EPISODE · Dec 2, 2022 · 9 MIN
Indizi chiari- Zelensky non vuole la pace
from Controvento di Diego Fusaro · host Media Pluralisti Europei SpA
La guerra continua indefessamente ormai da mesi. L'anno volge al termine e pare che il conflitto sia ben lungi dall'essersi risolto: come l'orizzonte, la pace si allontana quanto più proviamo a camminare nella sua direzione. Ma chi davvero si sta adoperando, tra le parti in causa, per impedire la via diplomatica, la negoziazione, le trattative in vista di una pace che ponga fine a questo orrore chiamato guerra? Secondo la narrativa filoatlantista egemonica nell'occidente sempre più ridotto a colonia di Washington, la colpa sarebbe anche in questo caso della Russia di Putin: Russia di Putin alla quale peraltro, secondo lo storytelling atlantista, si dovrebbero ricondurre tutte le colpe, trasformando lo stesso Dostoevskij in un colpevole ante litteram. Una narrazione fumettistica e caricaturale, certo: ma che non di meno continua a imporsi come egemonica, complice il martellare ininterrotto dei mezzi di informazione e soprattutto di disinformazione di massa gestiti monopolisticamente dai cantori del nuovo ordine mondiale che ha per religione il mercato e per capitale Washington. Eppure, a una più attenta considerazione dei fatti, pare che la Russia sia disponibile al dialogo: il Cremlino ha fatto sapere che accoglie l'invito di Bergoglio a sedersi al tavolo per dialogare con l'Ucraina. È l'Ucraina del guitto Zelensky, invece, che pare non volerne sapere di trattative e di negoziati. Tutti ricorderanno quando il guitto disse che la guerra sarebbe andata avanti fino a che la Russia di Putin non fosse stata sconfitta: un modo assai diretto per asserire che non vi era alcuno spazio per una pace possibile. Come se non bastasse, la civiltà del dollaro fa sapere che dipenderà solo dall'ucraina del guitto decidere se trovare la via diplomatica o continuare con la guerra: lo ha detto l'ambasciatrice statunitense alla Nato, secondo quanto riportato direttamente da un quotidiano non certo russofilo come "la Repubblica". Insomma, la Nato sta di fatto segnalando che la guerra continuerà, perché sta al guitto decidere cosa fare e noi sappiamo che il guitto della pace non vuole proprio saperne. A voler pensare male, si potrebbe immaginare che il guitto stia recitando un copione che gli è stato scritto da Washington e che dunque, in modo del tutto coerente, Washington non intenda interferire con l'operato del guitto che sta recitando con dedizione e solerzia la parte che gli è stata assegnata proprio dalla Casa Bianca. L'obiettivo reale di questa guerra l'abbiamo più volte evocato: intanto mettere in ginocchio l'Europa, punendola per aver guardato in passato alla Russia alla Cina e rendendola ancora più asservita a Washington sotto ogni profilo. E poi un poco alla volta portare a compimento l'allargamento atlantista verso Oriente, principiato fin dagli anni novanta: e ciò in vista di un regime change in Russia, che sostituisca Putin, colpevole di non genuflettersi a Washington, con un fantoccio di provata fede atlantista, come Zelensky o Navalny.
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