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EPISODE · Apr 7, 2024 · 3 MIN

Il piano Stoltenberg | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Il piano da cento miliardi di dollari che il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha presentato ai ministri degli Esteri dei Paesi che costituiscono l’Alleanza Atlantica, comporta un salto di qualità nell’impegno che la NATO stessa aveva, inizialmente, assunto in merito agli aiuti da fornire all’Ucraina. Fino ad oggi, infatti, l’Organizzazione guidata da Stoltemberg non ha mai svolto una funzione diretta nel sostenere Zelensky militarmente, visto che le armi, le munizioni e i supporti di intelligence sono sempre stati messi a disposizione di Kiev dai singoli Stati membri e mai in maniera esplicita dall’Alleanza che, tra l’altro, proprio quest’anno, celebra il suo 75° anniversario dalla fondazione. Questo, essenzialmente per evitare di offrire al Cremlino un assist degno di Gianni Rivera, nell’avvalorare le sue frequenti e pericolosissime accuse di cobelligeranza. Il fatto, invece, di dare vita adesso – come suggerisce il segretario norvegese – ad una nuova struttura che finanzi la causa ucraina (sostituendosi, quindi, ai vari Paesi alleati nel coordinare la distribuzione del materiale bellico), rappresenta, senza dubbio, un qualcosa di molto più audace rispetto ai limiti finora auto imposti e rigorosamente osservati nel delicatissimo conflitto russo – ucraino. In sostanza, il piano Stoltenberg sembra essere il frutto di una accresciuta preoccupazione che induce la NATO a prendere, in tempi rapidi, delle inedite contromisure: se possibile, prima che, malauguratamente, Trump possa rioccupare il posto di Biden alla Casa Bianca e, soprattutto, prima che la situazione sul campo di battaglia - al momento già piuttosto critica - si faccia del tutto compromessa. Tuttavia, cento miliardi di euro di aiuti da suddividersi per i prossimi cinque anni, non è affatto detto che si possano trovare facilmente: specialmente in un’Alleanza in cui – oltre tutto – dei 32 Paesi membri, soltanto Grecia, Gran Bretagna e Stati Uniti rispettano abitualmente quella soglia di investimento minimo in spese militari, che, già dieci anni fa, Barack Obama aveva fissato nella misura del 2% del PIL. E nemmeno sarà agevole raggiungere l’unanimità dei consensi richiesta per concretizzare questa rivoluzionaria svolta operativa che, infatti, prima ancora di essere stata messa in cantiere, ha già riscontrato la sia pur prevedibilissima perplessità ungherese...Ed anche il nostro ministro, Antonio Tajani, con tutta la sua consueta prudenza, ci tiene a sottolineare che la proposta avanzata da Jens Stoltemberg è certamente interessante, ma “va esaminata tecnicamente e giuridicamente”: e, non a caso, aggiunge che l’Italia sarà sempre pronta a difendere, senza alcuna esitazione, il diritto internazionale, anche se un conto è battersi per la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina ed un altro è “fare la guerra alla Russia”... Credits Foto: Agenzia Fotogramma

A cura di Ferruccio Bovio Il piano da cento miliardi di dollari che il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha presentato ai ministri degli Esteri dei Paesi che costituiscono l’Alleanza Atlantica, comporta un salto di qualità nell’impegno che la NATO stessa aveva, inizialmente, assunto in merito agli aiuti da fornire all’Ucraina. Fino ad oggi, infatti, l’Organizzazione guidata da Stoltemberg non ha mai svolto una funzione diretta nel sostenere Zelensky militarmente, visto che le armi, le munizioni e i supporti di intelligence sono sempre stati messi a disposizione di Kiev dai singoli Stati membri e mai in maniera esplicita dall’Alleanza che, tra l’altro, proprio quest’anno, celebra il suo 75° anniversario dalla fondazione. Questo, essenzialmente per evitare di offrire al Cremlino un assist degno di Gianni Rivera, nell’avvalorare le sue frequenti e pericolosissime accuse di cobelligeranza. Il fatto, invece, di dare vita adesso – come suggerisce il segretario norvegese – ad una nuova struttura che finanzi la causa ucraina (sostituendosi, quindi, ai vari Paesi alleati nel coordinare la distribuzione del materiale bellico), rappresenta, senza dubbio, un qualcosa di molto più audace rispetto ai limiti finora auto imposti e rigorosamente osservati nel delicatissimo conflitto russo – ucraino. In sostanza, il piano Stoltenberg sembra essere il frutto di una accresciuta preoccupazione che induce la NATO a prendere, in tempi rapidi, delle inedite contromisure: se possibile, prima che, malauguratamente, Trump possa rioccupare il posto di Biden alla Casa Bianca e, soprattutto, prima che la situazione sul campo di battaglia - al momento già piuttosto critica - si faccia del tutto compromessa. Tuttavia, cento miliardi di euro di aiuti da suddividersi per i prossimi cinque anni, non è affatto detto che si possano trovare facilmente: specialmente in un’Alleanza in cui – oltre tutto – dei 32 Paesi membri, soltanto Grecia, Gran Bretagna e Stati Uniti rispettano abitualmente quella soglia di investimento minimo in spese militari, che, già dieci anni fa, Barack Obama aveva fissato nella misura del 2% del PIL. E nemmeno sarà agevole raggiungere l’unanimità dei consensi richiesta per concretizzare questa rivoluzionaria svolta operativa che, infatti, prima ancora di essere stata messa in cantiere, ha già riscontrato la sia pur prevedibilissima perplessità ungherese...Ed anche il nostro ministro, Antonio Tajani, con tutta la sua consueta prudenza, ci tiene a sottolineare che la proposta avanzata da Jens Stoltemberg è certamente interessante, ma “va esaminata tecnicamente e giuridicamente”: e, non a caso, aggiunge che l’Italia sarà sempre pronta a difendere, senza alcuna esitazione, il diritto internazionale, anche se un conto è battersi per la libertà e l’indipendenza dell’Ucraina ed un altro è “fare la guerra alla Russia”... Credits Foto: Agenzia Fotogramma

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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A cura di Ferruccio Bovio Il piano da cento miliardi di dollari che il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha presentato ai ministri degli Esteri dei Paesi che costituiscono l’Alleanza Atlantica, comporta un salto di qualità...

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