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Early Music Stories

Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artisti impegnati per riportare in vita il mondo sonoro del passato avvicinandosi il più possibile al suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.

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  1. 181

    Intervista a Francisco Mañalich | ♫ ♪ Laus Polyphoniae 2026

    I madrigali di Pomponio NennaNel corso del festival di musica antica Laus Polyphoniae, che si è svolto ad Anversa in Belgio dal 21 al 29 agosto 2026, l’ensemble Comet Musicke diretto da Francisco Mañalich ha presentato un concerto dedicato ai madrigali di Pomponio Nenna, un autore poco conosciuto la cui musica è molto interessante e affascinante. Nenna visse nella seconda metà del Cinquecento e fa parte del gruppo di nobili che si dilettavano nel comporre madrigali, come il famoso principe Gesualdo da Venosa, presso la cui corte visse a Napoli per alcuni anni, dopo essersi trasferito dalla Puglia dove era nato. Nell’intervista il direttore del gruppo francese descrive il carattere della musica del raffinato e aristocratico compositore, scelta dalla raccolta del Primo libro di madrigali a cinque voci stampato a Venezia nel 1582, ed eseguita con l’accompagnamento di diversi strumenti musicali. Gli esempi musicali e l’intervista sono stati realizzati nel corso delle prove del concerto che si è svolto nella Chiesa di San Carlo Borromeo di Anversa.          Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica                                                         ENGLISH VERSIONThe Pomponio Nenna's madrigalsDuring the Laus Polyphoniae early music festival, which took place in Antwerp, Belgium, from 21 to 29 August 2026, the Comet Musicke ensemble, conducted by Francisco Mañalich, presented a concert dedicated to the madrigals of Pomponio Nenna, a little-known composer whose music is both fascinating and captivating. Nenna lived in the second half of the sixteenth century and was part of a group of nobles who took a keen pleasure in composing madrigals, such as the famous prince Gesualdo da Venosa, at whose court in Naples he lived for several years after moving from Puglia, where he was born. In the interview, the conductor of the French ensemble describes the character of the music by this refined and aristocratic composer, selected from the collection Primo libro di madrigali a cinque voci (First Book of Madrigals for Five Voices), printed in Venice in 1582, and performed with the accompaniment of various musical instruments. The musical examples and the interview were recorded during the rehearsals of the concert, which took place at the Church of St Charles Borromeo in Antwerp.            Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica

  2. 180

    Intervista a Ottavio Dantone | Innsbrucker Festwochen der Alter Musik 2026 - prima parte

    La festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 torna a risplendere nella 50° edizione del Festival di musica antica di InnsbruckNella prima parte del podcast dedicato all’evento principale della 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck, Ottavio Dantone direttore dell’ensemble Accademia Bizantina racconta l’impresa della ricostruzione musicale della festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti, messa in scena per la prima volta dopo la sua unica eccezionale esecuzione alla corte di Vienna del 1668, nel Teatro Regionale Tirolese dal 7 al 16 agosto 2026.            Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musicaAntonio Cesti's 1668 “festa teatrale” Il pomo d'oro shines again in the 50th° edition of the Innsbruck Early Music Festival  In the first part of the podcast dedicated to the main event of the 50th edition of the Innsbruck Early Music Festival, Ottavio Dantone, conductor of the Accademia Bizantina ensemble, recounts the challenge of musically reconstructing Antonio Cesti’s “festa teatrale” Il pomo d’oro, staged at the Tyrolean Regional Theatre from 7 to 16 August 2026 for the first time, since its single and exceptional performance at the court of Vienna of 1668.            Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica

  3. 179

    Intervista con Allegrezza, Borgioni, Mineccia e Sala | ♫ Innsbrucker Festwochen der Alter Musik 2026 - terza parte

    La festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 torna a risplendere nella 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck Nella terza parte del podcast dedicato all’evento principale della 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck, Alberto Allegrezza, Mauro Borgioni, Filippo Mineccia e Margherita Sala si sono divertiti a raccontare la straordinaria esperienza di aver fatto parte del cast dei venti cantanti che hanno interpretato quasi cinquanta personaggi previsti nel libretto di Francesco Sbarra della festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668, che grazie alla ricostruzione musicale di Ottavio Dantone è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna nel Teatro Regionale Tirolese dal 7 al 16 agosto 2026.     Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musicaAntonio Cesti's 1668 “festa teatrale” Il pomo d'oro shines again in the 50th° edition of the Innsbruck Early Music FestivalIn the third part of the podcast dedicated to the main event of the 50th edition of the Innsbruck Early Music Festival, Alberto Allegrezza, Mauro Borgioni, Filippo Mineccia and Margherita Sala enjoyed recounting the extraordinary experience of being part of the cast of twenty singers who portrayed nearly fifty characters featured in Francesco Sbarra’s libretto for Antonio Cesti’s 1668 “festa teatrale” Il pomo d’oro, which, thanks to Ottavio Dantone’s musical reconstruction, was staged for the first time in the modern era at the Tyrolean Regional Theatre from 7 to 16 August 2026.       Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica

  4. 178

    Intervista a Fabio Ceresa | Innsbrucker Festwochen der Alter Musik 2026 - seconda parte

    La festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 torna a risplendere nella 50° edizione del Festival di musica antica di InnsbruckNella seconda parte del podcast dedicato all’evento principale della 50° edizione del Festival di musica antica di Innsbruck, il regista Fabio Ceresa racconta come ha tradotto le meraviglie e gli incanti del teatro musicale barocco culminate nella festa teatrale Il pomo d’oro di Antonio Cesti del 1668 creata per la corte di Vienna, che è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna nel Teatro Regionale Tirolese nella prima metà di agosto grazie alla ricostruzione musicale di Ottavio Dantone.              Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musicaAntonio Cesti's 1668 “festa teatrale” Il pomo d'oro shines again in the 50th° edition of the Innsbruck Early Music Festival In the second part of the podcast dedicated to the main event of the 50th edition of the Innsbruck Early Music Festival, director Fabio Ceresa explains how he brought to life the wonders and enchantments of Baroque musical theatre, culminating in Antonio Cesti’s 1668 “festa teatrale” Il pomo d’oro, created for the court of Vienna, which was staged for the first time in the modern era at the Tyrolean Regional Theatre in the first half of August, thanks to Ottavio Dantone’s musical reconstruction.          Podcast created and produced by Paolo Scarnecchia for il giornale della musica

  5. 177

    Intervista a Francesco Zimei e Massimiliano Dragoni | ♫ Festival DeMusicAssisi 2026

    Cantando San Francesco nel festival DeMusicAssisiLa 4° edizione del festival DeMusicAssisi si è svolta dal 4 al 9 agosto 2026 con il titolo “Gloriosus Franciscus” per ricordare l’ottavo centenario della morte del santo. Nei programmi dei diversi concerti è stato messo in evidenza il repertorio musicale devozionale della laude a cominciare dalle fonti più antiche del Laudario di Cortona e del Cantorino di Reims, fino alle forme polifoniche rinascimentali. Nell’intervista ne parlano Francesco Zimei, musicologo dell’Università di Trento che dirige il progetto europeo LAUDARE, e Massimiliano Dragoni direttore artistico del festival di musica medievale DeMusicAssisi e componente dell’ensemble Anonima Frottolisti.              Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  6. 176

    Intervista a Rita Cosentino | Festival della Valle d’Itria - Martina Franca 2026 ♫ parte seconda

    L’opera di Francesco Provenzale Il schiavo di sua moglie è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna nella 52° edizione del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Fu scritta in onore del nuovo viceré di Napoli, il marchese d’Astorga, arrivato in città nel 1672, come indicato nel libretto di Francesco Antonio Paolella. L’opera è stata eseguita nel Chiostro del Carmine di Martina Franca con la direzione di Antonio Florio e la regia e le scene di Rita Cosentino, dalla Cappella Neapolitana e un cast vocale composto da Francesca Palitti, Lilliana Zolotoukhina, Francesca Lo Verso, Chiara Scannapieco, Angelo Testori, Michele Galbiati, Valerio Ilardo, Mauro Pedrero e Candida Guida.            Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  7. 175

    Intervista a Antonio Florio | Festival della Valle d’Itria - Martina Franca 2026 ♫ parte prima

