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I Mostri sul Comò

Il Mostro Numero Uno era il Mostro che era fatto così: aveva una lunga criniera color ruggine distesa su una testa quadrata. Due braccia che sembravano dei baobab, grattaceli al posto delle gambe. Aveva gli occhi che sembravano dei oblò di...

An episode of the Storie di piccole vite podcast, hosted by Yu. Ermolina, titled "I Mostri sul Comò" was published on August 3, 2022 and runs 2 minutes.

August 3, 2022 ·2m · Storie di piccole vite

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Il Mostro Numero Uno era il Mostro che era fatto così: aveva una lunga criniera color ruggine distesa su una testa quadrata. Due braccia che sembravano dei baobab, grattaceli al posto delle gambe. Aveva gli occhi che sembravano dei oblò di un’astronave e la bocca a forma di una nave pirata. Quando Spirulino (così che lo chiamava la mamma, chissà perché poi?)…dicevo: quando Spirulino lo vedeva distoglieva subito lo sguardo, spaventato, ma beccava lì accanto sul comò, il Mostro Numero Due. E questo era ancora più spaventoso: aveva due liane al posto delle braccia, che riuscivano ad acchiappare tutto e arrivare da per tutto, i piedi di uno yeti delle nevi, era così magro che si poteva guardargli attraverso, aveva un occhio blu a forma di un vaso dei fiori e l’altro nero distorto in una linea sottile. In testa aveva una cresta altissima di colore fucsia. Non c’era nulla da fare, Spirulino era tanto spaventato…ed ogni sera quando doveva andare a dormire era la solita storia…ed era inutile cercare di convincere la mamma e il papà di tenerlo con loro nel lettone…”Spirulino, vai in camera tua a dormire!”: ha intimato la mamma, anche quel giorno…e Spirulino puntualmente le rispose: “Ma mamma, ci sono i mostri sul mio comò” si aspettava come sempre la solita risposta: “I mostri non esistono, Spirulino. Fila a dormire!” Ma questa volta andò diversamente…La mamma si accovaccio all’altezza di Spirulino e gli disse: “Fammeli vedere”… ”Cosa????” - pensò Spirulino…Prese per mano la mamma e la porto in camera sua. “Guarda mamma, eccoli”…Stranamente la mamma non si mise a ridere, ma seria, gli disse: “Caspita, come sono brutti questi mostri…Ti ci credo che fanno paura... Andiamo a prendere la scopa pesante e li scacciamo via”…Che sollievo che sentì subito dopo Spirulino…quella notte dormì benissimo nella sua cameretta…Crediti: Testo: Yulia ErmolinaAudio: Roberto FrangipaneArrangiamento musicale: Graziano MelziSupporto tecnico: Fabio Morgavi

Il Mostro Numero Uno era il Mostro che era fatto così: aveva una lunga criniera color ruggine distesa su una testa quadrata. Due braccia che sembravano dei baobab, grattaceli al posto delle gambe. Aveva gli occhi che sembravano dei oblò di un’astronave e la bocca a forma di una nave pirata. Quando Spirulino (così che lo chiamava la mamma, chissà perché poi?)…
dicevo: quando Spirulino lo vedeva distoglieva subito lo sguardo, spaventato, ma beccava lì accanto sul comò, il Mostro Numero Due. E questo era ancora più spaventoso: aveva due liane al posto delle braccia, che riuscivano ad acchiappare tutto e arrivare da per tutto, i piedi di uno yeti delle nevi, era così magro che si poteva guardargli attraverso, aveva un occhio blu a forma di un vaso dei fiori e l’altro nero distorto in una linea sottile. In testa aveva una cresta altissima di colore fucsia. Non c’era nulla da fare, Spirulino era tanto spaventato…ed ogni sera quando doveva andare a dormire era la solita storia…ed era inutile cercare di convincere la mamma e il papà di tenerlo con loro nel lettone…”Spirulino, vai in camera tua a dormire!”: ha intimato la mamma, anche quel giorno…e Spirulino puntualmente le rispose: “Ma mamma, ci sono i mostri sul mio comò” si aspettava come sempre la solita risposta: “I mostri non esistono, Spirulino. Fila a dormire!”
Ma questa volta andò diversamente…
La mamma si accovaccio all’altezza di Spirulino e gli disse:
“Fammeli vedere”…
”Cosa????” - pensò Spirulino…
Prese per mano la mamma e la porto in camera sua. “Guarda mamma, eccoli”…
Stranamente la mamma non si mise a ridere, ma seria, gli disse: “Caspita, come sono brutti questi mostri…Ti ci credo che fanno paura... Andiamo a prendere la scopa pesante e li scacciamo via”…
Che sollievo che sentì subito dopo Spirulino…quella notte dormì benissimo nella sua cameretta…

