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EPISODE · Jun 4, 2026 · 4 MIN

Google non voleva darti questi dati. La storia dietro il nuovo report AI di Search Console

from dataMesh Podcast · host Filippo Trocca

Il 3 giugno Google ha annunciato i Search Generative AI performance report dentro Search Console: una vista dedicata che mostra quante volte le tue pagine compaiono in AI Overviews, AI Mode e nelle funzioni generative di Discover. Chi fa SEO lo chiedeva da due anni: dal giugno 2025 i dati delle risposte AI sono confluiti nei totali “Web” senza filtro, indistinguibili da quelli della ricerca classica. L’attesa era tale che a settembre circolò perfino uno screenshot falso del filtro, smentito da John Mueller.Ora il report esiste, al suo interno troviamo: impression, pagine, paesi, dispositivi e date, fino al dettaglio orario. Manca una colonna: i clic. Niente CTR, niente query, niente posizione.I primi feedback: la colonna che non c’èLa community SEO ha reagito in poche ore, con un tono solo: meglio di niente, ma il dato che serviva non c’è. Barry Schwartz ha chiesto a Google se i clic arriveranno; risposta: “introdurremo metriche aggiuntive nel tempo”. La sua chiosa: “Google non ci dirà quanti utenti cliccano dalle risposte AI verso i nostri siti, nessuna sorpresa”. Search Engine Journal taglia corto già nel titolo: “Still No Click Data For SEOs”. La frustrazione è fondata: il report dice quanto sei visibile, non quanti clic ti stanno costando le risposte AI. Con cali di CTR fino al 58% quando compare un AI Overview, è quel numero a decidere se la visibilità vale qualcosa. Google lo possiede, ma non vuole mostrarlo.Seconda critica: il rollout. Il report parte da un sottoinsieme di siti nel Regno Unito; l’AI Performance report di Bing Webmaster Tools è globale da febbraio. Anche Bing conta citazioni e non clic, ma il confronto nei commenti è impietoso: chi insegue ha reso leggibile la transizione ovunque, chi domina la concede a rate.Perché il Regno Unito? Lo stesso 3 giugno la Competition and Markets Authority ha imposto a Google il primo conduct requirement vincolante sotto il Digital Markets, Competition and Consumers Act: opt-out dalle funzioni AI per i publisher senza penalizzazioni sul ranking e, entro dicembre 2026, clic e CTR disaggregati. A febbraio Google definiva questi controlli “un enorme progetto di ingegneria”; quattro mesi e un ordine vincolante dopo, eccoli. I clic arriveranno perché un regolatore li ha messi per iscritto. Non perché Google abbia cambiato idea.E per chi i report li riceve in riunione: senza clic, le impression dalle risposte AI sono un KPI che può solo crescere. Aspettati dashboard in miglioramento mentre il traffico organico cala — convivono benissimo. Quando comparirà la riga “visibilità AI” in crescita, la domanda è una: misurata in cosa, e dove sono i clic.La prima pagella era arrivata due settimane primaIl quadro si era aperto al Google Marketing Live del 21 maggio con AI Performance Insights: una vista dentro Merchant Center che misura quanto spesso i tuoi prodotti vengono scoperti in AI Mode, nell’app Gemini e negli AI Overviews, e confronta la tua share of voice con quella dei competitor. È lo strumento di “AI share of voice” che fino a ieri compravi da vendor terzi — gratis e in casa Google. Tre viste:* I journey stages: dove sei visibile lungo il percorso d’acquisto (scoperta, valutazione, acquisto).* I product terms: i dettagli che contano per chi cerca prodotti come i tuoi (”montaggio facile” per le tende, “lunga durata della batteria” per le lampade portatili), sono le query conversazionali della categoria.* Gli structured attributes: le specifiche cercate dai clienti (dimensioni, peso, materiali, colori), con un completeness score che segnala le schede incomplete.Più le raccomandazioni su cosa sistemare, tipicamente quali attributi completare.Due avvertenze. Il rollout parte da USA, Canada, Australia, India e Nuova Zelanda: per l’Italia è una finestra di preparazione. E va distinto dai Conversational Attributes, i nuovi campi del feed con rollout globale: quelli sono cosa compili, questo è come ti vedono. Nel post sul feed come vetrina lo scrivevo: i dati prodotto pensati per le parole chiave non bastano più a farsi trovare dall’IA, AI Performance Insights misura quanto ti sta già costando.Sui numeri da palco — AI Mode a 1 miliardo di utenti mensili, AI Overviews a 2,5 miliardi — guardia alta: a fine maggio un censimento di Originality.ai trovava una ventina di implementazioni pubbliche dello Universal Commerce Protocol su oltre tre milioni di domini, nessuna dei brand del keynote. Quanto possiamo fidarci dei numeri annunciati