    L’opera di Francesco Provenzale Il schiavo di sua moglie è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna nella 52° edizione del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Fu scritta in onore del nuovo viceré di Napoli, il marchese d’Astorga, arrivato in città nel 1672, come indicato nel libretto di Francesco Antonio Paolella. L’opera è stata eseguita nel Chiostro del Carmine di Martina Franca dalla Cappella Neapolitana e da  Francesca Palitti, Lilliana Zolotoukhina, Francesca Lo Verso, Chiara Scannapieco, Angelo Testori, Michele Galbiati, Valerio Ilardo, Mauro Pedrero e Candida Guida, con la direzione di Antonio Florio e la regia di Rita Cosentino.         Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  8. 174

    Intervista a Alessandro Ciccolini |💿CD Antonio Vivaldi Concertos Reconstructed - Compagnia de Violini

    Ricostruite le parti mancanti di sei concerti di Antonio Vivaldi Sulla base della precedente esperienza di ricostruzione di alcune opere di teatro musicale incomplete di Antonio Vivaldi, Alessandro Ciccolini ha restaurato le parti mancanti di alcuni movimenti di tre coppie di concerti, per fagotto, per flauto e per violino del “Prete rosso”, completando la loro struttura tripartita.Nella conversazione il direttore de La Compagnia de Violini, che li ha eseguiti e registrati, racconta la sua passione per il musicista veneziano e le modalità con le quali ha compiuto il suo lavoro di ricostruzione, componendo sulle orme del celebre compositore.           Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  9. 173

    Intervista a Petra Deidda | Monteverdi Festival 2026 ♫ Cremona parte seconda

    La prima opera di Francesco Cavalli restaurata conclude il Montevrdi Festival di CremonaLe nozze di Teti e Peleo di Francesco Cavalli eseguita per la prima volta in epoca moderna nel Teatro Ponchielli di Cremona alla fine del Monteverdi Festival, è la prima partitura sopravvissuta che testimonia l’attività musicale del primo teatro aperto a un pubblico pagante, il San Cassiano di Venezia, due anni dopo la sua inaugurazione del 1637. Questa è la prima opera conosciuta del compositore nella quale si manifesta il suo grande talento, ed è stata restaurata da Antonio Greco che ha diretto l’Orchestra e Coro Cremona Antiqua e un cast di giovani cantanti composto da Valentina Ferrarese, Ferran Albrich, Danilo Pastore, Matteo Straffi, Angelo Testori, Alessandro Ravasio, Jorge Navarro Colorado, Mara Gaudenzi, Marzia Marzo, Benedetta Zanotto, Arrigo Liverani Minzoni, Matteo Laconi, Giacomo Pieracci, Maximiliano Danta, Gaia Ammaturo, Alessandro Simonato e Marcello Zinzani. Nell’intervista la regista Petra Deidda racconta la storia narrata nel libretto di Orazio Persiani, descrivendo anche alcuni degli aspetti più originali della messa in scena.        Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  10. 172

    Intervista a Antonio Greco | Monteverdi Festival 2026 ♫ Cremona parte prima

    La prima opera di Francesco Cavalli restaurata conclude il Monteverdi Festival di CremonaLe nozze di Teti e Peleo di Francesco Cavalli eseguita per la prima volta in epoca moderna nel Teatro Ponchielli di Cremona alla fine del Monteverdi Festival, è la prima partitura sopravvissuta che testimonia l’attività musicale del primo teatro aperto a un pubblico pagante, il San Cassiano di Venezia, due anni dopo la sua inaugurazione del 1637. Questa è la prima opera conosciuta del compositore nella quale si manifesta il suo grande talento, ed è stata restaurata da Antonio Greco che ha diretto l’Orchestra e Coro Cremona Antiqua e un cast di giovani cantanti composto da Valentina Ferrarese, Ferran Albrich, Danilo Pastore, Matteo Straffi, Angelo Testori, Alessandro Ravasio, Jorge Navarro Colorado, Mara Gaudenzi, Marzia Marzo, Benedetta Zanotto, Arrigo Liverani Minzoni, Matteo Laconi, Giacomo Pieracci, Maximiliano Danta, Gaia Ammaturo, Alessandro Simonato e Marcello Zinzani. Nell’intervista il direttore descrive i caratteri musicali dell’opera e il lavoro di restauro compiuto sulle parti lacunose della partitura.        Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  11. 171

    Intervista a Michele Pasotti | Monteverdi Festival 2026

    Didone ed Enea di Purcell nel Teatro scientifico Bibiena di Mantova per il Monteverdi FestivalNell’unica tappa mantovana del Monteverdi Festival di Cremona, nello splendido Teatro scientifico Bibiena, è stata presentata in forma semiscenica Dido and Aeneas di Purcell eseguita dall’ensemble La Fonte Musica diretto da Michele Pasotti, che racconta gli aspetti musicali più importanti di quest’opera.            Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  12. 170

    Intervista a Massimiliano Dragoni e Luca Piccioni | 💿 CD Il fior della Cecilia - Anonima Frottolisti

            La storia cantata delle belle Janette, Peronette, Franceschina, Rosina e CeciliaI canti narrativi e le letture contenute in questo CD dell’ensemble Anonima Frottolisti rappresentano un viaggio nell’immaginario poetico musicale medievale e rinascimentale, fra tradizione scritta e orale, alla ricerca delle radici della storia della fanciulla che piange il suo amore imprigionato in attesa di essere giustiziato, e che rifiutando nobili e cavalieri è pronta a morire per seguirne la sorte.          Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  13. 169

    Intervista a Elisabetta de Mircovich, Claudia Caffagni e Livia Caffagni | laReverdie - 40 anni

             laReverdie: 40 anni di grazia ed eleganza musicale raccontando il MedioevoIn quaranta anni di attività artistica l’ensemble laReverdie ha esplorato gli aspetti più affascinanti dell’arte musicale medievale. In questa lunga intervista, ricca di esempi musicali, le fondatrici del gruppo raccontano i loro progetti più importanti e originali realizzati con accurate ricerche storiche e coltivati con passione.          Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  14. 168

    Intervista a Fabio Biondi, Lucia Cortese, Giuseppina Bridelli | Farnese Festival 2026

    L’oratorio Santa Clotilde di Francesco Corselli, che ha inaugurato il Farnese Festival di Parma, ha rivelato le qualità musicali del compositore del Settecento che dopo essere stato al servizio della corte del Ducato di Parma e Piacenza, si trasferì in Spagna dove divenne maestro della cappella reale. L’oratorio è stato eseguito per la prima volta in tempi moderni dall’ensemble Europa Galante diretto da Fabio Biondi con il cast vocale composto da Lucia Cortese (Clotilde), Giuseppina Bridelli (Clodoveo), Vivica Genaux (S. Remigio), Luca Tittoto (Aureliano), e il Corale “Città di Parma”. Lo raccontano i suoi principali protagonisti, accompagnati dagli esempi musicali più significativi del concerto, registrati nel corso delle prove.             Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  15. 167

    Intervista a David Chappuis | CD Douce playsence - Ensemble Arborescence

    La Ars Nova di Philippe de VitryPhilippe de Vitry, poeta, musico, matematico, diplomatico, segretario dei reali di Francia e vescovo, è considerato uno dei padri della Ars Nova, vera e propria quintessenza dell’arte musicale vocale del XIV secolo. Il suo nome è oggi ricordato soprattutto per la sua attività di teorico della notazione musicale, mentre i suoi raffinati mottetti si ascoltano di rado, e questo disco dell’Ensemble Arborescence diretto da David Chappuis è un interessante e originale ritratto sonoro del poliedrico artista francese.

