EPISODE · Jun 28, 2025 · 13 MIN
Gino Sorbillo e la pizza contro i soprusi da «L’altro Sud» di Salvo Guglielmino
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
«La pizza è la mia vita. Il mio alimento quotidiano, la mia professione, e la storia sin dalla primissima infanzia».Se c'è un uomo che ben rappresenta in maniera emblematica la voglia di cambiare, del fare dei napoletani, quest'uomo è sicuramente Gino Sorbillo.La sua è davvero una storia di amore per Napoli, di innovazione, passione e anche di riscatto sociale.Sorbillo è stato il personaggio della svolta per la pizza napoletana che ha ridato orgoglio anche con un modo di comunicare moderno e molto efficace, ha un mestiere che sino a quindici anni fa nessuno considerava così importante.Non è facile incontrarlo, perché tante sono le attività imprenditoriali che Gino porta avanti ormai da anni in Italia e nel mondo, viaggiando da Londra a New York, da Tokyo a Milano.Ma il suo cuore è rimasto a via dei Tribunali, dove i suoi nonni avevano aperto una piccola pizzeria nel 1935.«La pizza è la metafora di questa città, una spinta per la nostra economia. Per questo ho sempre puntato sulla internazionalizzazione del prodotto. Anche attraverso la mia presenza in televisione ho sempre cercato di portare gente a Napoli, con l'obiettivo di cambiare la mentalità delle persone. Solo così si poteva allontanare, come di fatto è accaduto, il malaffare», mi racconta con le sue mani affusolate e nervose poggiate sul tavolo, con gli occhiali neri che incorniciano il viso smunto e coprono le occhiaie di chi nella vita ha sempre lottato, fin da ragazzo, quando i quartieri spagnoli di Napoli erano sinonimo di degrado e delinquenza.«Quannu nun tieni chiù nienti in tasca, vuol dire che sei arrivato a Forcella».Era il vecchio motto che veniva ripetuto al turista che si avventurava in quella zona.Oggi, in qualsiasi ora del giorno e della notte, i quartieri spagnoli sono pieni di visitatori.È diventato un luogo vitale, caotico, un dedalo di vicoli e gradoni affollati di turisti che vagano in mezzo a palazzi e chiese straordinarie di un colore grigio tenue che incutono timore, tra edifici che si accavallano e si stratificano tra loro avvolte talvolta da poco alla luce.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «L’altro Sud» https://penisolabella.blogspot.com/2025/06/viaggio-ne-laltro-sud-di-salvo.html Il racconto di un viaggio metaforico e personale alla ricerca delle "eccellenze“, per riscoprire città e luoghi così diversi l'uno dall'altro, ma tutti accomunati da una grande voglia di riscatto e di speranza. Per dar voce ad un "altro Sud", che non si arrende e scommette sul proprio futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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«La pizza è la mia vita. Il mio alimento quotidiano, la mia professione, e la storia sin dalla primissima infanzia».Se c'è un uomo che ben rappresenta in maniera emblematica la voglia di cambiare, del fare dei napoletani, quest'uomo è sicuramente Gino Sorbillo.La sua è davvero una storia di amore per Napoli, di innovazione, passione e anche di riscatto sociale.Sorbillo è stato il personaggio della svolta per la pizza napoletana che ha ridato orgoglio anche con un modo di comunicare moderno e molto efficace, ha un mestiere che sino a quindici anni fa nessuno considerava così importante.Non è facile incontrarlo, perché tante sono le attività imprenditoriali che Gino porta avanti ormai da anni in Italia e nel mondo, viaggiando da Londra a New York, da Tokyo a Milano.Ma il suo cuore è rimasto a via dei Tribunali, dove i suoi nonni avevano aperto una piccola pizzeria nel 1935.«La pizza è la metafora di questa città, una spinta per la nostra economia. Per questo ho sempre puntato sulla internazionalizzazione del prodotto. Anche attraverso la mia presenza in televisione ho sempre cercato di portare gente a Napoli, con l'obiettivo di cambiare la mentalità delle persone. Solo così si poteva allontanare, come di fatto è accaduto, il malaffare», mi racconta con le sue mani affusolate e nervose poggiate sul tavolo, con gli occhiali neri che incorniciano il viso smunto e coprono le occhiaie di chi nella vita ha sempre lottato, fin da ragazzo, quando i quartieri spagnoli di Napoli erano sinonimo di degrado e delinquenza.«Quannu nun tieni chiù nienti in tasca, vuol dire che sei arrivato a Forcella».Era il vecchio motto che veniva ripetuto al turista che si avventurava in quella zona.Oggi, in qualsiasi ora del giorno e della notte, i quartieri spagnoli sono pieni di visitatori.È diventato un luogo vitale, caotico, un dedalo di vicoli e gradoni affollati di turisti che vagano in mezzo a palazzi e chiese straordinarie di un colore grigio tenue che incutono timore, tra edifici che si accavallano e si stratificano tra loro avvolte talvolta da poco alla luce.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «L’altro Sud» https://penisolabella.blogspot.com/2025/06/viaggio-ne-laltro-sud-di-salvo.html Il racconto di un viaggio metaforico e personale alla ricerca delle "eccellenze“, per riscoprire città e luoghi così diversi l'uno dall'altro, ma tutti accomunati da una grande voglia di riscatto e di speranza. Per dar voce ad un "altro Sud", che non si arrende e scommette sul proprio futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Gino Sorbillo e la pizza contro i soprusi da «L’altro Sud» di Salvo Guglielmino
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