Crediti:
Testo: Yulia Ermolina
Audio: Roberto Frangipane
Arrangiamento musicale: Graziano Melzi
Supporto tecnico: Fabio Morgavi
BIZ - Il podcast di Max Brigante Dopcast BIZ parla di un elemento che fa parte della vita di tutti noi: la Musica, che può essere ascoltata, ma anche raccontata e analizzata. BIZ è il corridoio di una casa discografica, il backstage di un concerto, l'analisi di una strategia e l'ansia per la classifica. BIZ traduce i numeri in piccole e grandi storie di Musica. BIZ torna tutti i venerdì alle 12:00 e su Radio 105 TV, tutti i sabati alle 20:00. BIZ è una produzione Dopcast. Storie Gentili Radio JP Storie Gentili è un programma a cura di Radio JP pensato da Claudia, Derna ed Eligia per il TedX di Putignano. L’editing e il montaggio sono curati da Nico Laera.La bellezza può essere intesa e percepita in diversi modi, dalla bellezza fisica a quella paesaggistica, da quella culturale a quella dell’uguaglianza e dell’inclusione sociale. Grazie alla natura versatile di questo concetto ed ai contesti di riferimento il TedX di Putignano ha deciso di affrontare vari ambiti, diversi fra loro, per avvicinarsi alla bellezza nelle sue diverse forme e utilizzarla nel quotidiano come piccole rivoluzioni per creare un mondo più vivibile, rispettoso e giusto. Storie Gentili nasce per accompagnarle, partendo da ispirazioni locali, tracce di bellezza note e meno note capaci, forse, di generare, rivoluzioni gentili fuori e dentro di noi. Io che a Genova non c'ero Mariangela Paone Un diario sul G8 di Genova scritto vent'anni dopo da chi a Genova, all'ultimo minuto, decise di non andare. Un diario che raccoglie le storie di chi c'era e di chi era troppo piccolo per esserci per rispondere a domande rimaste appese per tanto tempo. Che cosa furono quelle giornate di luglio del 2001 che segnarono il "movimento dei movimenti" e la mia generazione? Che successe dopo? Che memoria è rimasta? E avrò il diritto di parlarne vent'anni dopo, Io che a Genova non c'ero? Un podcast di Mariangela Paone. Il montaggio è di Miguel Ángel Pérez. La cover è di Simonluca Spadanuda. Mattinate Napoletane Salvatore Di Giacomo Lasciati gli studi di medicina per dedicarsi al lavoro di redattore di giornale il giovane SDG seppe scrivere in quegli anni alcune tra le più belle rappresentazioni di uno spaccato di vita napoletana. La Napoli dei vicoli, delle sue donne, delle mille botteghe e della miseria fu dipinta in ogni sua più impercettibile sfumatura come solo la mano d’un ‘verista sentimentale’, come egli si definiva, poteva.In quest’opera egli racconta, in quindici brevi storie, alcuni drammi causati dalla miseria come quello d’una madre che vede morire il bambino Ndreuccio per un semplice malanno, della giovane Serafina accoltellata per strada, la vedova Carmela costretta a chiudere un suo maschietto all’Albergo dei Poveri e mandare la bambinella ad imparar a cucire da una sartina, o le lacrime della piccola Bettina che ritrova vuota la sua calza lasciata alla befana. Ma anche storie apparentemente comuni come quella di Fortunata la fiorista accoltellata dal marito per gelosia, o quella dell’i
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