  16. 166

    Intervista a Omar Rajeh | Théatre de l’Opéra de Tunis - parte terza

    La primavera barocca fiorita a Tunisi con Dido and Aeneas di Purcell Nel Teatro dell’Opera di Tunisi a metà maggio oltre cento giovani artisti tunisini, tra musicisti e danzatori, hanno dato vita a una originale e dinamica messinscena dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la direzione musicale di Stéphane Fuget e la regia e coreografia di Omar Rajeh.I principali protagonisti di questo progetto, creato in collaborazione con l’ensemble Les Épopées, raccontano in queste interviste l’importanza di una esperienza di formazione e creazione basata sui principi della prassi musicale storicamente informata del periodo barocco che rappresenta una novità nel panorama culturale tunisino.      Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  17. 165

    Intervista a N. Mahbouli, L. Ben Chikha, H. Hadhiri, G. Saad | Théatre de l’Opéra de Tunis - parte seconda

    La primavera barocca fiorita a Tunisi con Dido and Aeneas di Purcell Nel Teatro dell’Opera di Tunisi a metà maggio oltre cento giovani artisti tunisini, tra musicisti e danzatori, hanno dato vita a una originale e dinamica messinscena dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la direzione musicale di Stéphane Fuget e la regia e coreografia di Omar Rajeh.I principali protagonisti di questo progetto, creato in collaborazione con l’ensemble Les Épopées, raccontano in queste interviste l’importanza di una esperienza di formazione e creazione basata sui principi della prassi musicale storicamente informata del periodo barocco che rappresenta una novità nel panorama culturale tunisino.        Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  18. 164

    Intervista a Stéphane Fuget | Théatre de l’Opéra de Tunis - parte prima

    La primavera barocca fiorita a Tunisi con Dido and Aeneas di Purcell Nel Teatro dell’Opera di Tunisi a metà maggio oltre cento giovani artisti tunisini, tra musicisti e danzatori, hanno dato vita a una originale e dinamica messinscena dell’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la direzione musicale di Stéphane Fuget e la regia e coreografia di Omar Rajeh.I principali protagonisti di questo progetto, creato in collaborazione con l’ensemble Les Épopées, raccontano in queste interviste l’importanza di una esperienza di formazione e creazione basata sui principi della prassi musicale storicamente informata del periodo barocco che rappresenta una novità nel panorama culturale tunisino.         Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  19. 163

    Intervista con Fabio Biondi | Farnese Festival 2026

    Il Farnese Festival di Parma raccontato da Fabio BiondiLo spettacolare Teatro Farnese e la splendida Biblioteca Palatina sono i luoghi principali del Complesso Monumentale della Pilotta nei quali dal 3 all’8 giugno si svolgeranno i concerti della quarta edizione del Farnese Festival di Parma. Il direttore artistico Fabio Biondi lo inaugurerà con il suo ensemble Europa Galante eseguendo un oratorio inedito di Francesco Corselli dedicato a Santa Clotilde, e la maggior parte dei concerti presentati dai gruppi MUSIca AlcheMIca, Allabastrina Choir and Consort, Gli Incogniti, La Compagnia de Violini, e Polifem Consort saranno dedicati a musiche di autori spagnoli di diverse epoche storiche. Come racconta il direttore la manifestazione è nata per far conoscere e mettere in risalto il ruolo culturale e artistico del Ducato di Parma nel panorama musicale italiano ed europeo all’epoca della dinastia dei Farnese. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  20. 162

    Intervista con Mariana Delgadillo Espinoza & Ensemble Alkymia | Misteria Paschalia 2026

    L’argento musicale iberoamericano risuona nella miniera di sale di Wieliczka Il festival Misteria Paschalia offre la possibilità di vivere un’esperienza unica, quella di ascoltare un concerto all’interno della miniera di sale di Wieliczka, e in questa edizione nella grande cappella di Santa Kinga, scavata e decorata dai minatori, l’Ensemble Alkymia diretto da Marina Delgadillo Espinoza ha presentato un programma di musica barocca iberoamericana. Nel podcast la direttrice del gruppo descrive il carattere gioioso di questo repertorio devozionale che è illustrato attraverso alcuni dei momenti musicali più rappresentativi del concerto.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  21. 161

    Intervista con Václav Luks & Collegium Vocale 1704 | Misteria Paschalia 2026

    Zelenka, Durante e Caldara per il Venerdì Santo di Misteria PaschaliaIl clima di commemorazione del Venerdì Santo nel corso del festival Misteria Paschalia è stato esaltato dalla intensa esecuzione del Collegium Vocale 1704 diretto da Václav Luks dei Responsoria pro Hebdomada Sancta e del Miserere di Jan Dismas Zelenka. Nella seconda parte del concerto l’ensemble ha eseguito il Miserere di Francesco Durante e lo Stabat mater di Antonio Caldara, e nell’intervista Luks sottolinea l’influenza della cultura musicale italiana sull’opera del compositore boemo. L’intervista e gli esempi musicali sono stati registrati nel corso delle prove del concerto che si è svolto nel grande auditorium del Centro Congressi ICE di Cracovia. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  22. 160

    Intervista con Vincent Dumestre & Le Poème Harmonique | Misteria Paschalia 2026

    Dal profano al sacro: le metamorfosi dei travestimenti spirituali nella musica italiana del SeicentoIl festival Misteria Paschalia si svolge in diversi luoghi di Cracovia, e tra questi c’è la chiesa dei Carmelitani dove l’ensemble Le Poème Harmonique di Vincent Dumestre ha presentato un concerto dedicato a musiche di autori italiani del Seicento, frutto del procedimento del cosiddetto  travestimento spirituale. La pratica di rivestire musiche profane con testi sostituivi di natura religiosa e devozionale era comune all’epoca, e Dumestre, che è anche il direttore artistico del festival, le descrive come forme di affascinanti metamorfosi barocche. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  23. 159

    Intervista con Amandine Beyer e Jan Thomer (Gli Incogniti & Voces Suaves) | Misteria Paschalia 2026

    Nel cuore del Misteria Paschalia Festival di Cracovia, il primo concerto serale dopo l’inaugurazione degli String Days si è svolto nella suggestiva chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, con un programma di intensa spiritualità dedicato a Dietrich Buxtehude.Protagonisti della serata sono stati l’ensemble vocale Voces Suaves e quello strumentale Gli Incogniti, diretti da Amandine Beyer, che hanno eseguito i Membra Jesu nostri, uno dei cicli più originali del repertorio sacro barocco.Composta nel 1680, questa raccolta di sette cantate per soli, coro, archi e basso continuo propone una meditazione progressiva sulle parti del corpo di Cristo crocifisso – dai piedi al volto – attraverso testi biblici e versi di origine medievale, articolati in arie solistiche e momenti concertati. Unica opera in lingua latina di Buxtehude, attivo come organista alla Marienkirche di Lubecca, i Membra Jesu nostri riflettono una profonda tensione devozionale, vicina alla sensibilità del pietismo.La collaborazione tra Voces Suaves e Gli Incogniti, nata proprio intorno a questo progetto, ha dato vita a un’esecuzione di grande intensità, segnando in modo significativo l’inizio del percorso musicale del festival. Nel podcast, Amandine Beyer e Jan Thomer raccontano la genesi di questo lavoro e il significato interpretativo di un ciclo che unisce rigore formale ed emozione spirituale.Gli esempi musicali sono stati registrati durante le prove, negli stessi spazi della chiesa che ha ospitato il concerto. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della muscia                                                                                         

  24. 158

    Intervista con G. Paluch, T. Piech, M. Hartmann, K. Łoboda | String Days - Misteria Paschalia

    The String Days of Misteria Paschalia 2026 Il primo evento della 23° edizione del festival Misteria Paschalia di Cracovia è stato organizzato nel Palazzo Potocki, che si affaccia sulla gigantesca Piazza del Mercato della città polacca, con l’allestimento di una esposizione di strumenti musicali ad arco costituita da esemplari originali e da copie moderne realizzate su modelli storici. Ma il programma degli “String Days!”, curato da Teresa Piech, comprende anche conferenze, visite guidate, e masterclass allo scopo di realizzare una vera e propria full immersion nel mondo di questa grande famiglia organologica, rivolta sia a musicisti e specialisti, che a un pubblico più ampio che ha potuto osservare le eleganti proporzioni di viole da gamba, violini, violoncelli ed altri strumenti che sono i protagonisti della cosiddetta prassi musicale storicamente informata. A completare il quadro sono stati presentati anche i concerti di due giovani gruppi musicali polacchi, Cohaere e Fantastica Ensemble, che hanno suonato nello storico palazzo, letteralmente circondati da numerosi archi appesi alle pareti in una delle sue sale principali. I diversi aspetti di questo evento vengono raccontati nel podcast direttamente dai protagonisti, a partire da una introduzione generale di Grzegorz Paluch, che è il curatore del festival, seguita dalla descrizione dell’esposizione fatta da Teresa Piech, in qualità di responsabile degli “String Days!”. Gli esempi musicali fanno parte delle prove dei concerti degli ensemble Cohaere e Fantastica, di cui parlano rispettivamente Monika Hartmann e Klaudia Łoboda. Le loro voci rappresentano la qualità delle nuove generazioni di musicisti polacchi che con passione e competenza contribuiscono ad arricchire la scena cosmopolita della musica antica di cui Misteria Paschalia è un interessante e originale esempio. Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  25. 157

