EPISODE · Jun 6, 2020 · 5 MIN
IL VALORE DELLA DIVERSITA'
from Digital Trasformation · host Valerio Maria Murgolo
In un mondo, e quindi mercato, turbolento, incerto e globalizzato sempre più le aziende stanno attenzionando la diversità come fattore competitivo e abilitante.Il Diversity Management è un approccio manageriale che abilita il potenziamento di un’organizzazione attraverso le differenze, ed inclusione, di competenze, caratteristiche e abilità, delle persone che ne fanno parte.Le diversità sono racchiuse in due macro sistemi:1)Diversità primaria. Quindi le differenze innate e non modificabili, come età, genere, origine etnica, le abilità fisiche e mentali.2)Diversità secondarie. Cioè quelle acquisiste e modificabili come educazione, cultura, formazione, religione, situazione familiare, ruolo professionale e localizzazione geografica.Le aziende non possono più non tener presente le diversità e la loro valorizzazione, anche rapportato ai vantaggi pratici che ne derivano, come:1)Employer Branding, in quanto migliora l’immagine dell’azienda impattando, in modo significativo, la percezione da parte di clienti, stakeholder e potenziali futuri collaboratori.2)Diversi punti di vista, in quanto confrontare esperienze e culture diverse supporta la creatività e la contaminazione in termini di brainstorming e problem solving, spingendo l’innovazione e supportandola con la rottura degli schemi.3)Attrarre nuovi talenti, sempre più preziosi e sempre più orientati ad aziende che gestiscono la diversità in maniera inclusiva.4)Meno stress e più produttività, in un ambiente dove le persone possono esprimersi liberamente è presente meno stress e le performace di produttività sono superiori.Quali sono le aziende che utilizzano strumenti di valorizzazione ed inclusione della diversità?Mi rifaccio a 2 fonti autorevoli che ogni anno stilano la classifica delle 50 aziende più importanti come ambienti di lavoro per la diversità:1)La prima è Fortune (https://fortune.com/best-workplaces-for-diversity/2019/search/) con la sua lista Best Workplaces for diversity, l’ultimo datato 2019, in cui classifica le aziende in base a dei parametri che comprendono la percentuale di minoranze, di donne, di boomer, di persone con disabilità e senso di fiducia interno. Al primo posto c’è Stryker, una grossa realtà aziendale nella produzione di elettromedicali, che presenta il 26% di minoranze, il 35% di donne, 13% di boomer,2% di persone con disabilità e un tasso 1% di fiducia. Segue Cisco nota azienda di californiana che produce apparati per il funzionamento delle reti LAN, MAN, WAN e VLAN e il sistema operativo IOS che le pilota. Seguono al 4° posto Accenture, per passare all’ottavo posto di Adobe, il 22° posto di American Express, il 25esimo di SalesForce, il 32esimo di Dropbox, il 53esimo di Abbott, il 62esimo di Foot Locker arrivando fino al 94esimo posto di Patagonia.2)La seconda fonte è DiversityInc (https://www.diversityinc.com/the-2020-top-50-diversityinc/) che con la sua lista, aggiornata la 2020, presenta realtà differenti e parametri differenti. Al primo posto c’è Marriott International, una multinazionale americana che gestisce e concede in franchising numerose strutture ricettive. Il suo programma "TakeCare", promuove il benessere dei dipendenti ed è progettato attorno ai pilastri di opportunità, comunità e scopo. Investe anche in un gruppo, Multicultural Affairs, che è dedicato a fornire informazioni sui servizi multiculturali per gli ospiti. In questo caso Accenture figura al 5°posto, Abbott all’ottavo posto, Toyota al 10°, Procter & Gamble al 16esimo, per passare a General Motors al 30esimo e Ranstad al 37esimo.In un interessante articolo di gennaio 2020 del Sole24Ore (https://www.ilsole24ore.com/art/gender-equality-index-10-aziende-italiane-325-AC4dVMDB) che cita lo studio effettuato da Bloomberg, posiziona 10 aziende italiane, su un totale di 325, che figurano per equità di genere.Le aziende risultanti in questa classifica sono: Acea, Enel, Hera, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Poste Italiane, Terna, Snam Rete Gas, Ubi Banca e Unicredit. I parametri usati misurano la leadership al femminile e la pipeline di talenti, la parità salariale, una cultura dell’inclusione, le politiche contro le molestie e come i brand siano pro donne. Su questi indicatori i gruppi dell’indice hanno dimostrato un investimento complessivo per la gender equality nel posto di lavoro e nella community in cui operano.Lo studio mostra una forza lavoro femminile complessiva pari al 43% con una presenza più cospicua fra i neo assunti (44%) e uno sviluppo piramidale in base ai livelli crescenti di carriera. Più nel dettaglio le promozioni a favore delle donne sono il 44%, mentre la percentuale femminile con la remunerazione più alta nelle aziende è del 28% (meno di 3 su 10).Nei paesi più sviluppati il passaggio da una economia di produzione a una di servizio e informazione richiederà che le forze di vendita siano tanto diverse quanto la popolazione dei clienti.
