I giocattoli giapponesi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi episode artwork

EPISODE · Nov 17, 2025 · 10 MIN

I giocattoli giapponesi da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi

from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco

Col passare degli anni, le feste, le grandi feste collettive, devono apparire, a chi invecchia, sempre meno gradevoli e tollerabili, sempre più obbligatorie, rituali e conformistiche, sempre più prive, fino a mancarne del tutto, di quell’aria di attesa e di speranza, di quel piacere dell'azione comune e dell'occasione, di quel vago immaginare degli incontri e delle scoperte, che gli rimangono soltanto come un dolente ricordo dell'età giovanile e perduta. E certo il conformismo della festa è un fatto reale per chi in altri tempi l'ha vissuta o contemplata, poiché essa, salvo trascurabili varianti della moda, si ripete identica nel suo carattere rituale, ed è nuova soltanto per i nuovi giovani che, hanno per anno nuovi, prendono il posto, sul selciato di Piazza Navona, dei vecchi che si ritirano e si chiudono a chiave nei loro case.La Befana di Piazza Navona, la più grande festa dell'anno, la più romana, la più antica, col suo frastuono agreste e pagano, i fischietti come migliaia di grilli nella notte estiva del freddo inverno, e il rumore roco delle raganelle, il verso campestre delle chiocce sull'aia, e tutti i pulcini di Roma che guardano i palloni e i lumi, è una vera immagine dell'eterna immutabilità.Luoghi narranti narrati o citati: Piazza NavonaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

Col passare degli anni, le feste, le grandi feste collettive, devono apparire, a chi invecchia, sempre meno gradevoli e tollerabili, sempre più obbligatorie, rituali e conformistiche, sempre più prive, fino a mancarne del tutto, di quell’aria di attesa e di speranza, di quel piacere dell'azione comune e dell'occasione, di quel vago immaginare degli incontri e delle scoperte, che gli rimangono soltanto come un dolente ricordo dell'età giovanile e perduta. E certo il conformismo della festa è un fatto reale per chi in altri tempi l'ha vissuta o contemplata, poiché essa, salvo trascurabili varianti della moda, si ripete identica nel suo carattere rituale, ed è nuova soltanto per i nuovi giovani che, hanno per anno nuovi, prendono il posto, sul selciato di Piazza Navona, dei vecchi che si ritirano e si chiudono a chiave nei loro case.La Befana di Piazza Navona, la più grande festa dell'anno, la più romana, la più antica, col suo frastuono agreste e pagano, i fischietti come migliaia di grilli nella notte estiva del freddo inverno, e il rumore roco delle raganelle, il verso campestre delle chiocce sull'aia, e tutti i pulcini di Roma che guardano i palloni e i lumi, è una vera immagine dell'eterna immutabilità.Luoghi narranti narrati o citati: Piazza NavonaSe VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.

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