    Intervista con Gianfranco Salvatore & PassiSparsi | CD Apra finestra Apra finestra! Canzoni moresche

    Gli enigmi delle moresche rivelatiUn repertorio affascinante e ancora in parte enigmatico, sospeso tra musica, teatro e storia sociale: è quello delle moresche rinascimentali, al centro del lavoro dell’ensemble vocale PassiSparsi, nato a Firenze nel 2019.Dopo aver affrontato le villanelle di Orlando di Lasso, il gruppo ha scelto di dedicarsi a queste particolari canzoni del Cinquecento, costruendo nel tempo un progetto culminato nel primo disco, che raccoglie tutte le moresche presenti in una dozzina di fonti a stampa pubblicate tra il 1555 e il 1588.Un lavoro di riscoperta che include anche brani mai registrati prima, e che mette in luce la complessità di un repertorio dai testi spesso ambigui, legati alla presenza di schiavi africani nella Napoli rinascimentale.Nella prima parte del podcast, Martha Rook, Lorenzo Tosi e Neri Landi, tre dei fondatori dell’ensemble, raccontano il percorso del gruppo e il fascino teatrale delle moresche, costruite attorno a figure ricorrenti che alternano serenate amorose e invettive grottesche, in una dimensione sospesa tra comicità e provocazione.Nella seconda parte, il musicologo Gianfranco Salvatore approfondisce il contesto storico e culturale in cui queste composizioni sono nate, evidenziandone la dimensione performativa e teatrale, e restituendo il quadro di una Napoli rinascimentale attraversata da incontri, tensioni e contaminazioni culturali.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  26. 156

    Intervista a PassiSparsi | CD Apra finestra! Canzoni moresche

    Gli enigmi delle moresche rivelatiUn repertorio affascinante e ancora in parte enigmatico, sospeso tra musica, teatro e storia sociale: è quello delle moresche rinascimentali, al centro del lavoro dell’ensemble vocale PassiSparsi, nato a Firenze nel 2019.Dopo aver affrontato le villanelle di Orlando di Lasso, il gruppo ha scelto di dedicarsi a queste particolari canzoni del Cinquecento, costruendo nel tempo un progetto culminato nel primo disco, che raccoglie tutte le moresche presenti in una dozzina di fonti a stampa pubblicate tra il 1555 e il 1588.Un lavoro di riscoperta che include anche brani mai registrati prima, e che mette in luce la complessità di un repertorio dai testi spesso ambigui, legati alla presenza di schiavi africani nella Napoli rinascimentale.Nella prima parte del podcast, Martha Rook, Lorenzo Tosi e Neri Landi, tre dei fondatori dell’ensemble, raccontano il percorso del gruppo e il fascino teatrale delle moresche, costruite attorno a figure ricorrenti che alternano serenate amorose e invettive grottesche, in una dimensione sospesa tra comicità e provocazione.Nella seconda parte, il musicologo Gianfranco Salvatore approfondisce il contesto storico e culturale in cui queste composizioni sono nate, evidenziandone la dimensione performativa e teatrale, e restituendo il quadro di una Napoli rinascimentale attraversata da incontri, tensioni e contaminazioni culturali.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  27. 155

    Intervista a Emmanuel Daumas & Orchestra Fondazione Arane di Verona | L'Olimpiade di Vivaldi, Verona

    L’olimpionico Vivaldi invernale a VeronaUn’Olimpiade tutta musicale, tra mito antico e attualità: al Teatro Ristori di Verona, nell’ultima settimana di febbraio, è andata in scena L’Olimpiade di Antonio Vivaldi, su libretto di Pietro Metastasio, in un allestimento che dialoga idealmente con lo spirito dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. La produzione riprende lo spettacolo firmato da Emmanuel Daumas per il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, riportando sul palcoscenico un dramma in cui le competizioni atletiche dell’antica Grecia fanno da sfondo a una trama fitta di amore, amicizia, inganni e riconoscimenti finali. Una storia che mette alla prova i valori di lealtà e virtù, fino al sacrificio, tra colpi di scena e tensioni emotive tipiche del teatro metastasiano.L’opera è stata eseguita dall’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, diretta da Giulio Prandi, con un cast che comprende Christian Senn, Loriana Castellano, Josè Maria Lo Monaco, Nicolò Balducci, Benedetta Mazzucato, Ana Maria Labin e Roberto Lorenzi. Nella prima parte del podcast, Giulio Prandi approfondisce le caratteristiche musicali dell’opera, mettendo in luce il virtuosismo delle arie vivaldiane e il legame tra scrittura vocale e sviluppo drammaturgico dei personaggi.Nella seconda parte, il regista Emmanuel Daumas racconta le scelte sceniche e il suo rapporto con la cultura italiana, che ha fortemente ispirato questo allestimento.Podcast realizzato e curato di Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  28. 154

    Intervista a Giulio Prandi & Orchestra Fondazione Arena di Verona | L'Olimpiade di Vivaldi, Verona

    L’olimpionico Vivaldi invernale a VeronaUn’Olimpiade tutta musicale, tra mito antico e attualità: al Teatro Ristori di Verona, nell’ultima settimana di febbraio, è andata in scena L’Olimpiade di Antonio Vivaldi, su libretto di Pietro Metastasio, in un allestimento che dialoga idealmente con lo spirito dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. La produzione riprende lo spettacolo firmato da Emmanuel Daumas per il Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, riportando sul palcoscenico un dramma in cui le competizioni atletiche dell’antica Grecia fanno da sfondo a una trama fitta di amore, amicizia, inganni e riconoscimenti finali. Una storia che mette alla prova i valori di lealtà e virtù, fino al sacrificio, tra colpi di scena e tensioni emotive tipiche del teatro metastasiano.L’opera è stata eseguita dall’Orchestra della Fondazione Arena di Verona, diretta da Giulio Prandi, con un cast che comprende Christian Senn, Loriana Castellano, Josè Maria Lo Monaco, Nicolò Balducci, Benedetta Mazzucato, Ana Maria Labin e Roberto Lorenzi. Nella prima parte del podcast, Giulio Prandi approfondisce le caratteristiche musicali dell’opera, mettendo in luce il virtuosismo delle arie vivaldiane e il legame tra scrittura vocale e sviluppo drammaturgico dei personaggi.Nella seconda parte, il regista Emmanuel Daumas racconta le scelte sceniche e il suo rapporto con la cultura italiana, che ha fortemente ispirato questo allestimento.Podcast realizzato e curato di Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  29. 153

    Intervista a Sarah Jeffery | REMA Early Music Day 2026

    Due musiciste, un solo strumento e una passione condivisa per la musica antica: sono Sarah Jeffery e Lucie Horsch, le ambasciatrici della 14ª edizione dell’Early Music Day, la giornata internazionale promossa dal REMA – Early Music Network, che riunisce oltre duecento istituzioni, ensemble, conservatori e centri di ricerca attivi in ventinove paesi.Entrambe suonano il flauto dolce, lo strumento simbolo del movimento di riscoperta e valorizzazione della musica antica, e rappresentano la vitalità delle nuove generazioni di interpreti capaci di comunicare con il pubblico anche attraverso i media digitali.Di formazione eclettica, l’inglese Sarah Jeffery, residente ad Amsterdam, è nota per il suo progetto online Recorder Team, una seguitissima serie di video su YouTube dedicata alla storia, alla tecnica e alla pratica del flauto dolce, che ha contribuito ad avvicinare migliaia di persone a questo strumento semplice e accessibile.La flautista olandese Lucie Horsch, appartenente alla Generazione Z, è stata invece un’enfant prodige e oggi è una delle interpreti più apprezzate a livello internazionale. Accanto al flauto dolce, suona il pianoforte e canta come mezzosoprano, affiancando all’attività concertistica una discografia già importante.Nel podcast, diviso in due parti, le due musiciste raccontano il loro percorso artistico, la formazione musicale e il modo in cui si sono avvicinate alla musica. Due storie diverse che condividono la stessa energia e lo stesso entusiasmo per un repertorio che continua a ispirare interpreti e ascoltatori di ogni generazione.Un podcast del: giornale della musicaIn collaborazione con: REMA – Early Music NetworkOspiti: Sarah Jeffery, Lucie HorschRealizzato e curato da Paolo Scarnecchia

