Intimità violata? Ecco cosa fare episode artwork

EPISODE · Sep 10, 2025 · 4 MIN

Intimità violata? Ecco cosa fare

from Good morning privacy! · host Guido Scorza

Il principio è semplice: ciascuno ha diritto di tracciare i confini tra l’intimo, il privato e il pubblico decidendo cosà di sé non condividere con nessuno, cosa condividere con pochi, cosa condividere con tutti.Nessuno dovrebbe, per nessuna ragione, violare questi confini.I fatti di cronaca delle ultime settimane di questa estate decisamente bollente, tuttavia, raccontano che, purtroppo accade, accade spesso e accade in maniera abominevole, disumana e violenta anche attraverso la pubblicazione online di immagini sessualmente esplicite all’insaputa delle persone ritratte e in assenza di qualsivoglia loro consenso.In tante e in tanti, quindi, in questi giorni si stanno e mi stanno chiedendo cosa fare se ci si trova vittima di una simile orribile invasione della propria intimità.La sigla e inauguriamo così, in maniera spero utile, questa nuova stagione di good morning privacy.Lo dico subito perchè credo sia inutile creare o alimentare illusioni: la verità è che quando ciò che dovrebbe restare intimo diventa pubblico nella dimensione digitale, poi renderlo di nuovo intimo può essere drammaticamente difficile, talvolta impossibile.Questo, però, non significa che reagire sia inutile.Ecco, quindi, qualche semplice istruzione per la gestione di un’emergenza che a nessuno dovrebbe mai capitare di vivere.Il primo passo è, forse, il più semplice: chiedere al responsabile della pubblicazione se identificato o identificabile e/o al gestore della piattaforma attraverso la quale il contenuto è stato pubblicato la sua cancellazione segnalando, semplicemente, che non si è mai prestato alcun consenso e che, pertanto, la pubblicazione rappresenta una violazione pacifica della propria privacy.Lo si può sempre fare che le foto o i video siano stati realizzati con il nostro consenso, siano stati realizzati di nascosto, siano stati generati con l’intelligenza artificiale.L’unica cosa che conta è che noi non si sia mai dato un consenso alla loro pubblicazione.L’esperienza suggerisce che, con una certa frequenza, le piattaforme – almeno quelle più grandi – accolgono questo genere di richieste anche semplicemente per evitare ulteriori problemi.Se, tuttavia, non si ottiene ciò che si è chiesto o se non si riesce a identificare a chi inviare la richiesta, si può ricorrere al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo che accerti la violazione e adotti ogni utile provvedimento, anche in via d’urgenza, a cominciare proprio da un ordine di rimozione immediata delle immagini in questione.L’istanza – che si chiama reclamo – può essere presentata senza alcun particolare vincolo di forma e senza bisogno neppure di ricorrere a un avvocato – dal quale pure ci si può far rappresentare se lo si preferisce – semplicemente seguendo le istruzioni pubblicate qui, sul sito del Garante.Nel caso di pubblicazione online di foto o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona che vi è ritratta, poi, si può anche presentare una denuncia alla polizia postale o alla Procura della Repubblica, ipotizzando di essere vittima del reato di pornografia non consensuale, il c.d. revenge porn.Vale, forse, la pena aggiungere che esiste anche la possibilità di “giocare” d’anticipo:se dopo aver condiviso con qualcuno, non importa in quale contesto, delle immagini sessualmente esplicite senza, tuttavia, acconsentire alla loro pubblicazione online, si ha il sospetto che il destinatario si accinga a rompere il patto di fiducia sotteso alla condivisione delle immagini e a pubblicarle, si può chiedere al Garante per la protezione dei dati personali di ordinare a tutte le principali piattaforme più frequentemente utilizzate per la pubblicazione di questo genere di immagini di impedirne la pubblicazione in via preventiva.Anche in questo caso, presentare l’istanza è semplice, non richiede alcuna formalità, né il ricorso a un avvocato.Le istruzioni sono sul nostro sito alla voce revenge porn! Insomma, se la vostra intimità fosse stata violata attraverso la pubblicazione di vostre foto o video online, non rinunciate a cercare tutela, è un vostro diritto e fate altrettanto, a maggior ragione, se sospettate possa essere violata.Un caffè lungo per ricominciare, amaro ma, spero utile.Buona giornata e, naturalmente, good Morning privacy

