Il tritacarne della frontiera bulgara di Fortress Europe episode artwork

EPISODE · Jan 19, 2025 · 27 MIN

Il tritacarne della frontiera bulgara di Fortress Europe

from Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico · host I Bastioni di Orione

Un paradossale contrappasso trova impegnati i pronipoti traci degli Unni in prima linea a fronteggiare le orde barbariche provenienti ai confini dell’Unione europea dal mondo saccheggiato… proprio dai pronipoti dell’Impero romano. https://ogzero.org/tag/respingimenti/Storicamente una terra di confine tra mondi diversi, il sud della Bulgaria è oggi una frontiera chiave delle politiche di controllo e respingimento dell’Unione Europea. La militarizzazione intensiva del confine tra Grecia e Turchia ha reso questo passaggio sempre più pericoloso, costoso e difficile, deviando le rotte migratorie verso le remote foreste al confine con la Bulgaria, e trasformando quest’area in un crocevia sotterraneo per migliaia di persone ogni anno.«Restiamo umani», raccomandava con forza Vittorio “Vic” Arrigoni.Simone Zito racconta l’avventura affrontata con due compagne di Rotte Balcaniche e No Name Kitchen (Lucia Randone e Virginia Speranza) lungo il confine europeo tra Bulgaria – nel distretto di Burgas – e Turchia, nei pressi dell’antica Adrianopoli, ora Edirne: nelle notti precedenti quella del natale cattolico – in queste zone la chiesa ortodossa, fieramente nazionalista e baluardo antislamico, sostiene la ferocia dello stato bulgaro contro le persone in viaggio – erano riusciti a salvare dal gelo alcuni giovanissimi che avevano richiesto soccorso durante il tentativo di valicare il confine e per questo erano stati messi in detenzione per l'intera notte in una stanza fatiscente e senza materassi in una caserma. Il 27 dicembre ricevono una nuova drammatica segnalazione da parte di Ali, Samir e Yasser, tre minori egiziani, ma la polizia di frontiera di Malko Tarnovo impedisce il soccorso, provocando la loro morte. Probabilmente le guardie li avevano raggiunti, lasciandoli comunque sbranare dagli animali della foresta. Sebbene su scala minore, le autorità sono state violente anche verso gli e le attiviste: oltre a numerose intimidazioni, la polizia bulgara ha costretto una squadra a camminare al gelo di notte per ore, ha ordinato a un soccorritore di trasportare a mano uno dei corpi senza vita, e altri ad essere trasportati nel bagagliaio dell’auto della polizia. Pratiche in linea con quanto avviene da tempo: respingimenti (pushback illegali) in Turchia di persone in gravi condizioni mediche, morti e una repressione sempre più dura nei confronti di chi porta la propria solidarietà.Solidali contro la difesa di frontiere che si mangiano i bambiniLe politiche migratorie europee stanno trasformando le frontiere di terra e di mare in veri e propri tritacarne autorizzati, che mettono le persone in pericolo e poi ne omettono il soccorso, rendendosi di fatto dirette responsabili della loro morte. Non sono fallimenti delle politiche, ma le politiche stesse. Come premio per tutto ciò, alla Bulgaria è stato appena concesso l'accesso all'area Schengen. L’adesione parziale di Sofia all’area Schengen, avvenuta nel marzo 2024, è strettamente legata all’evoluzione delle sue misure di controllo e deportazione: su richiesta europea, in particolare di alcuni paesi come l’Austria, tentano di mantenere i confini terrestri rigidamente sigillati.  Le frontiere sono dolorosamente vive e mutantiDa questa esperienza discende la testimonianza di Simone, che – quasi elaborandola mentre parla, ci offre una analisi di ciò che hanno provato e che li ha provati – dipinge un quadro, anche comparativo con altre situazioni di “frontiera”, e senza fare ipotesi sulle cause registra un particolare accanimento razzista delle guardie bulgare che travalica in zelo persino i burocrati di Frontex, e poi corruzione e mafia. Ma ci espone anche i motivi per cui l’attivismo si è spostato verso il Mar Nero; quali difficoltà si incontrano comunque a est di Trieste; le scarse risorse che si trovano in Bulgaria per contrapporsi alla repressione poliziesca, che lavora anche abusando dell’impunità nel sacro ruolo dei difensori dei confini della patria da… minorenni spaventati e soli nel mondo. Il consueto cinismo che ci consente di affrontare i travagli geopolitici quasi indenni stavolta è messo a dura prova di fronte all’esibizione di tanto feroce zelo a cancellare ogni residuo di umanità.Lasciar morire è uccidereI dati di cui si vanta il ministero degli Interni bulgaro:CARICO DI FRONTIERA Nel corso del mese di novembre, 2764 cittadini di paesi terzi hanno tentato di attraversare illegalmente le frontiere del paese di ingresso (2747 alla frontiera con la Repubblica di Turchia, 16 alla frontiera con la Repubblica di Grecia e 1 al confine con la Repubblica della Macedonia del Nord). Rispetto a novembre 2023 si registra un calo del 65,1% (7926 persone). Nel periodo gennaio-novembre 2024. 53.519 persone hanno tentato di attraversare i confini del Paese, il 70% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023 (178.140 persone).  

