EPISODE · Jan 31, 2021 · 59 MIN
Il Quintetto Perduto di Miles Davis: un libro di Bob Gluck
from Jazz Anthology
A partire dall'estate del '68, attraverso una serie di avvicendamenti , il cosiddetto "secondo quintetto" di Miles Davis si riconfigura, e, mantenendo Wayne Shorter come sax, nel marzo '69 è ormai completamente rinnovato nella ritmica, con Chick Corea al piano, Dave Holland al basso e Jack DeJohnette alla batteria: è il cosiddetto "quintetto perduto" di Miles Davis, quintetto "perduto" perché mai entrato in studio di incisione con questo assetto, così come del resto il sestetto e il settetto che di lì a poco rappresentano delle espansioni del quintetto. Recentemente messo a disposizione del lettore italiano da Quodlibet, il libro di Bob Gluck "Miles Davis, il Quintetto Perduto e altre rivoluzioni" offre una serrata e appassionante disamina della musica del gruppo con cui Davis lavora dal vivo a cavallo fra '68 e '70, e avanza il sospetto che la sua esclusione dagli studi di incisione sia tutt'altro che casuale: con la sua strumentazione elettronica combinata con l'utilizzo di forme aperte e astratte e la sua grande componente di improvvisazione libera, a ben vedere il quintetto perduto è esteticamente - come Gluck mostra - sulla stessa lunghezza d'onda di alcune delle esperienze più audaci e radicali di ambito jazzistico dell'epoca. Nel corso della trasmissione ascoltiamo Miles dal vivo nell'estate-autunno '69 e nel marzo '70, e due esempi della musica dei gruppi coevi a cui Gluck fa riferimento, Circle e Revolutionary Ensemble.
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A partire dall'estate del '68, attraverso una serie di avvicendamenti , il cosiddetto "secondo quintetto" di Miles Davis si riconfigura, e, mantenendo Wayne Shorter come sax, nel marzo '69 è ormai completamente rinnovato nella ritmica, con Chick Corea al piano, Dave Holland al basso e Jack DeJohnette alla batteria: è il cosiddetto "quintetto perduto" di Miles Davis, quintetto "perduto" perché mai entrato in studio di incisione con questo assetto, così come del resto il sestetto e il settetto che di lì a poco rappresentano delle espansioni del quintetto. Recentemente messo a disposizione del lettore italiano da Quodlibet, il libro di Bob Gluck "Miles Davis, il Quintetto Perduto e altre rivoluzioni" offre una serrata e appassionante disamina della musica del gruppo con cui Davis lavora dal vivo a cavallo fra '68 e '70, e avanza il sospetto che la sua esclusione dagli studi di incisione sia tutt'altro che casuale: con la sua strumentazione elettronica combinata con l'utilizzo di forme aperte e astratte e la sua grande componente di improvvisazione libera, a ben vedere il quintetto perduto è esteticamente - come Gluck mostra - sulla stessa lunghezza d'onda di alcune delle esperienze più audaci e radicali di ambito jazzistico dell'epoca. Nel corso della trasmissione ascoltiamo Miles dal vivo nell'estate-autunno '69 e nel marzo '70, e due esempi della musica dei gruppi coevi a cui Gluck fa riferimento, Circle e Revolutionary Ensemble.
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