  30. 152

    Intervista a Lucie Horsch | REMA Early Music Day 2026

    Due musiciste, un solo strumento e una passione condivisa per la musica antica: sono Sarah Jeffery e Lucie Horsch, le ambasciatrici della 14ª edizione dell’Early Music Day, la giornata internazionale promossa dal REMA – Early Music Network, che riunisce oltre duecento istituzioni, ensemble, conservatori e centri di ricerca attivi in ventinove paesi.Entrambe suonano il flauto dolce, lo strumento simbolo del movimento di riscoperta e valorizzazione della musica antica, e rappresentano la vitalità delle nuove generazioni di interpreti capaci di comunicare con il pubblico anche attraverso i media digitali.Di formazione eclettica, l’inglese Sarah Jeffery, residente ad Amsterdam, è nota per il suo progetto online Recorder Team, una seguitissima serie di video su YouTube dedicata alla storia, alla tecnica e alla pratica del flauto dolce, che ha contribuito ad avvicinare migliaia di persone a questo strumento semplice e accessibile.La flautista olandese Lucie Horsch, appartenente alla Generazione Z, è stata invece un’enfant prodige e oggi è una delle interpreti più apprezzate a livello internazionale. Accanto al flauto dolce, suona il pianoforte e canta come mezzosoprano, affiancando all’attività concertistica una discografia già importante.Nel podcast, diviso in due parti, le due musiciste raccontano il loro percorso artistico, la formazione musicale e il modo in cui si sono avvicinate alla musica. Due storie diverse che condividono la stessa energia e lo stesso entusiasmo per un repertorio che continua a ispirare interpreti e ascoltatori di ogni generazione.Un podcast del: giornale della musicaIn collaborazione con: REMA – Early Music NetworkOspiti: Sarah Jeffery, Lucie HorschRealizzato e curato da Paolo Scarnecchia

  31. 151

    Intervista a Emiliano Pellisari | Le Carnaval, Teatro Comunale di Ferrara

    Un caleidoscopio di musica, danza e meraviglia barocca: al Teatro Comunale di Ferrara è tornata in scena, per la prima volta in tempi moderni, la mascarade Le Carnaval di Jean-Baptiste Lully, composta nel 1675.L’opera è stata eseguita dall’ensemble Modo Antiquo e dal coro I Musici del Gran Principe, diretti rispettivamente da Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci, con un cast vocale formato da Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo.Le dieci entrées che compongono Le Carnaval rappresentano una sorta di summa del teatro musicale di Lully per la corte francese. Assemblate secondo la pratica del pastiche, riuniscono scene tratte da diversi generi – ballet, mascarade e comédie-ballet – provenienti da spettacoli su testi di Molière, Benserade e Quinault. Ne nasce un mosaico scenico che riflette pienamente l’immaginario spettacolare del Seicento francese.L’allestimento ferrarese è stato firmato dal regista Emiliano Pellisari, che insieme a Mariana Porceddu ha curato le coreografie affidate ai danzatori della compagnia NoGravity Theatre, ricreando la meraviglia visiva del barocco attraverso giochi di illusioni ottiche e movimento scenico. Nella prima parte del podcast Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci raccontano la struttura e il significato di questa mascarade, mettendo in luce il ruolo centrale di Lully nella storia della musica del Seicento.Nella seconda parte Emiliano Pellisari descrive la concezione scenica dello spettacolo e il modo in cui la dimensione spettacolare barocca viene reinterpretata per il pubblico di oggi. La produzione è stata trasmessa in diretta sul canale Opera Streaming, la piattaforma che raccoglie le principali produzioni liriche dei teatri dell’Emilia-Romagna, dove è disponibile in visione online.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  32. 150

    Intervista a Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci | Le Carnaval, Teatro Comunale di Ferrara

    Un caleidoscopio di musica, danza e meraviglia barocca: al Teatro Comunale di Ferrara è tornata in scena, per la prima volta in tempi moderni, la mascarade Le Carnaval di Jean-Baptiste Lully, composta nel 1675.L’opera è stata eseguita dall’ensemble Modo Antiquo e dal coro I Musici del Gran Principe, diretti rispettivamente da Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci, con un cast vocale formato da Valeria La Grotta, Giuseppina Bridelli, Philippe Talbot, Cyril Auvity, Biagio Pizzuti e Alexandre Baldo.Le dieci entrées che compongono Le Carnaval rappresentano una sorta di summa del teatro musicale di Lully per la corte francese. Assemblate secondo la pratica del pastiche, riuniscono scene tratte da diversi generi – ballet, mascarade e comédie-ballet – provenienti da spettacoli su testi di Molière, Benserade e Quinault. Ne nasce un mosaico scenico che riflette pienamente l’immaginario spettacolare del Seicento francese.L’allestimento ferrarese è stato firmato dal regista Emiliano Pellisari, che insieme a Mariana Porceddu ha curato le coreografie affidate ai danzatori della compagnia NoGravity Theatre, ricreando la meraviglia visiva del barocco attraverso giochi di illusioni ottiche e movimento scenico. Nella prima parte del podcast Federico Maria Sardelli e Samuele Lastrucci raccontano la struttura e il significato di questa mascarade, mettendo in luce il ruolo centrale di Lully nella storia della musica del Seicento.Nella seconda parte Emiliano Pellisari descrive la concezione scenica dello spettacolo e il modo in cui la dimensione spettacolare barocca viene reinterpretata per il pubblico di oggi. La produzione è stata trasmessa in diretta sul canale Opera Streaming, la piattaforma che raccoglie le principali produzioni liriche dei teatri dell’Emilia-Romagna, dove è disponibile in visione online.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  33. 149

    Intervista a Ottavio Dantone, Alessandro Tampieri & Accademia Bizantina | IUC Istituzione Universitaria Concerti

    Lectio magistralis di anatomia musicale barocca alla SapienzaUna vera e propria lectio magistralis di anatomia musicale barocca: così si può definire il concerto dell’Accademia Bizantina all’Aula Magna della Sapienza, nell’ambito dell’81ª stagione dell’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.Sotto la direzione di Ottavio Dantone, l’ensemble ha posto al centro del programma il Concerto Brandeburghese n. 5 di Johann Sebastian Bach, affiancandolo a pagine scelte per affinità timbriche e per ragioni storiche: il Concerto triplo in la minore dello stesso Bach, un concerto in mi minore di Georg Philipp Telemann e un Trio di Carl Philipp Emanuel Bach. Un percorso che illumina il Brandeburghese da prospettive diverse, mettendone in evidenza la rete di relazioni stilistiche e generazionali.Il progetto si inserisce nel più ampio ciclo “Baroque Anatomy”, con cui Dantone intende incorniciare e contestualizzare progressivamente tutti e sei i Concerti brandeburghesi, sia attraverso una serie discografica – il primo volume, dedicato al Quinto, è appena uscito – sia con un itinerario concertistico che ne approfondisce la struttura e il contesto.Nella conversazione che accompagna questo episodio, Ottavio Dantone e Alessandro Tampieri, primo violino dell’ensemble, raccontano la genesi dell’iniziativa e la logica delle scelte di programma.Gli esempi musicali inseriti nel podcast sono stati registrati durante le prove del concerto alla Sapienza.POdcast curato e realizzato del Paolo Scarnecchia per il gironale della musica

  34. 148

    Intervista a Giulio Prandi & Arianna Art Ensemble | Valletta Baroque Festival

    Al Valletta Baroque Festival 2026, nello storico Teatro Manoel – uno dei più antichi teatri ancora in attività in Europa – è andata in scena Pelopida, opera del compositore settecentesco Girolamo Abos, figura di rilievo della scuola napoletana.Il festival maltese, che ogni anno valorizza luoghi di straordinario fascino architettonico, ha offerto in questa occasione una produzione capace di restituire l’energia teatrale e la raffinatezza musicale del Settecento italiano.Pelopida si inserisce in quel filone operistico in cui tensione drammatica, virtuosismo vocale e ricchezza orchestrale riflettono il gusto internazionale della Napoli musicale, crocevia culturale dell’Europa del tempo. In questo episodio raccontiamo il significato di questa riproposta in epoca moderna, il contesto storico dell’opera e il valore della sua esecuzione nel quadro del festival, con esempi musicali tratti dalle registrazioni realizzate in occasione della rappresentazione al Teatro Manoel.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  35. 147

