EPISODE · Jul 8, 2025 · 30 MIN
Il pane di Altamura e la Puglia virtuosa da «L’altro Sud» di Salvo Guglielmino
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
«Se Parigi avésse lu màre, fosse na piccola Bbàre». È una battuta popolare che ha sempre dimostrato l'amore dei baresi per la propria città, la genialità, la voglia di riscatto di una regione del Sud operosa, ponte tra Occidente e Oriente.Nessuno ha mai compreso il segreto di questo innato spirito di intraprendenza che caratterizza il popolo che abita la Puglia o delle "Puglie", come richiama ancora qualche visitatore, smarrito e stanco per i chilometri percorsi lungo la costa e forse per le tante diversità esistenti, dei dialetti, nel paesaggio, degli stili architettonici, nelle tradizioni popolari, nell'economia di questa lunga striscia di terra a cavallo tra due mari.«La Puglia è un continente», ha scritto Raffaele Nigro, lo scrittore lucano che, forse meglio di altri, ha raccontato con le sue metafore e la sua ricerca etno-antropologica, i vizi e le virtù di questa terra a più facce.A nord, il Gargano austero e selvaggio, con le scogliere mozzafiato di Vieste, le praterie ittiche di Lesina e Varano, le tante aziende di allevamenti di pesci offshore e di ostriche pregiatissime, con il Parco Nazionale, in cui si staglia sontuoso il carico emozionale, gravido di misticismo, legato al pellegrinaggio al santuario di San Giovanni Rotondo.Poi ti sposti un poco più avanti e incontri l'inossidabile Foggia, snobbata ingiustamente dal turismo di massa, con la sua antica cattedrale, il Borgo Croci, le tante aziende di frumento giallo del tavoliere e le culture di pomodoro "lungo" Dop della Capitanata, quello che qualcuno chiama l'oro rosso pugliese e subito dopo, ecco l'immensa Bari, con il suo porto maestoso e la lunga tradizione mercantile, la splendida basilica di San Nicola, il centro storico di Bari Vecchia sempre affollato di turisti, il lungomare, il Castello Normanno, il distretto innovativo dell'informatica e dell'hi-tech, i poli formativi di eccellenza come il Politecnico e l'Università, le multinazionali, la storica Fiera del Levante e su tutto le orecchiette di Nunzia La Pastaia, oggi ambasciatrice di Bari nel mondo.All'estremo Sud ti imbatti nell'interminabile Salento, la «terra circondata dal mare», con le sue province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Borgo Egnazia, rifugio di capi di stato e di vip, la Valle d'Itria disseminata di Trulli trasformati in alcove lussuose, le "sagre te lo purpu”, la “pizzica", le spiagge bianche dove ininterrotta è la movida dei giovani, le distese di viti infinite, il profumo di cappero selvaggio della costa, gli ulivi generosi pur se flagellati in questi anni dalla sciagura agricola del secolo, la Xylella e la sua inseparabile, fastidiosa, Sputacchina.E infine nelle "Terre di mezzo", ecco stagliarsi Altamura, circondata da una distesa immensa di campi di grano duro e di pascoli che in estate brillano del colore del sole, la culla del comparto cerealicolo e dell'industria molitoria del nostro paese.Ha un profumo quasi inebriante che si inizia a sentire già per strada, il pane Dop di Altamura appena sfornato.Viene cotto come si faceva duecento anni fa nei forni di pietra di questa città pugliese, usando solo legna di quercia, seguendo le indicazioni di un'antica ricetta, sapientemente protetta dagli artigiani di questa città, capitale della Murgia, mescolando la semola rimacinata di grano duro locale con acqua e lievito madre.