I cinquant’anni di una strage di serie B | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Dec 17, 2023 · 4 MIN

I cinquant’anni di una strage di serie B | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Oggi vogliamo celebrare i 50 anni esatti che sono trascorsi da quel 17 dicembre 1973 in cui il nostro Paese fu teatro di uno dei più gravi attentati terroristici mai avvenuti sul suo territorio. E stiamo parlando della strage - perpetrata dal gruppo armato palestinese “Settembre Nero” - all’Aeroporto di Fiumicino, nella quale 34 persone persero la loro vita, probabilmente a causa di un “regolamento dei conti” tra i nostri servizi segreti e quelli libico-palestinesi. Tra le vittime ci furono anche sei nostri connazionali, con una bambina di nove anni. Non aspettiamoci oggi di trovare ampi spazi dedicati a questo tragico evento, né sulla carta stampata, né sui telegiornali: è, infatti, non solo politicamente corretto, ma anche furbescamente opportuno soffermarsi il meno possibile su certi aspetti legati alla politica estera italiana di quegli anni tormentati. Forse, l’azione di Settembre Nero – che, tra l’altro, era anche tragicomicamente espressione del Partito del premio Nobel per la pace Arafat e che aveva già, comunque, presentato il suo biglietto da visita in occasione delle Olimpiadi di Monaco del 72 – potrebbe collegarsi al tentativo sponsorizzato dal colonnello Gheddafi (ma poi fallito grazie alla parte più sana della nostra intelligence) di assassinare la premier israeliana Golda Maier, in visita in Italia nel gennaio del 1973. Possiamo, quindi, credibilmente pensare che il nostro Paese - agli occhi di chi avrebbe preteso di fare il bello e il cattivo tempo non solo nel deserto del Sahara, ma anche nella Pianura Padana - meritasse una severa lezione... e così, in quell’infausta mattina di mezzo secolo fa, un commando palestinese prese in ostaggio sei agenti della Polizia aeroportuale, i quali – udite, udite ! - erano, incredibilmente, tenuti a svolgere il loro servizio senza avere il colpo in canna… Settembre Nero, muovendosi così quasi del tutto indisturbato, lanciò prima alcune bombe contro un aereo americano, uccidendo più di venti persone e ferendone quindici, dopo di che si impossessò di un velivolo della Lufthansa, dirottandolo verso il Kuwait e portandosi dietro gli ostaggi in divisa ed ovviamente il personale dell’aereo. Gli unici ad opporsi alla ferocia dei terroristi furono, cercando di agire senza poter contare su alcun coordinamento dall’alto, il finanziere Antonio Zara (rimasto purtroppo steso a terra) ed il poliziotto, Antonio Campanile, che riuscì a contrastare, almeno in parte, la violenza di quelli che allora si chiamavano “feddayn”. Come si è detto, nonostante l’alto numero di vittime questa strage è finita in qualche archivio nascosto delle cose dimenticate: tanto è vero che l’Italia non ha neanche mai provato a chiedere l’estradizione degli autori del barbaro eccidio. Inconfessabili ragioni di opportunità politica spingevano, evidentemente, in senso contrario. Il governo di allora (ma anche quelli successivi), per motivi soprattutto di carattere economico – non dimentichiamo la grave crisi petrolifera vissuta in tutta Europa con l’embargo delle forniture decretato dall’OPEC proprio nel 1973 – era, in qualche modo, obbligato a trattare con particolare riguardo gli interlocutori arabi e palestinesi. Ed è proprio in quella fase storica che sembra sia stato stipulato un accordo – il cosiddetto “Lodo Moro” – in base al quale Palazzo Chigi e la Farnesina si sarebbero impegnati a garantire il libero transito di armi e miliziani palestinesi, purché – naturalmente – non compissero attentati: unica eccezione erano gli obbiettivi israeliani (o, comunque, accostabili al sionismo) presenti sul nostro territorio. Colpissero pure altrove, ma non da noi...Non c’è che dire: la solidarietà verso gli altri Paesi europei scendeva, a questo punto, decisamente sotto lo zero... Del “Lodo Moro” si è sentito parlare, per la prima volta, solo negli anni Duemila, quando Francesco Cossiga, ipotizzò che la strage di Bologna del 2 agosto 1980 fosse stata una ritorsione per l’arresto, per traffico d’armi, di un militante palestinese nel 1979. Tuttavia, in questo caso, la “pista palestinese”, non ha mai trovato conferma in sede giudiziaria. Almeno a tutt’oggi. E’ probabile che il “lodo” abbia, comunque, funzionato fino alla data del 27 dicembre 1985, quando – sempre a Fiumicino – un altro commando palestinese aprì il fuoco indiscriminatamente sui passeggeri in coda per imbarcarsi su un aereo della compagnia israeliana