EPISODE · Apr 20, 2026 · 5 MIN
Iran: perché il numero di manifestanti morti continua a cambiare
from Gli articoli di Krisis.info · host Krisis.info
di Caitlin JohnstoneNel suo solito stile graffiante, Caitlin Johnstone sostiene che le cifre sulle vittime del regime iraniano sono gonfiate e incoerenti, perché prive di fonti affidabili. A suo avviso, questa oscillazione dimostra una narrazione propagandistica pro-guerra. Pur riconoscendo l’esistenza di migliaia di morti, Johnstone evidenzia tutte le discrepanze della narrazione mainstream. E accusa media e partiti di amplificare i numeri per fini politici, creando una versione distorta e sensazionalistica degli eventi.L’argomento pro-guerra più comune riguardo all’Iran è che hanno massacrato decine di migliaia di manifestanti nel gennaio di quest’anno — ma la cosa divertente è che non citano mai lo stesso numero. Poiché si tratta di una totale narrazione fiction, possono semplicemente inventare qualsiasi numero vogliano.Nelle discussioni online con gli apologisti dell’Impero in questi ultimi mesi, mi è stato detto che il numero di manifestanti morti è 30 mila, 40 mila, 50 mila, 60 mila, 70 mila, 80 mila, 90 mila e 100 mila.Sembrano davvero lanciare qualsiasi numero sembri credibile in un dato momento. Recentemente ho visto un esasperato Glenn Greenwald chiedere a un interlocutore su Twitter: «Come decidi quando sostenere che l’Iran ha ucciso 30 mila manifestanti, o 45 mila, o 70 mila? Dipende dal giorno della settimana o dal ritmo del discorso o da cos’altro?».Reza Pahlavi, fantoccio del cambio di regime iraniano, ha affermato a gennaio che 50 mila manifestanti erano stati massacrati dal governo iraniano quel mese. La nota propagandista coreana Yeonmi Park ha fissato il numero a 40.000. A febbraio, il presidente Donald Trump ha detto che erano 32 mila. Ad aprile aveva gonfiato quel numero a 45 mila, per poi farlo salire successivamente a 60 mila. Il mese scorso ho visto (il giornalista, ndr) Cameron Stewart de The Australian far lievitare il numero a 80 mila.A febbraio c’è stato un tweet virale da parte di un account di propaganda chiamato The Persian Jewess che asseriva che «90 mila manifestanti sono stati uccisi fino ad oggi», mentre l’influencer di destra Nicholas Lissack ha affermato che erano in realtà 100 mila. L’altro giorno qualcuno ha commentato un mio post dicendomi che «l’Iran ha ucciso oltre 40 mila manifestanti che lottavano per la libertà» e, quando ho respinto tale affermazione, un altro apologeta dell’impero è intervenuto e ha corretto il numero a 30.000.La ragione per cui non riescono a stabilire un numero è perché è tutto inventato. Nessuno nega che migliaia di persone siano state uccise nei disordini di gennaio; il governo iraniano stesso ha dichiarato che 3.117 persone sono state uccise negli scontri violenti, fra cui un gran numero di forze di sicurezza.Dato che il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti (Scott Bessent, ndr) ha ripetutamente ammesso che gli Stati Uniti hanno deliberatamente fomentato i disordini in Iran, e dato che Trump ha ammesso di aver inviato armi nel Paese con l’obiettivo di armare i manifestanti, e dato che il precedente Segretario di stato di Trump ha suggerito che il Mossad fosse intimamente coinvolto nelle cosiddette «proteste pacifiche», era inevitabile che delle persone sarebbero state uccise.Ma i propagandisti di guerra non potevano accontentarsi di poche migliaia di morti. Avevano bisogno di qualcosa di più spettacolare. Qualcosa di sensazionale. Così hanno iniziato a far circolare rapporti scarsamente documentati da parte di individui loschi sostenendo che il conteggio dei corpi fosse molto più alto di quanto riconosciuto, e poi gonfiando ulteriormente i numeri in quei rapporti.E quando l’hanno fatto, hanno reso chiaro che stavano mentendo su tutta la faccenda, perché chiunque può vedere i numeri fluttuare ovunque a seconda di chi sta parlando e di che tipo di umore abbia in quel momento. Hanno commesso un classico errore nella scrittura di narrativa, come spiegato in un post virale che girava su Tumblr qualche mese fa: «Scrittori di narrativa speculativa, vi darò un consiglio davvero urgente: non fate numeri. Non date ai vostri lettori alcun numero. Quant’è pesante la spada? Molto. Quant’è vecchia quella città? Parecchio. Quant’è