Il teatrino imbarazzante del MES | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jun 24, 2023 · 3 MIN

Il teatrino imbarazzante del MES | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

Non c’è dubbio sul fatto che l’atteggiamento poco chiaro che il nostro Governo continua ad ostentare nei confronti della ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità stia indispettendo notevolmente tutti gli altri Paesi che vi aderiscono, i quali, ormai da mesi, si domandano increduli quali possano essere concretamente i veri obbiettivi di Palazzo Chigi. Nessuno, al di fuori dei nostri confini nazionali, riesce, infatti, a spiegarsi di quale virus letale per l’economia italiana sarebbe portatore il MES: tuttavia, il problema più grave è, purtroppo, quello che una risposta seria e convincente a questa domanda non si è – almeno fino ad ora – trovata neanche tra le mura autarchiche di casa nostra... Ricordiamo, a questo proposito, che il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato istituito attraverso un trattato intergovernativo – al di fuori del quadro giuridico della UE - nel 2012. La sua funzione fondamentale è quella di concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai Paesi membri che – pur avendo un debito pubblico sostenibile – trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sui mercati. Se, infatti, proviamo a risalire a come davvero abbia operato questo strumento nei pochissimi casi in cui è stato utilizzato negli anni scorsi, scopriamo che esso ha, appunto, fornito prestiti a quei Paesi per i quali il finanziarsi sui mercati era divenuto troppo oneroso, evitando loro di sprofondare nel buio della bancarotta. Certamente, in cambio del suo aiuto, il MES ha imposto condizioni spesso severe di politica economica, che sono inevitabilmente sfociate in misure di austerità e riforme quasi mai gradite ai cittadini dei Paesi chiamati in causa. D’altra parte, il MES si comporta esattamente come vi comportereste voi se decideste di prestarci del denaro: ben difficilmente, infatti, ci consegnereste un assegno in bianco senza prima esservi informati sull’uso che noi intendiamo farne... Oggi, rivisitando le esperienze vissute da Grecia, Portogallo, Cipro e Irlanda nel momento in cui - per non morire - si videro costretti a ricorrere al MES, prevale generalmente (anche presso i suoi stessi organi direttivi che hanno sede in Lussemburgo) l’opinione che quei programmi di aiuto contenessero alcune idee sbagliate. Ad esempio, non si erano adeguatamente considerati i potenziali effetti negativi dei tagli alle spese e degli aumenti fiscali, così come si erano sovrastimati i benefici apportati da determinate riforme. Ragion per cui le cosiddette “condizionalità” previste da un eventuale programma MES odierno, sarebbero sicuramente diverse e, comunque, meno stringenti. Tanto è vero che persino la Grecia, che pure non può certo avere un ricordo esaltante del suo periodo MES, ha ratificato il trattato senza fare troppe storie. Pertanto, fermo restando che attualmente di aiuti dal Meccanismo salva stati l’Italia non sembra avere alcun bisogno, è, comunque, importante sottolineare il dato che, anche in futuro, nessun governo potrà mai essere costretto a farvi ricorso, essendo la sua volontà condizione “sine qua non” di qualsiasi scelta. Fatichiamo, quindi, a capire le prese di posizione di chi persiste nel descrivere il MES come una sorta di invenzione architettata da chissà quali poteri occulti per imporre sacrifici ed austerità alle sventurate popolazioni europee... Il Governo italiano non può non sapere che il nostro Paese, ratificando il MES, non andrebbe incontro ad alcun pericolo. Sta, quindi, forse cercando di utilizzare l’apposizione della sua firma come moneta di scambio per ottenere qualche concessione in più su altre questioni in ballo, come magari le modifiche al Patto di stabilità? Può darsi, ma, in tal caso, farebbe bene a domandarsi quanto la logica ricattatoria del “soli contro tutti” possa risultare effettivamente produttiva o quanto, invece, finisca solamente per esasperare gli animi dei nostri partners.