    Intervista a Filippo Mineccia & Arianna Art Ensemble | Valletta Baroque Festival

    Al Valletta Baroque Festival 2026, nello storico Teatro Manoel – uno dei più antichi teatri ancora in attività in Europa – è andata in scena Pelopida, opera del compositore settecentesco Girolamo Abos, figura di rilievo della scuola napoletana.Il festival maltese, che ogni anno valorizza luoghi di straordinario fascino architettonico, ha offerto in questa occasione una produzione capace di restituire l’energia teatrale e la raffinatezza musicale del Settecento italiano.Pelopida si inserisce in quel filone operistico in cui tensione drammatica, virtuosismo vocale e ricchezza orchestrale riflettono il gusto internazionale della Napoli musicale, crocevia culturale dell’Europa del tempo. In questo episodio raccontiamo il significato di questa riproposta in epoca moderna, il contesto storico dell’opera e il valore della sua esecuzione nel quadro del festival, con esempi musicali tratti dalle registrazioni realizzate in occasione della rappresentazione al Teatro Manoel.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  36. 146

    Podcast Intervista a Brett Nicholas Brown & Arianna Art Ensemble | Valletta Baroque Festival

    Al Valletta Baroque Festival 2026, nello storico Teatro Manoel – uno dei più antichi teatri ancora in attività in Europa – è andata in scena Pelopida, opera del compositore settecentesco Girolamo Abos, figura di rilievo della scuola napoletana.Il festival maltese, che ogni anno valorizza luoghi di straordinario fascino architettonico, ha offerto in questa occasione una produzione capace di restituire l’energia teatrale e la raffinatezza musicale del Settecento italiano.Pelopida si inserisce in quel filone operistico in cui tensione drammatica, virtuosismo vocale e ricchezza orchestrale riflettono il gusto internazionale della Napoli musicale, crocevia culturale dell’Europa del tempo. In questo episodio raccontiamo il significato di questa riproposta in epoca moderna, il contesto storico dell’opera e il valore della sua esecuzione nel quadro del festival, con esempi musicali tratti dalle registrazioni realizzate in occasione della rappresentazione al Teatro Manoel.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  37. 145

    Intervista a Giacomo Biagi & Arianna Art Ensemble | Valletta Baroque Festival

    La scuola musicale napoletana risuona nel Valletta Baroque FestivalNella parte conclusiva del Valletta Baroque Festival, la grande tradizione della scuola musicale napoletana del Settecento è tornata protagonista grazie all’Arianna Art Ensemble, impegnato in due appuntamenti che hanno messo in luce la ricchezza e la diffusione europea di questo repertorio. Da un lato l’ensemble ha partecipato all’esecuzione dell’opera Pelopida di Girolamo Abos, diretta da Giulio Prandi; dall’altro ha presentato un concerto sinfonico diretto da Giacomo Biagi, costruito come un percorso attraverso autori e stili che hanno reso Napoli uno dei centri più influenti della cultura musicale europea.Il programma, significativamente intitolato A Bridge Connecting Europe. The Roots & Branches of Neapolitan Music, comprendeva ouverture e sinfonie di Paisiello, Jommelli, Hasse, Martinez, Zingarelli e Johann Christian Bach. Nell’intervista, Biagi sottolinea il ruolo della scuola napoletana come modello di formazione, linguaggio e gusto capace di diffondersi nei teatri e nelle corti di molti paesi europei, influenzando in profondità la storia della musica del secolo.Gli esempi musicali inseriti nella conversazione sono stati registrati durante le prove del concerto, tenutosi nello storico Teatro Manoel della capitale maltese.Podcast creato e curato da Paola Scarnecchia per il gironale della musica

  38. 144

    Intervista a Arash Rokni | Valletta Baroque Festival

    Le traduzioni pianistiche della musica barocca al Valletta Baroque FestivalTra i luoghi più affascinanti del Valletta Baroque Festival di Malta c’è il Palazzo Sant’Antonio ad Attard, costruito da un cavaliere divenuto Gran Maestro dell’Ordine di Malta e oggi residenza ufficiale del capo di Stato. In una delle sue sale si è svolto il concerto del pianista Arash Rokni, intitolato Baroque Piano Transcriptions. Il programma proponeva trascrizioni per pianoforte di musiche nate per clavicembalo, con pagine di Jean-Henry d’Anglebert, Alessandro e Domenico Scarlatti e Johann Sebastian Bach. Un itinerario che intreccia stili e scuole diverse, riportando al centro il tema della circolazione europea dei linguaggi musicali.Nell’intervista, Rokni – musicista iraniano residente in Germania – racconta la genesi del progetto e la sua ispirazione, a partire dalle parole di Georg Muffat, che nel Seicento rivendicava la musica come terreno di concordia e incontro tra tradizioni: francese, tedesca e italiana.Gli esempi musicali presenti nel podcast sono stati registrati durante la prova che ha preceduto il concerto, tenutosi nel penultimo giorno del Festival.Podcast realizzato e curato da Poalo Scarnecchia per il giornale della musica

  39. 143

    Intervista a Luca Della Libera

    La famiglia Scarlatti dietro le quinteUno sguardo inedito sulla famiglia Scarlatti, colta non sulla scena pubblica ma dietro le quinte della vita quotidiana, attraverso un corpus di documenti di straordinario valore storico.Al centro di questo episodio c’è la raccolta di oltre cento lettere inedite indirizzate al cardinale Annibale Albani, nipote di papa Clemente XI, provenienti dal grande archivio della famiglia Albani e oggi conservate nella Biblioteca Oliveriana di Pesaro. Raccolte, trascritte e annotate da Luca Della Libera, le lettere restituiscono un ritratto vivido di Alessandro Scarlatti e del suo nucleo familiare: i figli Domenico, Pietro, Flaminia e Cristina, e la moglie Antonia. Dai testi emergono non solo le dinamiche del mecenatismo musicale all’inizio del Settecento, ma anche le relazioni personali, le tensioni familiari, le difficoltà economiche e le strategie di sopravvivenza professionale di una delle più importanti famiglie di musicisti italiani.Alcune lettere di Alessandro Scarlatti offrono inoltre preziose indicazioni sul suo pensiero compositivo, sulla concezione della poetica musicale e sul suo temperamento, rivelando una figura di intellettuale profondamente consapevole del proprio ruolo nella società del tempo.Nel loro insieme, questi documenti disegnano anche un ritratto indiretto della società italiana del primo Settecento, fatta di relazioni di potere, raccomandazioni, aspettative e fragilità quotidiane.Nell’intervista, Luca Della Libera illustra i nodi principali di questo carteggio, soffermandosi sul valore storico e umano delle lettere e sul lavoro di studio che ha portato alla loro pubblicazione.Gli esempi musicali che accompagnano il podcast sono tratti dalla registrazione dell’opera omnia per tastiera di Alessandro Scarlatti realizzata da Francesco Tasini, creando un dialogo ideale tra le parole private e la musica pubblica del compositore.Podcast realizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  40. 142

    Intervista a François Joubert-Caillet & L'Achéron

    Un vero e proprio giro del mondo sonoro, compiuto a bordo della viola da gamba.Tra il 2015 e il 2021 François Joubert-Caillet ha portato a termine un’impresa discografica senza precedenti: la registrazione integrale dei cinque libri delle Pièces de viole di Marin Marais, confluiti oggi in un cofanetto che raccoglie venti cd pubblicati dall’etichetta Ricercar.Il progetto, ideato insieme a Jérôme Lejeune, curatore dell’etichetta, ha impegnato il fondatore dell’ensemble L’Achéron in una lunga immersione nella musica di uno dei massimi esponenti della scuola violistica francese.Stampate tra il 1686 e il 1725, le cinque raccolte coprono quasi quarant’anni di attività creativa e comprendono circa seicento brani, per oltre ventidue ore di musica: un universo fatto di preludi, danze, caratteri e affetti da esplorare con ascolti dilatati e progressivi. Nel corso di sette anni di studio ed esecuzione, Joubert-Caillet ha maturato una conoscenza profonda della scrittura di Marais, mettendo in luce la ricchezza timbrica della viola da gamba e la straordinaria varietà di soluzioni espressive che attraversano l’intero corpus delle Pièces de viole.Un repertorio che richiede non solo sensibilità musicale, ma anche resistenza fisica, concentrazione e dedizione quotidiana. Nella lunga intervvista che accompagna questo episodio, il musicista racconta le tappe principali di questa avventura, soffermandosi sugli aspetti meno visibili del lavoro del musicista: lo studio, la gestione del tempo, il rapporto con lo strumento e con se stessi.Gli esempi musicali presenti nel podcast sono tratti da ognuna delle cinque raccolte, offrendo un percorso d’ascolto attraverso uno dei patrimoni più affascinanti della musica strumentale barocca francese.Un podcast del: giornale della musicaIntervista e testo del podcast: Paolo ScarnecchiaProduzione: Paolo Scarnecchia