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In un mondo, e quindi mercato, turbolento, incerto e globalizzato sempre più le aziende stanno attenzionando la diversità come fattore competitivo e abilitante.Il Diversity Management è un approccio manageriale che abilita il potenziamento di un’organizzazione attraverso le differenze, ed inclusione, di competenze, caratteristiche e abilità, delle persone che ne fanno parte.Le diversità sono racchiuse in due macro sistemi:1)Diversità primaria. Quindi le differenze innate e non modificabili, come età, genere, origine etnica, le abilità fisiche e mentali.2)Diversità secondarie. Cioè quelle acquisiste e modificabili come educazione, cultura, formazione, religione, situazione familiare, ruolo professionale e localizzazione geografica.Le aziende non possono più non tener presente le diversità e la loro valorizzazione, anche rapportato ai vantaggi pratici che ne derivano, come:1)Employer Branding, in quanto migliora l’immagine dell’azienda impattando, in modo significativo, la percezione da parte di clienti, stakeholder e potenziali futuri collaboratori.2)Diversi punti di vista, in quanto confrontare esperienze e culture diverse supporta la creatività e la contaminazione in termini di brainstorming e problem solving, spingendo l’innovazione e supportandola con la rottura degli schemi.3)Attrarre nuovi talenti, sempre più preziosi e sempre più orientati ad aziende che gestiscono la diversità in maniera inclusiva.4)Meno stress e più produttività, in un ambiente dove le persone possono esprimersi liberamente è presente meno stress e le performace di produttività sono superiori.Quali sono le aziende che utilizzano strumenti di valorizzazione ed inclusione della diversità?Mi rifaccio a 2 fonti autorevoli che ogni anno stilano la classifica delle 50 aziende più importanti come ambienti di lavoro per la diversità:1)La prima è Fortune (https://fortune.com/best-workplaces-for-diversity/2019/search/) con la sua lista Best Workplaces for diversity, l’ultimo datato 2019, in cui classifica le aziende in base a dei parametri che comprendono la percentuale di minoranze, di donne, di boomer, di persone con disabilità e senso di fiducia interno. Al primo posto c’è Stryker, una grossa realtà aziendale nella produzione di elettromedicali, che presenta il 26% di minoranze, il 35% di donne, 13% di boomer,2% di persone con disabilità e un tasso 1% di fiducia. Segue Cisco nota azienda di californiana che produce apparati per il funzionamento delle reti LAN, MAN, WAN e VLAN e il sistema operativo IOS che le pilota. Seguono al 4° posto Accenture, per passare all’ottavo posto di Adobe, il 22° posto di American Express, il 25esimo di SalesForce, il 32esimo di Dropbox, il 53esimo di Abbott, il 62esimo di Foot Locker arrivando fino al 94esimo posto di Patagonia.2)La seconda fonte è DiversityInc (https://www.diversityinc.com/the-2020-top-50-diversityinc/) che con la sua lista, aggiornata la 2020, presenta realtà differenti e parametri differenti. Al primo posto c’è Marriott International, una multinazionale americana che gestisce e concede in franchising numerose strutture ricettive. Il suo programma "TakeCare", promuove il benessere dei dipendenti ed è progettato attorno ai pilastri di opportunità, comunità e scopo. Investe anche in un gruppo, Multicultural Affairs, che è dedicato a fornire informazioni sui servizi multiculturali per gli ospiti. In questo caso Accenture figura al 5°posto, Abbott all’ottavo posto, Toyota al 10°, Procter & Gamble al 16esimo, per passare a General Motors al 30esimo e Ranstad al 37esimo.In un interessante articolo di gennaio 2020 del Sole24Ore (<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gender-equality-index-10-aziende-italiane-325-AC4dVMDB)"...
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