Il cambiamento climatico e le buone intenzioni europee | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jul 29, 2023 · 3 MIN

Il cambiamento climatico e le buone intenzioni europee | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Sembra che neanche le sciagure climatiche che si stanno abbattendo sul nostro Paese in questi giorni abbiano la capacità di ricondurre il dibattito politico interno nell’ambito di una maggiore unità di intenti e di una più diffusa consapevolezza tra i vari partiti. Ad esempio, Elly Schlein crede davvero che si possano seriamente attribuire delle colpe ai nove mesi di governo Meloni per quanto è successo in Romagna o in Lombardia negli ultimi tempi? Speriamo francamente di no, altrimenti ci sarebbe veramente da chiedersi “in che mani siamo finiti”... L’Italia non potrà mai da sola risolvere problemi che forse sono addirittura insolubili a livello planetario...Ciò nonostante, a prevalere, sui media, continua ad essere la solita tendenza nazionale a ridurre anche le questioni di un’importanza che potremmo addirittura definire “epocale” nel banalissimo ed ormai più che bollito ping pong di battute e risposte sterili e settarie. E’ probabile (ma non certissimo) che chi sostiene che il cambiamento climatico sia, in larga misura, il frutto amaro delle attività dell’uomo si avvicini di più alla verità rispetto a chi controbatte che, in fondo, si tratta essenzialmente di fenomeni ciclici che, nella storia della meteorologia, sono sempre stati tutt’altro che infrequenti. Tuttavia, se anche riconoscessimo pienamente la fondatezza delle teorie ambientaliste più intransigenti, ci troveremmo pur sempre a dover fare i conti con una realtà globale che colloca non solo la nostra martoriata Italia, ma anche l’Europa intera nella frustrante situazione di poter incidere ben poco sul piano delle produzioni inquinanti, di fronte ai guasti provocati, invece, da India, Cina o Stati Uniti che sono – loro si - i veri e grandi avvelenatori del mondo. E considerato che il monossido di carbonio e tutte le altre sostanze alteranti del clima non si fermano certo agli uffici doganali posti ai confini degli Stati europei, occorre serenamente prendere atto del fatto che, se anche all’improvviso si decidesse di fermare del tutto l’economia del Vecchio Continente, lo stato di salute del pianeta ne beneficerebbe in maniera quasi irrilevante. A peggiorare (drammaticamente) sarebbero, invece, le condizioni di vita dei cittadini europei che si troverebbero ad essere incredibilmente più poveri. Sia chiaro, con queste considerazioni non intendiamo affatto dire che non si debbano adottare politiche adeguate contro ogni forma di inquinamento, poiché la salvaguardia del Pianeta non può che essere un obbiettivo assolutamente condiviso da tutti. Solo che, come in tutte le cose umane, occorre agire facendosi ispirare da lucidità e pragmatismo, nella consapevolezza che il mondo si trova alle prese con un problema che non può essere risolto soltanto dall’impegno e dalla buona volontà di pochi Paesi più virtuosi di altri...La Cina, da sola, produce il 27% del monossido di carbonio che circola sulla Terra, mentre tutti insieme i 27 Paesi europei ne generano il 6,4%. Forse basterebbe riflettere su questo semplice dato per capire che le risposte che cerchiamo si trovano senz’altro più a Pechino che a Bruxelles. Intanto però, ci sono cose che possiamo – anzi dobbiamo – assolutamente fare, creando strutture adeguate e sistemando i nostri territori in modo tale che, in futuro, gli eventuali (e assai probabili) eventi catastrofici possano arrecare danni molto meno devastanti e, soprattutto, non mettano più a rischio la vita di nessuno.

A cura di Ferruccio Bovio Sembra che neanche le sciagure climatiche che si stanno abbattendo sul nostro Paese in questi giorni abbiano la capacità di ricondurre il dibattito politico interno nell’ambito di una maggiore unità di intenti e di una più diffusa consapevolezza tra i vari partiti. Ad esempio, Elly Schlein crede davvero che si possano seriamente attribuire delle colpe ai nove mesi di governo Meloni per quanto è successo in Romagna o in Lombardia negli ultimi tempi? Speriamo francamente di no, altrimenti ci sarebbe veramente da chiedersi “in che mani siamo finiti”... L’Italia non potrà mai da sola risolvere problemi che forse sono addirittura insolubili a livello planetario...Ciò nonostante, a prevalere, sui media, continua ad essere la solita tendenza nazionale a ridurre anche le questioni di un’importanza che potremmo addirittura definire “epocale” nel banalissimo ed ormai più che bollito ping pong di battute e risposte sterili e settarie. E’ probabile (ma non certissimo) che chi sostiene che il cambiamento climatico sia, in larga misura, il frutto amaro delle attività dell’uomo si avvicini di più alla verità rispetto a chi controbatte che, in fondo, si tratta essenzialmente di fenomeni ciclici che, nella storia della meteorologia, sono sempre stati tutt’altro che infrequenti. Tuttavia, se anche riconoscessimo pienamente la fondatezza delle teorie ambientaliste più intransigenti, ci troveremmo pur sempre a dover fare i conti con una realtà globale che colloca non solo la nostra martoriata Italia, ma anche l’Europa intera nella frustrante situazione di poter incidere ben poco sul piano delle produzioni inquinanti, di fronte ai guasti provocati, invece, da India, Cina o Stati Uniti che sono – loro si - i veri e grandi avvelenatori del mondo. E considerato che il monossido di carbonio e tutte le altre sostanze alteranti del clima non si fermano certo agli uffici doganali posti ai confini degli Stati europei, occorre serenamente prendere atto del fatto che, se anche all’improvviso si decidesse di fermare del tutto l’economia del Vecchio Continente, lo stato di salute del pianeta ne beneficerebbe in maniera quasi irrilevante. A peggiorare (drammaticamente) sarebbero, invece, le condizioni di vita dei cittadini europei che si troverebbero ad essere incredibilmente più poveri. Sia chiaro, con queste considerazioni non intendiamo affatto dire che non si debbano adottare politiche adeguate contro ogni forma di inquinamento, poiché la salvaguardia del Pianeta non può che essere un obbiettivo assolutamente condiviso da tutti. Solo che, come in tutte le cose umane, occorre agire facendosi ispirare da lucidità e pragmatismo, nella consapevolezza che il mondo si trova alle prese con un problema che non può essere risolto soltanto dall’impegno e dalla buona volontà di pochi Paesi più virtuosi di altri...La Cina, da sola, produce il 27% del monossido di carbonio che circola sulla Terra, mentre tutti insieme i 27 Paesi europei ne generano il 6,4%. Forse basterebbe riflettere su questo semplice dato per capire che le risposte che cerchiamo si trovano senz’altro più a Pechino che a Bruxelles. Intanto però, ci sono cose che possiamo – anzi dobbiamo – assolutamente fare, creando strutture adeguate e sistemando i nostri territori in modo tale che, in futuro, gli eventuali (e assai probabili) eventi catastrofici possano arrecare danni molto meno devastanti e, soprattutto, non mettano più a rischio la vita di nessuno.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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