EPISODE · May 13, 2026 · 2 MIN
Il diavolo veste Prada 2 rende più “umani” anche gli occhiali
from b2eyes today
In poco più di dieci giorni di programmazione è largamente in testa al box office italiano, con oltre 3 milioni di spettatori e la soglia dei 25 milioni di euro di incassi superata: a vent’anni dal primo film racconta come è cambiata la moda e ciò che vi ruota intornoTutti lo vogliono vedere, code enormi, prenotazioni obbligatorie, piccoli cinema che cambiano programmazione per “ospitarlo”, vetrine della Rinascente a Milano (nella foto, in basso) dedicate e interni trasformati nella redazione di Runway, il magazine protagonista del film, successo e anche svariate critiche. Il diavolo veste Prada 2 è sicuramente tra le opere cinematografiche di cui si è parlato e si continua a parlare di più, degli ultimi anni. C’è chi ne è entusiasta, chi invece è deluso. Forse perché si aspettava un vero sequel.È un sequel certo, i protagonisti sono gli stessi, le location e gli ambienti pressoché identici, salvo le parti girate a Milano che comunque raccontano una Milano particolare, in linea con la New York dei film (cena al Cenacolo a parte). È il punto di vista da cui sono raccontate le situazioni che è diverso. Il mondo della moda è più realistico, più inquadrato nel periodo storico in cui si è. I protagonisti sono gli stessi, ma pensano e parlano di più, avvertono che il mondo intorno è cambiato, reagiscono. E il caricaturale non ha mai il sopravvento come nel primo film.Anche la scelta degli occhiali e il modo di portarli è diverso. Miranda (Meryl Streep) che nel numero 1 in pubblico non abbandonava mai i suoi spessi occhiali neri da sole, nel 2 ne sfoggia diversi, uno perfino con la montatura rosa, e anche da vista, che abbassa, alza di continuo, quasi un gesto iconico. Nigel (Stanley Tucci) ha scelto occhiali più spessi e più caratterizzanti, che diventano parte importante del look. Pure Andy (Anne Hathaway) indossa occhiali anche da vista e sceglie lenti colorate, non tanto per seguire le tendenze, quanto per una visione migliore con le luci (nelle foto, in alto, tratte da disney.it). L’eyewear più fashion, e più in linea con il film del 2006, è quello di Emily (Emily Blunt) che in qualità di importante dirigente Dior deve esserne una specie di testimonial o forse perché è l’unica che ha ancora difficoltà a vedere cosa c’è dietro quel mondo e come è cambiato.Luisa Espanet
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