Un paradossale contrappasso trova impegnati i pronipoti traci degli Unni in prima linea a fronteggiare le orde barbariche provenienti ai confini dell’Unione europea dal mondo saccheggiato… proprio dai pronipoti dell’Impero romano. https://ogzero.org/tag/respingimenti/Storicamente una terra di confine tra mondi diversi, il sud della Bulgaria è oggi una frontiera chiave delle politiche di controllo e respingimento dell’Unione Europea. La militarizzazione intensiva del confine tra Grecia e Turchia ha reso questo passaggio sempre più pericoloso, costoso e difficile, deviando le rotte migratorie verso le remote foreste al confine con la Bulgaria, e trasformando quest’area in un crocevia sotterraneo per migliaia di persone ogni anno.«Restiamo umani», raccomandava con forza Vittorio “Vic” Arrigoni.Simone Zito racconta l’avventura affrontata con due compagne di Rotte Balcaniche e No Name Kitchen (Lucia Randone e Virginia Speranza) lungo il confine europeo tra Bulgaria – nel distretto di Burgas – e Turchia, nei pressi dell’antica Adrianopoli, ora Edirne: nelle notti precedenti quella del natale cattolico – in queste zone la chiesa ortodossa, fieramente nazionalista e baluardo antislamico, sostiene la ferocia dello stato bulgaro contro le persone in viaggio – erano riusciti a salvare dal gelo alcuni giovanissimi che avevano richiesto soccorso durante il tentativo di valicare il confine e per questo erano stati messi in detenzione per l'intera notte in una stanza fatiscente e senza materassi in una caserma. Il 27 dicembre ricevono una nuova drammatica segnalazione da parte di Ali, Samir e Yasser, tre minori egiziani, ma la polizia di frontiera di Malko Tarnovo impedisce il soccorso, provocando la loro morte. Probabilmente le guardie li avevano raggiunti, lasciandoli comunque sbranare dagli animali della foresta. Sebbene su scala minore, le autorità sono state violente anche verso gli e le attiviste: oltre a numerose intimidazioni, la polizia bulgara ha costretto una squadra a camminare al gelo di notte per ore, ha ordinato a un soccorritore di trasportare a mano uno dei corpi senza vita, e altri ad essere trasportati nel bagagliaio dell’auto della polizia. Pratiche in linea con quanto avviene da tempo: respingimenti (pushback illegali) in Turchia di persone in gravi condizioni mediche, morti e una repressione sempre più dura nei confronti di chi porta la propria solidarietà.Solidali contro la difesa di frontiere che si mangiano i bambiniLe politiche migratorie europee stanno trasformando le frontiere di terra e di mare in veri e propri tritacarne autorizzati, che mettono le persone in pericolo e poi ne omettono il soccorso, rendendosi di fatto dirette responsabili della loro morte. Non sono fallimenti delle politiche, ma le politiche stesse. Come premio per tutto ciò, alla Bulgaria è stato appena concesso l'accesso all'area Schengen. L’adesione parziale di Sofia all’area Schengen, avvenuta nel marzo 2024, è strettamente legata all’evoluzione delle sue misure di controllo e deportazione: su richiesta europea, in particolare di alcuni paesi come l’Austria, tentano di mantenere i confini terrestri rigidamente sigillati.  Le frontiere sono dolorosamente vive e mutantiDa questa esperienza discende la testimonianza di Simone, che – quasi elaborandola mentre parla, ci offre una analisi di ciò che hanno provato e che li ha provati – dipinge un quadro, anche comparativo con altre situazioni di “frontiera”, e senza fare ipotesi...

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How long is this episode of Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico?

This episode is 27 minutes long.

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This episode was published on January 19, 2025.

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