EPISODE · Jul 15, 2025 · 15 MIN
Intervista a Christophe Rousset & Les Talens Lyriques | Monteverdi Festival Cremona
from Early Music Stories · host Giornale della Musica
Monteverdi e Cavalli: maestro, erede, memoria vivaNel fine settimana conclusivo del Monteverdi Festival di Cremona, la musica ha celebrato non solo il “divin Claudio”, ma anche la figura del suo più diretto continuatore: Francesco Cavalli, compositore che della lezione monteverdiana fu interprete, rielaboratore, in alcuni casi persino superatore.Due concerti distinti – per ambientazione, organico e prospettiva – hanno gettato luce su questa relazione artistica complessa e fertile, e fatto da preludio ideale all’ultima rappresentazione in programma: Ercole amante, l’opera cavalliana che ha chiuso la 42ª edizione del Festival.Il primo concerto, intimo e raccolto, ha avuto luogo nel cortile del seicentesco Palazzo Guazzoni Zaccaria. Il tenore Marco Angioloni, accompagnato da Marco Crosetto al clavicembalo e da Rebeca Ferri al violoncello e flauto, ha offerto un itinerario vocale che ha intrecciato arie scelte dal repertorio operistico dei due compositori, sottolineando – nella selezione e nell’esecuzione – la centralità espressiva della voce tenorile nel Seicento veneziano.A seguire, in uno spazio acustico e simbolico del tutto diverso – l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino – i soprani Apolline e Thaïs Raï-Westphal, accompagnate dall’ensemble Les Talens Lyriques diretto da Christophe Rousset, hanno dato vita a un confronto tra madrigali a due voci e celebri arie monteverdiane (L’incoronazione di Poppea) e pagine meno note del teatro di Cavalli (Veremonda, Il Ciro), evocando con eleganza il passaggio da una poetica degli affetti a una grammatica dell’emozione più espansa e teatrale.Nel podcast, la voce degli interpreti guida l’ascolto e lo approfondisce: Marco Angioloni, nella prima intervista, riflette sul ruolo della voce tenorile e sulla varietà delle arie che hanno animato le scene veneziane; Christophe Rousset, nella seconda, ricostruisce i legami tra Monteverdi e Cavalli e la fortuna delle loro opere nella Napoli barocca, punto di arrivo e rilancio per la tradizione operistica italiana.A completare il racconto, gli esempi musicali registrati dal vivo durante le prove: suoni, respiri e silenzi che raccontano un'eredità viva.Podcast ideato e curato da Paolo ScarnecchiaRegistrazioni dal vivo: Monteverdi Festival di Cremona 2025
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Monteverdi e Cavalli: maestro, erede, memoria vivaNel fine settimana conclusivo del Monteverdi Festival di Cremona, la musica ha celebrato non solo il “divin Claudio”, ma anche la figura del suo più diretto continuatore: Francesco Cavalli, compositore che della lezione monteverdiana fu interprete, rielaboratore, in alcuni casi persino superatore.Due concerti distinti – per ambientazione, organico e prospettiva – hanno gettato luce su questa relazione artistica complessa e fertile, e fatto da preludio ideale all’ultima rappresentazione in programma: Ercole amante, l’opera cavalliana che ha chiuso la 42ª edizione del Festival.Il primo concerto, intimo e raccolto, ha avuto luogo nel cortile del seicentesco Palazzo Guazzoni Zaccaria. Il tenore Marco Angioloni, accompagnato da Marco Crosetto al clavicembalo e da Rebeca Ferri al violoncello e flauto, ha offerto un itinerario vocale che ha intrecciato arie scelte dal repertorio operistico dei due compositori, sottolineando – nella selezione e nell’esecuzione – la centralità espressiva della voce tenorile nel Seicento veneziano.A seguire, in uno spazio acustico e simbolico del tutto diverso – l’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino – i soprani Apolline e Thaïs Raï-Westphal, accompagnate dall’ensemble Les Talens Lyriques diretto da Christophe Rousset, hanno dato vita a un confronto tra madrigali a due voci e celebri arie monteverdiane (L’incoronazione di Poppea) e pagine meno note del teatro di Cavalli (Veremonda, Il Ciro), evocando con eleganza il passaggio da una poetica degli affetti a una grammatica dell’emozione più espansa e teatrale.Nel podcast, la voce degli interpreti guida l’ascolto e lo approfondisce: Marco Angioloni, nella prima intervista, riflette sul ruolo della voce tenorile e sulla varietà delle arie che hanno animato le scene veneziane; Christophe Rousset, nella seconda, ricostruisce i legami tra Monteverdi e Cavalli e la fortuna delle loro opere nella Napoli barocca, punto di arrivo e rilancio per la tradizione operistica italiana.A completare il racconto, gli esempi musicali registrati dal vivo durante le prove: suoni, respiri e silenzi che raccontano un'eredità viva.Podcast ideato e curato da Paolo ScarnecchiaRegistrazioni dal vivo: Monteverdi Festival di Cremona 2025
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