grande il forte? Immenso. Quant’è veloce l’astronave? Non molto, è di seconda mano.Nel momento in cui fai un numero, i tuoi lettori possono controllare i tuoi calcoli e tu non puoi fare calcoli meglio del tuo critico più autistico. Te lo garantisco. Non lasciare che i tuoi lettori facciano alcun calcolo. Quand’è successo qualcosa? Un po’ di tempo fa. Quanti proiettili può sparare quella pistola? Domanda trabocchetto, spara laser, e li spara FORTE. State mentendo alla gente per divertimento. Se lasciate che vi facciano i calcoli, la bugia crolla e non è più divertente».Se hai intenzione di scrivere narrativa, è importante non rompere l’illusione e non scuotere il lettore fuori dal mondo immaginario che stai creando per lui. La narrazione sulle decine di migliaia di manifestanti iraniani morti è finzione, e tutti si stanno svegliando di fronte alle bugie.Testo tratto da: (traduzione dall’inglese a cura di Krisis).Caitlin Johnstone Giornalista indipendente australiana, è nota per i suoi articoli fortemente critici nei confronti delle politiche imperialiste occidentali, in particolare degli Usa e dei suoi alleati, come l’Australia. Scrive principalmente di geopolitica, propaganda mediatica, libertà di informazione e guerra. È autrice del libro di poesie Woke: A Field Guide For Utopia Preppers, che mescola satira politica, riflessione filosofica e visione utopica.Ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua e-mail, iscriviti a Krisis su Substack This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit krisisinfo.substack.comVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797
What this episode covers
di Caitlin JohnstoneNel suo solito stile graffiante, Caitlin Johnstone sostiene che le cifre sulle vittime del regime iraniano sono gonfiate e incoerenti, perché prive di fonti affidabili. A suo avviso, questa oscillazione dimostra una narrazione propagandistica pro-guerra. Pur riconoscendo l’esistenza di migliaia di morti, Johnstone evidenzia tutte le discrepanze della narrazione mainstream. E accusa media e partiti di amplificare i numeri per fini politici, creando una versione distorta e sensazionalistica degli eventi.L’argomento pro-guerra più comune riguardo all’Iran è che hanno massacrato decine di migliaia di manifestanti nel gennaio di quest’anno — ma la cosa divertente è che non citano mai lo stesso numero. Poiché si tratta di una totale narrazione fiction, possono semplicemente inventare qualsiasi numero vogliano.Nelle discussioni online con gli apologisti dell’Impero in questi ultimi mesi, mi è stato detto che il numero di manifestanti morti è 30 mila, 40 mila, 50 mila, 60 mila, 70 mila, 80 mila, 90 mila e 100 mila.Sembrano davvero lanciare qualsiasi numero sembri credibile in un dato momento. Recentemente ho visto un esasperato Glenn Greenwald chiedere a un interlocutore su Twitter: «Come decidi quando sostenere che l’Iran ha ucciso 30 mila manifestanti, o 45 mila, o 70 mila? Dipende dal giorno della settimana o dal ritmo del discorso o da cos’altro?».Reza Pahlavi, fantoccio del cambio di regime iraniano, ha affermato a gennaio che 50 mila manifestanti erano stati massacrati dal governo iraniano quel mese. La nota propagandista coreana Yeonmi Park ha fissato il numero a 40.000. A febbraio, il presidente Donald Trump ha detto che erano 32 mila. Ad aprile aveva gonfiato quel numero a 45 mila, per poi farlo salire successivamente a 60 mila. Il mese scorso ho visto (il giornalista, ndr) Cameron Stewart de The Australian far lievitare il numero a 80 mila.A febbraio c’è stato un tweet virale da parte di un account di propaganda chiamato The Persian Jewess che asseriva che «90 mila manifestanti sono stati uccisi fino ad oggi», mentre l’influencer di destra Nicholas Lissack ha affermato che erano in realtà 100 mila. L’altro giorno qualcuno ha commentato un mio post dicendomi che «l’Iran ha ucciso oltre 40 mila manifestanti che lottavano per la libertà» e, quando ho respinto tale affermazione, un altro apologeta dell’impero è intervenuto e ha corretto il numero a 30.000.La ragione per cui non riescono a stabilire un numero è perché è tutto...
NOW PLAYING
Iran: perché il numero di manifestanti morti continua a cambiare
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
No similar episodes found.
Similar Podcasts
No similar podcasts found.