EPISODE · Feb 3, 2025 · 15 MIN
Indie Casting_intervista_POETS_Matteo Cincopan_2025
from Indie Casting · host Matteo Teo Cimatti
Nei loro anni di attività, i Poets si sono affermati nellʼunderground come gruppo Sixtiespop: il loro primo album è infatti caratterizzato da una libertà sonora tipicamente anniSessanta, in cui la fantasia è al potere. Allʼepoca di queste registrazioni il gruppo esistevada soli tre mesi e il gusto di ogni membro emerge dagli arrangiamenti prima di fondersicon quello degli altri. In Begging for love troviamo così il (brit)pop di “Nobody but you” o“Let yourself in your life”, la psichedelia di “Tonight” e “Iʼll walk beside you”, il proto punk di“Blue eyes” e molto altro, il tutto riecheggiante un sound vagamente garage che i Poetsandranno progressivamente limando, ma non perderanno mai completamente.Questo primo lavoro dei Poets scatta una vera e propria fotografia sonora di un momentofelice: il file rouge che tiene unita questa varietà sono proprio gli stessi Poets, intenti aporre uno dei primi mattoni della loro storia traendo da ciò grande piacere. E, se Beggingfor love, inteso come album in stile Sixties si presenta con qualche sbavatura, è certo chelʼascolto è comunque un piacere!In ogni caso, indipendentemente dalle etichette, la cosa migliore è ascoltarlo e, se proprioci si vuole chiedere perché un gruppo Sixties pop abbia registrato una canzone con unachitarra così distorta rispetto ai canoni del genere, o abbia optato per un ritmo di batteriapiù proprio di altre decadi, o abbia suonato un assolo troppo lungo, o altro, la risposta chevale per tutte le canzoni di questʼalbum è “perché era bello farla cosìProgramma dedicato a tutta la musica indipendente non programmata dai grossi network
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Nei loro anni di attività, i Poets si sono affermati nellʼunderground come gruppo Sixtiespop: il loro primo album è infatti caratterizzato da una libertà sonora tipicamente anniSessanta, in cui la fantasia è al potere. Allʼepoca di queste registrazioni il gruppo esistevada soli tre mesi e il gusto di ogni membro emerge dagli arrangiamenti prima di fondersicon quello degli altri. In Begging for love troviamo così il (brit)pop di “Nobody but you” o“Let yourself in your life”, la psichedelia di “Tonight” e “Iʼll walk beside you”, il proto punk di“Blue eyes” e molto altro, il tutto riecheggiante un sound vagamente garage che i Poetsandranno progressivamente limando, ma non perderanno mai completamente.Questo primo lavoro dei Poets scatta una vera e propria fotografia sonora di un momentofelice: il file rouge che tiene unita questa varietà sono proprio gli stessi Poets, intenti aporre uno dei primi mattoni della loro storia traendo da ciò grande piacere. E, se Beggingfor love, inteso come album in stile Sixties si presenta con qualche sbavatura, è certo chelʼascolto è comunque un piacere!In ogni caso, indipendentemente dalle etichette, la cosa migliore è ascoltarlo e, se proprioci si vuole chiedere perché un gruppo Sixties pop abbia registrato una canzone con unachitarra così distorta rispetto ai canoni del genere, o abbia optato per un ritmo di batteriapiù proprio di altre decadi, o abbia suonato un assolo troppo lungo, o altro, la risposta chevale per tutte le canzoni di questʼalbum è “perché era bello farla cosìProgramma dedicato a tutta la musica indipendente non programmata dai grossi network
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