  41. 141

    Intervista a Peter Van Heyghen & Utopia Ensemble | The Sound of Brussels del Coudenberg - parte seconda

    La giornata di studi The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest Accanto ai concerti, il Coudenberg Sound Box Fest apre anche spazi di riflessione. Il primo appuntamento della rassegna è stato infatti affiancato dalla giornata di studi The Sound of Brussels, realizzata in collaborazione con il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e dedicata alla storia del paesaggio sonoro della città. Nel podcast, Matteo Gemolo racconta la nascita e le caratteristiche del festival “sotterraneo”, giunto alla sua quinta edizione, e presenta le novità di quest’anno, a partire dalla giornata di studi.Peter Van Heyghen, coordinatore dell’incontro, introduce invece il tema di un panorama musicale brussellese ancora in parte da ricostruire, sottolineando la necessità di superare l’attenzione esclusiva per i grandi nomi della polifonia franco-fiamminga e di riscoprire anche i repertori meno noti che ne completano la storia.

  42. 140

    Intervista a Matteo Gemolo & Utopia Ensemble & Il Gardellino | The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest - prima parte

    La giornata di studi The Sound of Brussels del Coudenberg Sound Box Fest Accanto ai concerti, il Coudenberg Sound Box Fest apre anche spazi di riflessione. Il primo appuntamento della rassegna è stato infatti affiancato dalla giornata di studi The Sound of Brussels, realizzata in collaborazione con il Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e dedicata alla storia del paesaggio sonoro della città. Nel podcast, Matteo Gemolo racconta la nascita e le caratteristiche del festival “sotterraneo”, giunto alla sua quinta edizione, e presenta le novità di quest’anno, a partire dalla giornata di studi.Peter Van Heyghen, coordinatore dell’incontro, introduce invece il tema di un panorama musicale brussellese ancora in parte da ricostruire, sottolineando la necessità di superare l’attenzione esclusiva per i grandi nomi della polifonia franco-fiamminga e di riscoprire anche i repertori meno noti che ne completano la storia.Podcast relaizzato e curato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  43. 139

    Intervista a Adriaan De Koster & Utopia Ensemble | Coudenberg Sound Box Fest prima parte

    Tra polifonie franco fiamminghe e musiche di Mozart al Coudenberg Sound Box FestIl Coudenberg Sound Box Fest mette in dialogo musica e storia nei sotterranei del Palazzo del Coudenberg di Bruxelles, antica sede del potere del Ducato di Brabante.Nel doppio concerto inaugurale della rassegna, diretta da Matteo Gemolo, i cantori dell’Utopia Ensemble e gli strumentisti dell’ensemble Il Gardellino hanno alternato chanson franco-fiamminghe rinascimentali e pagine di Mozart, creando un suggestivo attraversamento di epoche e linguaggi.Nel podcast, Adriaan De Koster racconta come le chanson scelte possano riflettere il repertorio che un tempo risuonava tra le mura del palazzo, forse ascoltato anche da Carlo V, mentre Jan de Winne si sofferma sulla presenza della glassarmonica, strumento raro e affascinante impiegato nel concerto mozartiano La voix de cristal.Gli esempi musicali restituiscono l’atmosfera unica di un festival che intreccia archeologia, memoria e ascolto.Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  44. 138

    Intervista a Jan de Winne & Il Gardellino | Coudenberg Sound Box Fest - seconda parte

    Tra polifonie franco fiamminghe e musiche di Mozart al Coudenberg Sound Box FestIl Coudenberg Sound Box Fest mette in dialogo musica e storia nei sotterranei del Palazzo del Coudenberg di Bruxelles, antica sede del potere del Ducato di Brabante.Nel doppio concerto inaugurale della rassegna, diretta da Matteo Gemolo, i cantori dell’Utopia Ensemble e gli strumentisti dell’ensemble Il Gardellino hanno alternato chanson franco-fiamminghe rinascimentali e pagine di Mozart, creando un suggestivo attraversamento di epoche e linguaggi.Nel podcast, Adriaan De Koster racconta come le chanson scelte possano riflettere il repertorio che un tempo risuonava tra le mura del palazzo, forse ascoltato anche da Carlo V, mentre Jan de Winne si sofferma sulla presenza della glassarmonica, strumento raro e affascinante impiegato nel concerto mozartiano La voix de cristal.Gli esempi musicali restituiscono l’atmosfera unica di un festival che intreccia archeologia, memoria e ascolto.Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  45. 137

    Intervista a Katarina Livljanić, Pino De Vittorio & Ensemble Dialogos | Giornate di Musica Antica di Herne

    Arianna e Teseo nel corso del tempoNel corso delle Giornate di Musica Antica di Herne, organizzate dalla rete radiofonica WDR 3, Katarina Livljanić e Pino De Vittorio hanno presentato lo spettacolo Arianna viva, un progetto che attraversa i secoli per restituire voce e corpo a due figure centrali del mito classico: Arianna e Teseo.Cantanti e attori insieme, Livljanić e De Vittorio costruiscono un racconto musicale che nasce dal confronto tra le fonti classiche di Ovidio e la loro riscrittura nella letteratura e poesia italiana tra Trecento e Cinquecento. Il risultato è una forma di cantar recitando che si ispira alle pratiche dei cantori al liuto, basata prevalentemente su fonti musicali rinascimentali contenenti melodie destinate all’intonazione delle ottave narrative.Accanto ai due protagonisti, Bor Zuljan al liuto, Albrecht Maurer alla viola da braccio e Norbert Rodenkirchen al flauto contribuiscono a dare forma a un percorso sonoro essenziale e fortemente teatrale, in cui parola, gesto e musica si fondono senza soluzione di continuità.Il mito di Arianna, abbandonata e poi trasformata, diventa così una figura viva, attraversata dal tempo e dalle sue riscritture, in dialogo costante con la sensibilità contemporanea. Lo spettacolo è stato presentato negli spazi del Flottmann-Hallen, importante sito di archeologia industriale della città di Herne ed ex fabbrica del bacino della Ruhr, oggi riconvertita in centro culturale. Il concerto è stato trasmesso in diretta da WDR 3 ed è disponibile in ascolto sul sito dell’emittente. Nell’intervista contenuta in questo episodio, Katarina Livljanić e Pino De Vittorio raccontano la genesi del progetto, le fonti letterarie e musicali che lo hanno ispirato e il loro modo di intendere il rapporto tra musica antica, oralità e teatro.Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  46. 136

    Intervista a Luca Quintavalle & Nuovo Aspetto, Il Totila di Legrenzi | Giornate di Musica Antica di Herne

    Ogni anno, le Giornate di Musica Antica di Herne riservano al pubblico una scoperta: un’opera dimenticata, riportata alla luce dopo secoli di silenzio.Per la 49ª edizione, la scelta è caduta su Il Totila di Giovanni Legrenzi, dramma per musica in tre atti su libretto di Matteo Noris, rappresentato per la prima volta a Venezia nel 1677 e mai più eseguito in epoca moderna. Il lavoro è stato riproposto al Kulturzentrum di Herne dall’ensemble Nuovo Aspetto, diretto al cembalo da Luca Quintavalle, con un ampio cast vocale che ha dato vita ai personaggi dell’opera: da Lucia Cirillo nel ruolo del re goto Totila, a Raffaella Milanesi, Roberta Invernizzi, Luca Cervoni, Valentin Ruckebier, Verena Kronbichler, Chiara Brunello, Charlotte Langner, Olivier Bergeron e Luísa Tinoco. Con il suo intreccio fitto di intrighi politici, amori, travestimenti e colpi di scena, Il Totila riflette il gusto veneziano dell’opera della seconda metà del Seicento, dove il dramma eroico convive con la parodia e la satira dei costumi.Legrenzi, figura chiave del barocco veneziano, compose una ventina di opere, ma solo sei sono sopravvissute integralmente. Nel caso di Totila, alcune sezioni orchestrali erano andate perdute: Quintavalle le ha ricostruite con rigore filologico e sensibilità teatrale, rendendo possibile questa prima esecuzione moderna quasi integrale. Nell’intervista, Luca Quintavalle racconta il lavoro di riscoperta e di ricostruzione della partitura, e il fascino di un’opera che mostra la vitalità e la ricchezza della Venezia barocca.Gli esempi musicali che accompagnano il podcast sono tratti dalle registrazioni delle prove e dalla diretta radiofonica su WDR 3, emittente che organizza il festival e che rende disponibile l’ascolto integrale sul proprio sito fino a metà dicembre.Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

