EPISODE · Dec 26, 2025 · 12 MIN
Guerra ibrida: il bersaglio siamo noi
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di Francesco CosimatoDalle parole di Ursula von der Leyen alle dichiarazioni dell’ammiraglio Cavo Dragone, il linguaggio bellico è entrato a pieno titolo nel discorso pubblico europeo. Ma la «guerra ibrida», concetto vago e ripetuto ossessivamente, serve soprattutto a spostare il terreno dello scontro sull’opinione pubblica, inducendola ad accettare l’idea dell’inevitabilità del conflitto convenzionale. Un’operazione di influenza che, spiega Francesco Cosimato, coinvolge politica, apparati militari e media. E trasforma i cittadini nel vero obiettivo strategico.IN BREVERetorica bellicista Il concetto di «guerra ibrida» viene usato per normalizzare l’idea di un conflitto inevitabile in Europa, trasformando l’opinione pubblica nel vero obiettivo strategico.Ruolo delle élite Lobby e istituzioni agiscono in zone grigie per orientare il consenso, scaricando le colpe sull’avversario e inducendo i cittadini ad accettare la guerra classica.Dissonanze tecnico-militari Nonostante la propaganda, i parametri tecnico-militari indicano che la Russia non ha le forze per attaccare l’Europa. Eppure, questo dato di fatto viene ignorato.Sconfinamenti di responsabilità Le dichiarazioni dei vertici militari e dei burocrati scavalcano le responsabilità politiche, spingendo verso il conflitto aperto in contrasto con le direttive ufficiali.Interessi nascosti Dietro la difesa dei valori occidentali si celano i profitti dall’industria bellica e la volontà delle classi dirigenti di mantenere il potere in un Occidente in regresso.Francesco Cosimato Nato a Roma il 12 novembre 1959, ha frequentato il 162° Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena. È paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
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di Francesco CosimatoDalle parole di Ursula von der Leyen alle dichiarazioni dell’ammiraglio Cavo Dragone, il linguaggio bellico è entrato a pieno titolo nel discorso pubblico europeo. Ma la «guerra ibrida», concetto vago e ripetuto ossessivamente, serve soprattutto a spostare il terreno dello scontro sull’opinione pubblica, inducendola ad accettare l’idea dell’inevitabilità del conflitto convenzionale. Un’operazione di influenza che, spiega Francesco Cosimato, coinvolge politica, apparati militari e media. E trasforma i cittadini nel vero obiettivo strategico.IN BREVERetorica bellicista Il concetto di «guerra ibrida» viene usato per normalizzare l’idea di un conflitto inevitabile in Europa, trasformando l’opinione pubblica nel vero obiettivo strategico.Ruolo delle élite Lobby e istituzioni agiscono in zone grigie per orientare il consenso, scaricando le colpe sull’avversario e inducendo i cittadini ad accettare la guerra classica.Dissonanze tecnico-militari Nonostante la propaganda, i parametri tecnico-militari indicano che la Russia non ha le forze per attaccare l’Europa. Eppure, questo dato di fatto viene ignorato.Sconfinamenti di responsabilità Le dichiarazioni dei vertici militari e dei burocrati scavalcano le responsabilità politiche, spingendo verso il conflitto aperto in contrasto con le direttive ufficiali.Interessi nascosti Dietro la difesa dei valori occidentali si celano i profitti dall’industria bellica e la volontà delle classi dirigenti di mantenere il potere in un Occidente in regresso.Francesco Cosimato Nato a Roma il 12 novembre 1959, ha frequentato il 162° Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena. È paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
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