El Al e su un altro dell’americana Pan Am: in quella circostanza, rimasero uccise 13 persone ed altre 76 furono ferite. _______________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio Oggi vogliamo celebrare i 50 anni esatti che sono trascorsi da quel 17 dicembre 1973 in cui il nostro Paese fu teatro di uno dei più gravi attentati terroristici mai avvenuti sul suo territorio. E stiamo parlando della strage - perpetrata dal gruppo armato palestinese “Settembre Nero” - all’Aeroporto di Fiumicino, nella quale 34 persone persero la loro vita, probabilmente a causa di un “regolamento dei conti” tra i nostri servizi segreti e quelli libico-palestinesi. Tra le vittime ci furono anche sei nostri connazionali, con una bambina di nove anni. Non aspettiamoci oggi di trovare ampi spazi dedicati a questo tragico evento, né sulla carta stampata, né sui telegiornali: è, infatti, non solo politicamente corretto, ma anche furbescamente opportuno soffermarsi il meno possibile su certi aspetti legati alla politica estera italiana di quegli anni tormentati. Forse, l’azione di Settembre Nero – che, tra l’altro, era anche tragicomicamente espressione del Partito del premio Nobel per la pace Arafat e che aveva già, comunque, presentato il suo biglietto da visita in occasione delle Olimpiadi di Monaco del 72 – potrebbe collegarsi al tentativo sponsorizzato dal colonnello Gheddafi (ma poi fallito grazie alla parte più sana della nostra intelligence) di assassinare la premier israeliana Golda Maier, in visita in Italia nel gennaio del 1973. Possiamo, quindi, credibilmente pensare che il nostro Paese - agli occhi di chi avrebbe preteso di fare il bello e il cattivo tempo non solo nel deserto del Sahara, ma anche nella Pianura Padana - meritasse una severa lezione... e così, in quell’infausta mattina di mezzo secolo fa, un commando palestinese prese in ostaggio sei agenti della Polizia aeroportuale, i quali – udite, udite ! - erano, incredibilmente, tenuti a svolgere il loro servizio senza avere il colpo in canna… Settembre Nero, muovendosi così quasi del tutto indisturbato, lanciò prima alcune bombe contro un aereo americano, uccidendo più di venti persone e ferendone quindici, dopo di che si impossessò di un velivolo della Lufthansa, dirottandolo verso il Kuwait e portandosi dietro gli ostaggi in divisa ed ovviamente il personale dell’aereo. Gli unici ad opporsi alla ferocia dei terroristi furono, cercando di agire senza poter contare su alcun coordinamento dall’alto, il finanziere Antonio Zara (rimasto purtroppo steso a terra) ed il poliziotto, Antonio Campanile, che riuscì a contrastare, almeno in parte, la violenza di quelli che allora si chiamavano “feddayn”. Come si è detto, nonostante l’alto numero di vittime questa strage è finita in qualche archivio nascosto delle cose dimenticate: tanto è vero che l’Italia non ha neanche mai provato a chiedere l’estradizione degli autori del barbaro eccidio. Inconfessabili ragioni di opportunità politica spingevano, evidentemente, in senso contrario. Il governo di allora (ma anche quelli successivi), per motivi soprattutto di carattere economico – non dimentichiamo la grave crisi petrolifera vissuta in tutta Europa con l’embargo delle forniture decretato dall’OPEC proprio nel 1973 – era, in qualche modo, obbligato a trattare con particolare riguardo gli interlocutori arabi e palestinesi. Ed è proprio in quella fase storica che sembra sia stato stipulato un accordo – il cosiddetto “Lodo Moro” – in base al quale Palazzo Chigi e la Farnesina si sarebbero impegnati a garantire il libero transito di armi e miliziani palestinesi, purché – naturalmente – non compissero attentati: unica eccezione erano gli obbiettivi israeliani (o, comunque, accostabili al sionismo) presenti sul nostro territorio. Colpissero pure altrove, ma non da noi...Non c’è che dire: la solidarietà verso gli altri Paesi europei scendeva, a questo punto, decisamente sotto lo zero... Del “Lodo Moro” si è sentito parlare, per la prima volta, solo negli anni Duemila, quando Francesco Cossiga, ipotizzò che la strage di Bologna del 2 agosto 1980 fosse stata una ritorsione per l’arresto, per...

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode was published on December 17, 2023.

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A cura di Ferruccio Bovio Oggi vogliamo celebrare i 50 anni esatti che sono trascorsi da quel 17 dicembre 1973 in cui il nostro Paese fu teatro di uno dei più gravi attentati terroristici mai avvenuti sul suo territorio. E stiamo parlando della...

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