Non c’è dubbio sul fatto che l’atteggiamento poco chiaro che il nostro Governo continua ad ostentare nei confronti della ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità stia indispettendo notevolmente tutti gli altri Paesi che vi aderiscono, i quali, ormai da mesi, si domandano increduli quali possano essere concretamente i veri obbiettivi di Palazzo Chigi. Nessuno, al di fuori dei nostri confini nazionali, riesce, infatti, a spiegarsi di quale virus letale per l’economia italiana sarebbe portatore il MES: tuttavia, il problema più grave è, purtroppo, quello che una risposta seria e convincente a questa domanda non si è – almeno fino ad ora – trovata neanche tra le mura autarchiche di casa nostra... Ricordiamo, a questo proposito, che il Meccanismo Europeo di Stabilità è stato istituito attraverso un trattato intergovernativo – al di fuori del quadro giuridico della UE - nel 2012. La sua funzione fondamentale è quella di concedere, sotto precise condizioni, assistenza finanziaria ai Paesi membri che – pur avendo un debito pubblico sostenibile – trovino temporanee difficoltà nel finanziarsi sui mercati. Se, infatti, proviamo a risalire a come davvero abbia operato questo strumento nei pochissimi casi in cui è stato utilizzato negli anni scorsi, scopriamo che esso ha, appunto, fornito prestiti a quei Paesi per i quali il finanziarsi sui mercati era divenuto troppo oneroso, evitando loro di sprofondare nel buio della bancarotta. Certamente, in cambio del suo aiuto, il MES ha imposto condizioni spesso severe di politica economica, che sono inevitabilmente sfociate in misure di austerità e riforme quasi mai gradite ai cittadini dei Paesi chiamati in causa. D’altra parte, il MES si comporta esattamente come vi comportereste voi se decideste di prestarci del denaro: ben difficilmente, infatti, ci consegnereste un assegno in bianco senza prima esservi informati sull’uso che noi intendiamo farne... Oggi, rivisitando le esperienze vissute da Grecia, Portogallo, Cipro e Irlanda nel momento in cui - per non morire - si videro costretti a ricorrere al MES, prevale generalmente (anche presso i suoi stessi organi direttivi che hanno sede in Lussemburgo) l’opinione che quei programmi di aiuto contenessero alcune idee sbagliate. Ad esempio, non si erano adeguatamente considerati i potenziali effetti negativi dei tagli alle spese e degli aumenti fiscali, così come si erano sovrastimati i benefici apportati da determinate riforme. Ragion per cui le cosiddette “condizionalità” previste da un eventuale programma MES odierno, sarebbero sicuramente diverse e, comunque, meno stringenti. Tanto è vero che persino la Grecia, che pure non può certo avere un ricordo esaltante del suo periodo MES, ha ratificato il trattato senza fare troppe storie. Pertanto, fermo restando che attualmente di aiuti dal Meccanismo salva stati l’Italia non sembra avere alcun bisogno, è, comunque, importante sottolineare il dato che, anche in futuro, nessun governo potrà mai essere costretto a farvi ricorso, essendo la sua volontà condizione “sine qua non” di qualsiasi scelta. Fatichiamo, quindi, a capire le prese di posizione di chi persiste nel descrivere il MES come una sorta di invenzione architettata da chissà quali poteri occulti per imporre sacrifici ed austerità alle sventurate popolazioni europee... Il Governo italiano non può non sapere che il nostro Paese, ratificando il MES, non andrebbe incontro ad alcun pericolo. Sta, quindi, forse cercando di utilizzare l’apposizione della sua firma come moneta di scambio per ottenere qualche concessione in più su altre questioni in ballo, come magari le modifiche al Patto di stabilità? Può darsi, ma, in tal caso, farebbe bene a domandarsi quanto la logica ricattatoria del “soli contro tutti” possa risultare effettivamente produttiva o quanto, invece, finisca solamente per esasperare gli animi dei nostri partners.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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