Il principio è semplice: ciascuno ha diritto di tracciare i confini tra l’intimo, il privato e il pubblico decidendo cosà di sé non condividere con nessuno, cosa condividere con pochi, cosa condividere con tutti.Nessuno dovrebbe, per nessuna ragione, violare questi confini.I fatti di cronaca delle ultime settimane di questa estate decisamente bollente, tuttavia, raccontano che, purtroppo accade, accade spesso e accade in maniera abominevole, disumana e violenta anche attraverso la pubblicazione online di immagini sessualmente esplicite all’insaputa delle persone ritratte e in assenza di qualsivoglia loro consenso.In tante e in tanti, quindi, in questi giorni si stanno e mi stanno chiedendo cosa fare se ci si trova vittima di una simile orribile invasione della propria intimità.La sigla e inauguriamo così, in maniera spero utile, questa nuova stagione di good morning privacy.Lo dico subito perchè credo sia inutile creare o alimentare illusioni: la verità è che quando ciò che dovrebbe restare intimo diventa pubblico nella dimensione digitale, poi renderlo di nuovo intimo può essere drammaticamente difficile, talvolta impossibile.Questo, però, non significa che reagire sia inutile.Ecco, quindi, qualche semplice istruzione per la gestione di un’emergenza che a nessuno dovrebbe mai capitare di vivere.Il primo passo è, forse, il più semplice: chiedere al responsabile della pubblicazione se identificato o identificabile e/o al gestore della piattaforma attraverso la quale il contenuto è stato pubblicato la sua cancellazione segnalando, semplicemente, che non si è mai prestato alcun consenso e che, pertanto, la pubblicazione rappresenta una violazione pacifica della propria privacy.Lo si può sempre fare che le foto o i video siano stati realizzati con il nostro consenso, siano stati realizzati di nascosto, siano stati generati con l’intelligenza artificiale.L’unica cosa che conta è che noi non si sia mai dato un consenso alla loro pubblicazione.L’esperienza suggerisce che, con una certa frequenza, le piattaforme – almeno quelle più grandi – accolgono questo genere di richieste anche semplicemente per evitare ulteriori problemi.Se, tuttavia, non si ottiene ciò che si è chiesto o se non si riesce a identificare a chi inviare la richiesta, si può ricorrere al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo che accerti la violazione e adotti ogni utile provvedimento, anche in via d’urgenza, a cominciare proprio da un ordine di rimozione immediata delle immagini in questione.L’istanza – che si chiama reclamo – può essere presentata senza alcun particolare vincolo di forma e senza bisogno neppure di ricorrere a un avvocato – dal quale pure ci si può far rappresentare se lo si preferisce – semplicemente seguendo le istruzioni pubblicate qui, sul sito del Garante.Nel caso di pubblicazione online di foto o video sessualmente espliciti senza il consenso della persona che vi è ritratta, poi, si può anche presentare una denuncia alla polizia postale o alla Procura della Repubblica, ipotizzando di essere vittima del reato di pornografia non consensuale, il c.d. revenge porn.Vale, forse, la pena aggiungere che esiste anche la possibilità di “giocare” d’anticipo:se dopo aver condiviso con qualcuno, non importa in quale contesto, delle immagini sessualmente esplicite senza, tuttavia, acconsentire alla loro pubblicazione online, si ha il sospetto che il destinatario si accinga a rompere il patto di fiducia sotteso alla condivisione delle immagini e a pubblicarle, si può chiedere al Garante per la protezione dei dati personali di ordinare a tutte le principali piattaforme più frequentemente utilizzate per la pubblicazione di questo genere di immagini di impedirne la pubblicazione in via preventiva.Anche in questo caso, presentare l’istanza è semplice, non richiede alcuna formalità, né il ricorso a un avvocato.Le...

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Frequently Asked Questions

How long is this episode of Good morning privacy!?

This episode is 4 minutes long.

When was this Good morning privacy! episode published?

This episode was published on September 10, 2025.

What is this episode about?

Il principio è semplice: ciascuno ha diritto di tracciare i confini tra l’intimo, il privato e il pubblico decidendo cosà di sé non condividere con nessuno, cosa condividere con pochi, cosa condividere con tutti.Nessuno dovrebbe, per nessuna...

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