EPISODE · Jan 8, 2026 · 5 MIN
Itinerario 3: Avventura e memoria tra Schio e Valli del Pasubio - 2 giorni
from On the road - itinerari di sorprese nella Pedemontana Vicentina · host eArs
Itinerario 3: Avventura e memoria tra Schio e Valli del Pasubio - 2 giorni I soldati austriaci sparano. Sei allo scoperto, tra le rocce del versante scosceso del Monte Pasubio. Come spostare uomini e armi senza soccombere?Per sopravvivere, nel 1917 la 33° Compagnia Minatori dell’Esercito Italiano ha costruito la Strada delle 52 Gallerie, una mulattiera al riparo dal fuoco nemico, che oggi è un avventuroso sentiero CAI, solo per Escursionisti Esperti.Qui inizia il nostro itinerario di due giorni tra Avventura e Memoria, tra Schio e Valli del Pasubio. Te lo raccontiamo nel nuovo episodio di On the road - itinerari di sorprese nella Pedemontana Vicentina.Attraversare le gallerie scavate nella roccia e dedicate a eroi e eventi di guerra, che da Bocchetta Campiglia conducono a Porte del Pasubio, è una scarica di adrenalina.In alcuni punti, trovate ancora i segni delle bombe.L’ingresso è a 1216 metri di altitudine, ma l’uscita si trova a 1918 metri, sul versante meridionale del massiccio montuoso del Pasubio.Sono passaggi stretti, di circa 2.20m di larghezza. Solo i tratti in curva superano i 3m di ampiezza: una macabra necessità in guerra, per trasportare feriti e salme. Immaginate il buio e i passi dei soldati. Sfidante sia sul piano fisico che emotivo, la strada delle 52 gallerie è forse l’escursione più entusiasmante delle Prealpi Venete.Ma vogliamo fornirvi un’alternativa adatta anche ai meno esperti, ma che comunque ha i suoi picchi emotivi: è il ponte Avis a Valli di Pasubio, lungo la Strada del Re, tra le prealpi vicentine e le piccole dolomiti.Il percorso è adatto a tutti, ma non per questo è meno avvincente.Potete lasciare l’automobile nel parcheggio in strada e proseguire a piedi, per circa venti minuti, seguendo le indicazioni. Vi troverete davanti un ponte tibetano lungo 105 metri, sospeso nel vuoto a 35 metri di altezza!Sotto i piedi vedrete lussureggianti boschi di conifere e sempreverdi. Un’esperienza non adatta ai deboli di cuore.Ma anche questo ponte racconta una storia: nel 1956, in quella stessa zona, un pullman di volontari dell’Associazione AVIS precipitò in un burrone a seguito di un incidente. Per salvare i superstiti, i cittadini di Schio si recarono numerosi a donare il sangue: un gesto di generosità che ha portato, l’anno seguente, alla nascita della sezione comunale AVIS di Schio.Ora giunge la sera, e con lei il meritato riposo - anzi meritatissimo dopo un giorno in trincea o sospesi su un ponte tibetano!Vi suggeriamo di fermarvi in una delle tante strutture ricettive a Valli di Pasubio per cenare e godervi una nottata rigenerante. L’indomani il sole illumina la valle. C’è il tempo per una buona colazione: siamo pronti a vivere la nostra seconda giornata tra avventura e memoria. Siete ancora stanchi dalla camminata di ieri? Allora restare in panciolle in un spa, tra bagno turco e sauna è una buona opzione. Più tardi, però, vi raccomandiamo di visitare il centro storico di Schio, a circa 25 minuti in auto.Anche se incastonata in un contesto naturalistico di incredibile bellezza, tra le vette delle piccole dolomiti, la città è un museo di archeologia industriale a cielo aperto. La fiorente industria tessile, sviluppatasi tra il 1700 e il 1800, è valsa alla città l’epiteto di “Manchester d’Italia”.Un passato ben visibile nelle architetture, con ben tre ex lanifici, tra cui la Fabbrica Alta del Lanificio Rossi: 13 metri di altezza e 80 di lunghezza. Ma l’elemento architettonico davvero visionario è il Giardino Jacquard, che dà a Schio un’atmosfera onirica. Costruito a metà del XIX secolo, è un giardino botanico che ospita grotte artificiali, un ninfeo e un teatro. Fa parte del geniale progetto di riqualificazione urbana dell’industriale Alessandro Rossi, titolare del lanificio, che volle creare un luogo di benessere e bellezza nel paese operoso. Rossi fu uno dei più grandi protagonisti dello sviluppo economico e produttivo di Schio, fautore della modernizzazione dell’industria e di un nuovo impegno sociale nell’imprenditoria.Salutiamoci con un’ultima passeggiata, per concludere dolcemente questo itinerario di due giorni.Scoprite la Via dell’Acqua, a 10km dal paese, o regalatevi una passeggiata tra le colline di Schio, a piedi, in mountain bike o a cavallo.Non dimenticheremo le emozioni di questo itinerario, ma la nostra missione è viaggiare, e non possiamo ancora fermarci!Nel prossimo episodio andremo alla scoperta di Arte e ville tra Thiene e Zugliano.Avete ascoltato On the road - itinerari di sorprese nella Pedemontana Vicentina, podcast realizzato da OGD Pedemontana Veneta e Colli.Progettazione e produzione di testi, speakeraggio, musica e postproduzione a cura di eArs.Cofinanziato con risorse Fondo Unico Nazionale del Turismo 2025.Visita il sito visitpedemontana.com per scoprire di più sui nostri itinerari ed immergerti nel territorio.
