Immigrazione e criminalità? La bufala che piace alla politica episode artwork

EPISODE · Mar 20, 2025 · 1 MIN

Immigrazione e criminalità? La bufala che piace alla politica

from La Sveglia di Giulio Cavalli · host Giulio Cavalli

Il racconto delle persone straniere nelle carceri italiane è un esempio di come il dibattito pubblico deformi i numeri: dati decontestualizzati, equazioni semplicistiche che suonano più come propaganda che analisi. Un’analisi di Facta lo dimostra: dietro le percentuali si nascondono fattori sociali, economici e giuridici che alterano la percezione. Al 31 gennaio 2025, secondo il ministero della Giustizia, le persone straniere detenute erano 19.622, il 31,6% del totale. Un dato spesso usato per collegare immigrazione e criminalità. Eppure, come riporta Facta, il tasso di detenzione degli stranieri è in calo da quindici anni: nel 2009 era dello 0,61%, oggi è sceso allo 0,35%, nonostante l'aumento della popolazione straniera residente. Il legame tra immigrazione e crimine, dunque, non regge. Gli stranieri hanno meno accesso alle misure alternative alla detenzione e sono più spesso incarcerati per reati di lieve entità. Il 91% delle condanne per violazioni della normativa sull'immigrazione riguarda loro: significa che molti sono in carcere per reati che un italiano non può commettere. Il sistema premia chi ha una rete sociale e affonda chi non ha tutele. Chi è senza alloggio difficilmente otterrà i domiciliari. Chi non ha una comunità rischia di rimanere in carcere in attesa di giudizio. Se è giovane e senza famiglia, finirà dietro le sbarre invece che in percorsi di reinserimento. La distorsione dei numeri serve a rafforzare pregiudizi. Ma i dati raccontano altro: il legame tra immigrazione e criminalità è un costrutto politico, non una realtà. L'ossessione securitaria non colpisce chi delinque, ma chi è più vulnerabile. Ed è questo che dovrebbe farci paura. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

Il racconto delle persone straniere nelle carceri italiane è un esempio di come il dibattito pubblico deformi i numeri: dati decontestualizzati, equazioni semplicistiche che suonano più come propaganda che analisi. Un’analisi di Facta lo dimostra: dietro le percentuali si nascondono fattori sociali, economici e giuridici che alterano la percezione. Al 31 gennaio 2025, secondo il ministero della Giustizia, le persone straniere detenute erano 19.622, il 31,6% del totale. Un dato spesso usato per collegare immigrazione e criminalità. Eppure, come riporta Facta, il tasso di detenzione degli stranieri è in calo da quindici anni: nel 2009 era dello 0,61%, oggi è sceso allo 0,35%, nonostante l'aumento della popolazione straniera residente. Il legame tra immigrazione e crimine, dunque, non regge. Gli stranieri hanno meno accesso alle misure alternative alla detenzione e sono più spesso incarcerati per reati di lieve entità. Il 91% delle condanne per violazioni della normativa sull'immigrazione riguarda loro: significa che molti sono in carcere per reati che un italiano non può commettere. Il sistema premia chi ha una rete sociale e affonda chi non ha tutele. Chi è senza alloggio difficilmente otterrà i domiciliari. Chi non ha una comunità rischia di rimanere in carcere in attesa di giudizio. Se è giovane e senza famiglia, finirà dietro le sbarre invece che in percorsi di reinserimento. La distorsione dei numeri serve a rafforzare pregiudizi. Ma i dati raccontano altro: il legame tra immigrazione e criminalità è un costrutto politico, non una realtà. L'ossessione securitaria non colpisce chi delinque, ma chi è più vulnerabile. Ed è questo che dovrebbe farci paura. #LaSveglia per La NotiziaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

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This episode was published on March 20, 2025.

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