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «L’altro Sud» https://penisolabella.blogspot.com/2025/06/viaggio-ne-laltro-sud-di-salvo.html Il racconto di un viaggio metaforico e personale alla ricerca delle "eccellenze“, per riscoprire città e luoghi così diversi l'uno dall'altro, ma tutti accomunati da una grande voglia di riscatto e di speranza. Per dar voce ad un "altro Sud", che non si arrende e scommette sul proprio futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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«Se Parigi avésse lu màre, fosse na piccola Bbàre». È una battuta popolare che ha sempre dimostrato l'amore dei baresi per la propria città, la genialità, la voglia di riscatto di una regione del Sud operosa, ponte tra Occidente e Oriente.Nessuno ha mai compreso il segreto di questo innato spirito di intraprendenza che caratterizza il popolo che abita la Puglia o delle "Puglie", come richiama ancora qualche visitatore, smarrito e stanco per i chilometri percorsi lungo la costa e forse per le tante diversità esistenti, dei dialetti, nel paesaggio, degli stili architettonici, nelle tradizioni popolari, nell'economia di questa lunga striscia di terra a cavallo tra due mari.«La Puglia è un continente», ha scritto Raffaele Nigro, lo scrittore lucano che, forse meglio di altri, ha raccontato con le sue metafore e la sua ricerca etno-antropologica, i vizi e le virtù di questa terra a più facce.A nord, il Gargano austero e selvaggio, con le scogliere mozzafiato di Vieste, le praterie ittiche di Lesina e Varano, le tante aziende di allevamenti di pesci offshore e di ostriche pregiatissime, con il Parco Nazionale, in cui si staglia sontuoso il carico emozionale, gravido di misticismo, legato al pellegrinaggio al santuario di San Giovanni Rotondo.Poi ti sposti un poco più avanti e incontri l'inossidabile Foggia, snobbata ingiustamente dal turismo di massa, con la sua antica cattedrale, il Borgo Croci, le tante aziende di frumento giallo del tavoliere e le culture di pomodoro "lungo" Dop della Capitanata, quello che qualcuno chiama l'oro rosso pugliese e subito dopo, ecco l'immensa Bari, con il suo porto maestoso e la lunga tradizione mercantile, la splendida basilica di San Nicola, il centro storico di Bari Vecchia sempre affollato di turisti, il lungomare, il Castello Normanno, il distretto innovativo dell'informatica e dell'hi-tech, i poli formativi di eccellenza come il Politecnico e l'Università, le multinazionali, la storica Fiera del Levante e su tutto le orecchiette di Nunzia La Pastaia, oggi ambasciatrice di Bari nel mondo.All'estremo Sud ti imbatti nell'interminabile Salento, la «terra circondata dal mare», con le sue province di Brindisi, Lecce e Taranto, il Borgo Egnazia, rifugio di capi di stato e di vip, la Valle d'Itria disseminata di Trulli trasformati in alcove lussuose, le "sagre te lo purpu”, la “pizzica", le spiagge bianche dove ininterrotta è la movida dei giovani, le distese di viti infinite, il profumo di cappero selvaggio della costa, gli ulivi generosi pur se flagellati in questi anni dalla sciagura agricola del secolo, la Xylella e la sua inseparabile, fastidiosa, Sputacchina.E infine nelle "Terre di mezzo", ecco stagliarsi Altamura, circondata da una distesa immensa di campi di grano duro e di pascoli che in estate brillano del colore del sole, la culla del comparto cerealicolo e dell'industria molitoria del nostro paese.Ha un profumo quasi inebriante che si inizia a sentire già per strada, il pane Dop di Altamura appena sfornato.Viene cotto come si faceva duecento anni fa nei forni di pietra di questa città pugliese, usando solo legna di quercia, seguendo le indicazioni di un'antica ricetta, sapientemente protetta dagli artigiani di questa città, capitale della Murgia, mescolando la semola rimacinata di grano duro locale con acqua e lievito madre.Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «L’altro Sud» https://penisolabella.blogspot.com/2025/06/viaggio-ne-laltro-sud-di-salvo.html Il racconto di un viaggio metaforico e personale alla ricerca delle "eccellenze“, per riscoprire città e luoghi così diversi l'uno dall'altro, ma tutti accomunati da una grande voglia di riscatto e di speranza. Per dar voce ad un "altro Sud", che non si arrende e scommette...
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Il pane di Altamura e la Puglia virtuosa da «L’altro Sud» di Salvo Guglielmino
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