di ebrei…e, quindi, non di politica, ma di religione... Certo, non c’è che dire: il governo Netanyahu sta facendo davvero del suo meglio per offrire su un piatto d’argento, agli anti semiti di ogni matrice, un’occasione veramente ghiotta (quanto insperata) per poter finalmente denunciare, “urbi et orbi”, quel presunto  ribaltamento dei ruoli, che vedrebbe un popolo trasformarsi da vittima in carnefice, divenendo sostanzialmente autore di una sorta di nuova Shoah. Insomma, quasi fossimo in presenza di un contrappasso di dantesca memoria... Due giorni fa, Pierluigi Battista ha scritto sull’Huffington Post che Israele ha commesso un gravissimo errore  a non diffondere le immagini e gli audio raccapriccianti degli orrori perpetrati da Hamas in quella tragica mattina di ottobre. A suo parere, bisognerebbe davvero che ne prendessero atto coloro che gridano superficialmente al “genocidio”, senza comprendere per nulla la mostruosità di quanto è realmente avvenuto. E forse allora – continua Battista - ci penserebbero “due volte prima di accodarsi ai cortei complici in cui si invoca la fine dello Stato degli ebrei”. Noi siamo più pessimisti e crediamo, invece, che non ci sia nessuno più sordo di chi non vuole sentire e che, quindi, neanche la visione dei bambini fatti a pezzi o infilati nei forni tra l’entusiasmo dei loro assassini, possa cambiare qualcosa nella mente e nell’animo di chi agli ebrei ha sempre, comunque, negato il diritto di esistere.

A cura di Ferruccio Bovio In questi giorni ci capita sempre più frequentemente di sentir fare un uso inappropriato della parola “genocidio”. Forse, al di là della possibile buona fede di chi parla anche di cose che ignora  (e, per carità, ha tutto il diritto di farlo), non sarebbe male se almeno però lo facesse andandosi prima a leggere la definizione che, di questo orrendo crimine, è stata data, nel 1944, dal giurista polacco, Raphael Lemkin, il quale, in proposito, parlò di “ atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”. Definizione che è poi stata accolta anche dall’ONU, quando, con la Risoluzione 260 del 9 dicembre 1948, pubblicò la “Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio”.  Pertanto, il concetto di genocidio si fonda su particolari requisiti, la cui sussistenza va sempre rigorosamente accertata, onde evitare di avventurarsi su percorsi nei quali è facile inciampare ed andare culturalmente incontro a brutte figure. Sappiamo bene come le sofferenze che, al momento, vengono imposte alla popolazione civile di Gaza assomiglino davvero molto da vicino ad alcune tra le più intollerabili sopraffazioni della Storia: tuttavia, in tutto ciò che sta oggi sciaguratamente capitando in Medio Oriente, non ci pare di poter cogliere la presenza di quei presupposti ideologici che autorizzino a parlare apertamente di genocidio. Riteniamo, infatti, che i lutti inflitti dagli Israeliani ai Palestinesi non siano assolutamente da interpretare come  l’inevitabile conseguenza di un disegno pianificato e finalizzato alla cancellazione dalla faccia della Terra di una ben determinata componente umana. Piuttosto, vanno considerati come il doloroso risultato di una spietata azione di guerra che, comunque, reagisce pur sempre ad una gravissima aggressione, quale fu quella del pogrom scatenato da Hamas lo scorso 7 ottobre. Intendiamoci, la strage di civili impotenti in corso a Gaza, è senza dubbio un fatto di una gravità sconvolgente (specialmente per chi, come noi, è da sempre schierato dalla parte di Israele): ciò nonostante, per definire quanto di orribile sta accadendo, pensiamo sarebbe più corretto affidarsi ad altre espressioni come “crimini di guerra” o magari anche “crimini contro l’umanità”. Lo Stato ebraico ha, in passato, firmato trattati di pace con Paesi arabi come la Giordania o l’Egitto e non si può certo dire che non li abbia regolarmente rispettati. Ed anche i più recenti Accordi di Abramo, a tutto possono far pensare tranne che ad una bieca volontà di sterminare deliberatamente le genti che vivono nei Paesi arabi confinanti...Se mai, se proprio dobbiamo cercare l’incombere di una minaccia di annientamento etnico nella Regione, suggeriremmo di aprire lo Statuto di Hamas... magari all’art.7 dove si legge “l’ora finale non giungerà finché i musulmani non combatteranno contro gli ebrei e i musulmani li uccideranno”. Si noti bene che non si parla di israeliani, ma di ebrei…e, quindi, non di politica, ma di religione... Certo, non c’è che dire: il governo Netanyahu sta facendo davvero del suo meglio per offrire su un piatto d’argento, agli anti semiti di ogni matrice, un’occasione veramente ghiotta (quanto insperata) per poter finalmente denunciare, “urbi et orbi”, quel presunto  ribaltamento dei ruoli, che vedrebbe un popolo trasformarsi da vittima in carnefice, divenendo sostanzialmente autore di una sorta di nuova Shoah. Insomma, quasi fossimo in presenza di un contrappasso di dantesca memoria... Due giorni fa, Pierluigi Battista ha scritto sull’Huffington Post che Israele ha commesso un gravissimo errore  a non diffondere le immagini e gli audio raccapriccianti degli orrori perpetrati da Hamas in quella tragica mattina di ottobre. A suo parere, bisognerebbe davvero che ne prendessero atto coloro che gridano superficialmente al “genocidio”, senza comprendere per nulla la mostruosità di quanto è realmente avvenuto. E forse...

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode was published on March 10, 2024.

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A cura di Ferruccio Bovio In questi giorni ci capita sempre più frequentemente di sentir fare un uso inappropriato della parola “genocidio”. Forse, al di là della possibile buona fede di chi parla anche di cose che ignora  (e, per carità, ha tutto...

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