Intervista ad Antonio Greco & Cremona Antiqua | Monteverdi Festival Cremona episode artwork

EPISODE · Jul 21, 2025 · 23 MIN

Intervista ad Antonio Greco & Cremona Antiqua | Monteverdi Festival Cremona

from Early Music Stories · host Giornale della Musica

Ercole amante – L’eredità veneziana sulla scena del re SoleDopo aver preso le mosse da Il ritorno di Ulisse in patria, il Monteverdi Festival di Cremona ha trovato il suo compimento ideale nel segno di Francesco Cavalli.A chiudere la 42ª edizione è stato infatti uno dei suoi capolavori più grandiosi: Ercole amante, opera composta per la corte francese e rappresentata per la prima volta nel 1662 nella sfarzosa Salle des Machines del Palais des Tuileries. Pensata come omaggio per le nozze di Luigi XIV con Maria Teresa d’Asburgo, l’opera si articolava secondo la struttura tragica italiana – prologo e cinque atti – ma fu arricchita, tra un atto e l’altro, da sontuose entrées de ballet con musiche di Jean-Baptiste Lully, danzate dallo stesso re nelle vesti mitologiche di Marte, Plutone e del Sole.Se all’epoca le preferenze di corte si orientarono verso lo stile brillante del giovane Lully, oggi – a oltre tre secoli di distanza – l’arte teatrale di Cavalli risplende per profondità drammatica, ricchezza armonica e libertà inventiva. L’esecuzione al Teatro Ponchielli ha visto impegnati l’Orchestra e Coro Monteverdi Festival – Cremona Antiqua, diretti da Antonio Greco, con la regia visionaria di Andrea Bernard.Un cast numeroso ha dato voce e corpo alla molteplicità di dèi, eroi e figure allegoriche che abitano quest’opera monumentale: da Renato Dolcini (Ercole) a Hilary Aeschliman (Iole), da Paola Valentina Molinari (Venere, Bellezza, Cinzia) a Theodora Raftis (Giunone), fino ai tanti personaggi minori che intrecciano i fili della narrazione. Nel podcast, articolato in due parti, il direttore Antonio Greco introduce la genesi storica e musicale dell’opera, soffermandosi sulle peculiarità della scrittura cavalliana e sul contesto della committenza francese.A seguire, il regista Andrea Bernard riflette sul valore simbolico e creativo dell’opera barocca nel presente, sottolineandone la forza teatrale e la capacità di parlare, ancora oggi, all’immaginario contemporaneo. Gli esempi musicali inseriti nel podcast sono estratti dalla prova generale e offrono uno spaccato sonoro della vivacità drammaturgica che ha animato l’allestimento cremonese.Podcast ideato e curato da Paolo Scarnecchia

Ercole amante – L’eredità veneziana sulla scena del re SoleDopo aver preso le mosse da Il ritorno di Ulisse in patria, il Monteverdi Festival di Cremona ha trovato il suo compimento ideale nel segno di Francesco Cavalli.A chiudere la 42ª edizione è stato infatti uno dei suoi capolavori più grandiosi: Ercole amante, opera composta per la corte francese e rappresentata per la prima volta nel 1662 nella sfarzosa Salle des Machines del Palais des Tuileries. Pensata come omaggio per le nozze di Luigi XIV con Maria Teresa d’Asburgo, l’opera si articolava secondo la struttura tragica italiana – prologo e cinque atti – ma fu arricchita, tra un atto e l’altro, da sontuose entrées de ballet con musiche di Jean-Baptiste Lully, danzate dallo stesso re nelle vesti mitologiche di Marte, Plutone e del Sole.Se all’epoca le preferenze di corte si orientarono verso lo stile brillante del giovane Lully, oggi – a oltre tre secoli di distanza – l’arte teatrale di Cavalli risplende per profondità drammatica, ricchezza armonica e libertà inventiva. L’esecuzione al Teatro Ponchielli ha visto impegnati l’Orchestra e Coro Monteverdi Festival – Cremona Antiqua, diretti da Antonio Greco, con la regia visionaria di Andrea Bernard.Un cast numeroso ha dato voce e corpo alla molteplicità di dèi, eroi e figure allegoriche che abitano quest’opera monumentale: da Renato Dolcini (Ercole) a Hilary Aeschliman (Iole), da Paola Valentina Molinari (Venere, Bellezza, Cinzia) a Theodora Raftis (Giunone), fino ai tanti personaggi minori che intrecciano i fili della narrazione. Nel podcast, articolato in due parti, il direttore Antonio Greco introduce la genesi storica e musicale dell’opera, soffermandosi sulle peculiarità della scrittura cavalliana e sul contesto della committenza francese.A seguire, il regista Andrea Bernard riflette sul valore simbolico e creativo dell’opera barocca nel presente, sottolineandone la forza teatrale e la capacità di parlare, ancora oggi, all’immaginario contemporaneo. Gli esempi musicali inseriti nel podcast sono estratti dalla prova generale e offrono uno spaccato sonoro della vivacità drammaturgica che ha animato l’allestimento cremonese.Podcast ideato e curato da Paolo Scarnecchia

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This episode was published on July 21, 2025.

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