What this episode covers
Itinerario 3: Avventura e memoria tra Schio e Valli del Pasubio - 2 giorni I soldati austriaci sparano. Sei allo scoperto, tra le rocce del versante scosceso del Monte Pasubio. Come spostare uomini e armi senza soccombere?Per sopravvivere, nel 1917 la 33° Compagnia Minatori dell’Esercito Italiano ha costruito la Strada delle 52 Gallerie, una mulattiera al riparo dal fuoco nemico, che oggi è un avventuroso sentiero CAI, solo per Escursionisti Esperti.Qui inizia il nostro itinerario di due giorni tra Avventura e Memoria, tra Schio e Valli del Pasubio. Te lo raccontiamo nel nuovo episodio di On the road - itinerari di sorprese nella Pedemontana Vicentina.Attraversare le gallerie scavate nella roccia e dedicate a eroi e eventi di guerra, che da Bocchetta Campiglia conducono a Porte del Pasubio, è una scarica di adrenalina.In alcuni punti, trovate ancora i segni delle bombe.L’ingresso è a 1216 metri di altitudine, ma l’uscita si trova a 1918 metri, sul versante meridionale del massiccio montuoso del Pasubio.Sono passaggi stretti, di circa 2.20m di larghezza. Solo i tratti in curva superano i 3m di ampiezza: una macabra necessità in guerra, per trasportare feriti e salme. Immaginate il buio e i passi dei soldati. Sfidante sia sul piano fisico che emotivo, la strada delle 52 gallerie è forse l’escursione più entusiasmante delle Prealpi Venete.Ma vogliamo fornirvi un’alternativa adatta anche ai meno esperti, ma che comunque ha i suoi picchi emotivi: è il ponte Avis a Valli di Pasubio, lungo la Strada del Re, tra le prealpi vicentine e le piccole dolomiti.Il percorso è adatto a tutti, ma non per questo è meno avvincente.Potete lasciare l’automobile nel parcheggio in strada e proseguire a piedi, per circa venti minuti, seguendo le indicazioni. Vi troverete davanti un ponte tibetano lungo 105 metri, sospeso nel vuoto a 35 metri di altezza!Sotto i piedi vedrete lussureggianti boschi di conifere e sempreverdi. Un’esperienza non adatta ai deboli di cuore.Ma anche questo ponte racconta una storia: nel 1956, in quella stessa zona, un pullman di volontari dell’Associazione AVIS precipitò in un burrone a seguito di un incidente. Per salvare i superstiti, i cittadini di Schio si recarono numerosi a donare il sangue: un gesto di generosità che ha portato, l’anno seguente, alla nascita della sezione comunale AVIS di Schio.Ora giunge la sera, e con lei il meritato riposo - anzi meritatissimo dopo un giorno in trincea o sospesi su un ponte tibetano!Vi suggeriamo di fermarvi in una delle tante strutture ricettive a Valli di Pasubio per cenare e godervi una nottata rigenerante. L’indomani il sole illumina la valle. C’è il tempo per una buona colazione: siamo pronti a vivere la nostra seconda giornata tra avventura e memoria. Siete ancora stanchi dalla camminata di ieri? Allora restare in panciolle in un spa, tra bagno turco e sauna è una buona opzione. Più tardi, però, vi raccomandiamo di visitare il centro storico di Schio, a circa 25 minuti in auto.Anche se incastonata in un contesto naturalistico di incredibile bellezza, tra le vette delle piccole dolomiti, la città è un museo di archeologia industriale a cielo aperto. La fiorente industria tessile, sviluppatasi tra il 1700 e il 1800, è valsa alla città l’epiteto di “Manchester d’Italia”.Un passato ben visibile nelle architetture, con ben tre ex lanifici, tra cui la Fabbrica Alta del Lanificio Rossi: 13 metri di altezza e 80 di lunghezza. Ma l’elemento architettonico davvero visionario è il Giardino Jacquard, che dà a Schio un’atmosfera onirica. Costruito a metà del XIX secolo, è un giardino botanico che ospita grotte artificiali, un ninfeo e un teatro. Fa parte del geniale progetto di riqualificazione urbana dell’industriale Alessandro Rossi, titolare del lanificio, che volle creare un luogo di benessere e bellezza nel paese operoso. Rossi fu uno dei più grandi protagonisti dello sviluppo economico e produttivo...
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