  47. 135

    Intervista a Wolfgang Katschner, Lautten Compagney Berlin & Garifuna Collective | Giornate di Musica Antica di Herne

    Polly anglocaraibica alle Giornate di Musica Antica di HerneLa 49ª edizione delle Giornate di Musica Antica di Herne, tenutasi a metà novembre, ha scelto come filo conduttore un tema tanto attuale quanto complesso: appropriazione culturale e decolonizzazione, riassunto nel motto “Il mondo e noi”.Tra le proposte più originali di questa edizione, spicca quella della Lautten Compagney Berlin, diretta da Wolfgang Katschner, che ha portato sul palco del Kulturzentrum di Herne una produzione unica: Punta gegen Polly. Il concerto nasce dall’incontro tra la ballad opera Polly di Johann Christian Pepusch e John Gay – sequel della celebre Beggar’s Opera del 1729 – e la musica caraibica del Garifuna Collective, gruppo del Belize guidato dall’artista Pen Cayetano, considerato il fondatore della “punta rock”.Trasportata dalle strade di Londra alle Indie Occidentali, Polly racconta un mondo di pirati, schiavitù e libertà negata, temi che oggi risuonano con nuove prospettive grazie al dialogo fra la musica barocca europea e le sonorità afro-caraibiche contemporanee. La regia drammaturgica di Christian Filips intreccia la vicenda originale con nuovi personaggi, tra cui lo stesso John Gay, il poeta autore della ballad opera, che dialoga con la protagonista Polly e con MacHeath, pirata ribelle ribattezzato Morano.Il risultato è una forma di restituzione culturale in cui linguaggi, strumenti e ritmi si contaminano, rendendo vive le contraddizioni e le possibilità di una musica antica che dialoga con il presente. Nell’intervista, Wolfgang Katschner racconta la genesi del progetto e spiega come questa operazione di “decolonizzazione musicale” si inserisca in un percorso più ampio di collaborazione con musicisti di culture diverse.Gli esempi sonori inclusi nel podcast sono tratti dalle registrazioni delle prove del concerto, trasmesso in diretta su WDR 3, e disponibile integralmente sul sito della rete radiofonica tedesca.Podast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica

  48. 134

    Intervista a Walter Testolin, Francesco Leineri & De Labyrintho | Palestrina Il Cantico dei cantici

    Palestrina 2.0 per l’inaugurazione della stagione da camera della Accademia Filarmonica RomanaNel quinto centenario della nascita di Giovanni Pierluigi da Palestrina, l’Accademia Filarmonica Romana ha scelto di inaugurare la nuova stagione da camera al Teatro Argentina con un omaggio tutt’altro che celebrativo in senso convenzionale: una rilettura radicale del Cantico dei cantici.Pur rispettando la sequenza dei testi del ciclo di mottetti rinascimentali, una parte dei versi è stata infatti musicata ex novo da Francesco Leineri, che interviene direttamente nella tessitura palestriniana, ampliandola con inserti testuali in diverse lingue oltre il latino e con un lavoro sonoro che include percussioni e live electronics con suoni preregistrati e mixati dal vivo.I cantori dell’ensemble vocale De labyrintho, diretti da Walter Testolin e affiancati da Samuele Telari alla fisarmonica e Elide Sulsenti al violoncello, hanno intrecciato la musica di Palestrina e quella di Leineri senza soluzione di continuità, dando vita a un percorso sonoro originale: una sorta di espansione multidirezionale della sensualità e del sentimento che attraversano il poema biblico, tra eco antiche e risonanze contemporanee.In questo episodio, Walter Testolin e Francesco Leineri raccontano come è nata l’idea del progetto, il ruolo del Cantico dei cantici nella maturità di Palestrina e il significato di questa “ricomposizione” di alcune sue parti. Gli esempi musicali che ascolterete nel corso della conversazione sono tratti dalle registrazioni effettuate durante le prove nella Sala Casella, sede storica dell’Accademia Filarmonica Romana, e restituiscono tutta la tensione creativa di un dialogo vivo tra passato e presente.Podcast curato e prodotto da Paolo Scarnecchia per Il giornale della musica

  49. 133

    Intervista a Tiago Simas Freire & Capella Sanctae Crucis | cd book La zagala

    Il CD-book La Zagala más hermosa ci porta nel cuore del Portogallo del Seicento, tra le pagine di un prezioso manoscritto conservato nella Biblioteca dell’Università di Coimbra.Il titolo deriva da un tono – termine usato nella Penisola iberica per indicare le canzoni strofiche di moda tra XVI e XVII secolo – una composizione anonima che ha ispirato anche una messa parodia costruita sulla stessa melodia e inclusa nello stesso manoscritto, insieme ad altre musiche sacre e profane. In questo episodio ascoltiamo e raccontiamo la nuova interpretazione di questi repertori proposta dall’ensemble Capella Sanctae Crucis, diretto da Tiago Simas Freire.Il progetto fa parte di Mundos e Fundos, un’iniziativa dell’Università di Coimbra dedicata alla riscoperta del patrimonio musicale del Monastero di Santa Cruz, luogo centrale non solo nella vita religiosa ma anche nella storia culturale e artistica del Portogallo. L’edizione del CD-book, curata dallo stesso Simas Freire con Paulo Estudante e Sonia Duarte, offre testi in quattro lingue e uno studio sull’iconografia mariana dell’età barocca, restituendo la ricchezza di un mondo in cui devozione, arte e ricerca musicale si intrecciano.Nell’intervista, Tiago Simas Freire racconta l’importanza del fondo musicale del monastero di Santa Cruz e svela i segreti del tono e della messa parodia contenuti in questo affascinante progetto, parte di una collana dedicata al patrimonio della musica antica portoghese.Podcast curato e realizzato da Paolo Scarnecchia per il giornale della musica

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    Intervista a Stephane Fuget & Les Epopées, Pour être heureux en amour - Ramée

    Les Épopées: Pour être heureux en amourCon la registrazione della raccolta di airs sérieux di Joseph Chabanceau de La Barre, l’ensemble Les Épopées, diretto da Stéphane Fuget, restituisce al pubblico l’eleganza raffinata della musica vocale francese del Seicento.Nel nuovo episodio del podcast esploriamo un repertorio dedicato all’amore e alla sua idealizzazione, protagonista dei salotti aristocratici parigini del XVII secolo. Le voci di Claire Lefilliâtre e Luc Bertin-Hugault danno nuova vita alle pagine di de La Barre, compositore dalla sensibilità poetica e musicale singolare, il cui nome merita di essere riscoperto. Appartenente a una famiglia di musicisti al servizio della monarchia, Joseph Chabanceau de La Barre fu organista della cappella reale, dopo un periodo trascorso in Svezia alla corte di Cristina, insieme alla sorella Anne, celebre cantante del tempo.La sua raccolta del 1669, Airs à deux parties, avec les seconds couplets en diminution, si distingue per la finezza dell’ornamentazione e per la capacità di trasformare la melodia in un discorso espressivo, lontano dalla teatralità del contemporaneo stile italiano.Un viaggio sonoro nella grazia e nell’intimità dell’air de cour, dove la misura e la delicatezza dell’emozione diventano arte.Podcast prodotto e curato da Paolo Scarnecchia per Il Giornale della Musica

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Scopri il ricco e affascinante mondo della musica antica con Early Music Stories, una serie podcast che racconta il lavoro di musicisti, ricercatori e artisti impegnati per riportare in vita il mondo sonoro del passato avvicinandosi il più possibile al suo contesto originale. Realizzata per Il Giornale della Musica da Paolo Scarnecchia, ogni puntata ti porta dietro le quinte di concerti e prove, svelando la maestria e l’artigianato musicale di quest’arte senza tempo.

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