da Google?Le due pagelle, lette insiemeGoogle misura la tua visibilità AI sui due lati del suo ecosistema e in entrambi sceglie le colonne. Sull’organico dà le impression e trattiene i clic. Sullo shopping regala la metrica più ricca, la share of voice, perché lì l’incentivo è suo: più vedi, più investi in campagne e feed. Lo stesso schema di Meridian: Google che ci dice quanto bene funziona Google.AI Performance Insights non è ancora disponibile, e al lancio il punto da guardare è il metodo: una share of voice vale quanto la formula e il denominatore che la generano. Cosa conta come “rilevante”? Su quale universo è calcolata la quota? Se il metodo resterà opaco, sarà un voto scritto dall’insegnante che ha interesse a promuoverti.Limite comune: vedono solo Google. Niente ChatGPT Shopping, niente Perplexity, niente Copilot, niente Rufus (l’assistente AI di Amazon). Misurare solo dentro Google è una parte spacciata per il tutto, e la misura cross-platform Google non può dartela: non vede fuori da casa propria.Il traffico, intanto, resta senza nomeDal 13 maggio GA4 ha il canale nativo “AI Assistant” nei Default Channel Group: riconosce il referrer di ChatGPT, Gemini, Claude, Copilot e Perplexity senza configurazione. Ma dentro le app mobile il referrer spesso si perde, e la sessione atterra come traffico diretto. Soprattutto, AI Mode e AI Overviews non passano attribuzione: proprio le superfici delle due pagelle qui restano invisibili. La riga “AI Assistant” è il minimo garantito del traffico da AI, mai il totale.Cosa farei adessoNiente di questo rende i due tool inutili: vanno verificati prima di finire in una slide. Per l’Italia, dove non sono ancora disponibili, è una finestra per prepararci. Le quattro mosse che vi consiglio.Controllerei subito le proprietà Search Console che servono il mercato UK: se rientrano nel campione, il report è già acceso. Lì leggi la visibilità; per stimare i clic persi dovrai incrociare quelle impression con i clic totali della proprietà.Mapperei gli account Merchant Center sui mercati del rollout: la dashboard si accenderà lì prima, e la leggi mentre i competitor non la guardano.Compilerei i Conversational Attributes partendo dai prodotti che fanno più fatturato, con descrizioni in linguaggio naturale scritte da un LLM, non incollate da una regola marca-modello-colore. È l’intervento che il tool stesso ti suggerirà: tanto vale partire ora.Soprattutto, costruirei una baseline esterna prima che le dashboard di Google si accendano: quanto vieni citato sui motori AI che Google non vede. Otterly, Peec e Profound mandano set di prompt sui modelli e contano le citazioni. Conta solo la frequenza — quante volte su cento compari, su un paniere ampio di query reali — mai il singolo tentativo.È il rank tracking trapiantato sugli LLM, con i suoi limiti: il paniere lo scegli tu, la metrica la definisce lo strumento. Il suo valore non è la precisione: è l’indipendenza da Google. Quando le dashboard si accenderanno, avrai qualcosa di tuo con cui confrontarle.La domanda è quella di sempre: chi misura la mia visibilità, e quanto guadagna dal voto che mi dà? Filippo Trocca scrive di misurazione avanzata, attribuzione e Marketing Mix Modeling su dataMesh. Se vuoi confrontarti su come impostare una baseline indipendente di visibilità AI, scrivimi a [email protected] citate* Introducing Search Generative AI performance reports in Search Console — Google Search Central Blog* New controls for website owners — blog.google* Google Search Console AI performance reports and controls to block your content — Search Engine Land* Google reacts to UK order with a Search Console AI opt-out toggle — PPC Land* Google finally gives Search Console its own generative AI visibility reports — PPC Land* CMA secures fairer deal for publishers — gov.uk* Google lets sites opt out of AI search results — The Decoder* AI Overviews Reduce Clicks by 58% (update) — Ahrefs* Google AI Mode traffic data comes to Search Console — Search Engine Land* Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools (Public Preview) — Bing Blogs* AI Performance Insights — annuncio ufficiale Google* Google launches AI Performance Insights and Conversational Attributes — Search Engine Land* Shopping updates from Google Marketing Live — blog.google* Merchant Center Help — Insights for AI-powered shopping* Google Analytics Adds AI Assistant as Default Channel Group — Search Engine Journal* UCP / Agentic Commerce Adoption: Live Dashboard & Study — Originality.ai* GEO Rank Tracker: how to monitor your brand’s AI search visibility — Search Engine Land This is a public episode. 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