EPISODE · Feb 9, 2025 · 33 MIN
La generazione Z stavolta soffia dalla Serbia
from Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico · host I Bastioni di Orione
Mettere in evidenza quasi senza volerlo le contraddizioni del potere di Vučić – e di tutti i poteri al governo attualmente – non significa accettare relazioni: il mondo degli studenti serbi e dei loro solidali non ha più nulla da spartire con le parole del presidente e dei suoi sempre più ridotti servi, che descrivono un mondo falso, corrotto e discriminante; e allo stesso modo le narrazioni dell’incapace opposizione non fanno parte dell’universo di interessi studentesco. E anche la stragrande dei giornalisti che raccontano gli eventi sono, come sempre in questi casi, avulsi da una realtà che non vogliono comprendere e non raccontano alla Serbia profonda le violenze che le guardie e gli hooligans al soldo di Vučić perpetrano dall’inizio delle proteste.Abbiamo voluto riprendere il discorso con Tatjana Đorđević per evidenziare il potenziale di un Movimento senza padrini, né padroni e che si aggiunge ai molti movimenti che la Generazione Za ha innescato per manifestare il suo disagio nei confronti del potere che le sta distruggendo il futuro e il presente.Nel weekend precedente a questo c’è stata una grande marcia e un imponente blocco dei ponti a Novi Sad, l’estensione della protesta ai pensionati, collegando le generazioni con nuovi ponti che travalicano il tempo e portano a compimento la lotta contro il regime assassino di Milošević che non riuscì 25 anni fa a liberarsi del cancro nazionalista, perché è difficile la transizione dal comunismo a un sistema senza leader o partito unico, mentre il Movimento del 2025 ha buone probabilità di scuotersi di dosso l’attuale oscurantismo scaltro, facendo speriamo da modello per il resto d’Europa. Il legame tra i due momenti della storia serba è ancora più evidente se si ripensa alla marcia che gli studenti di Novi Sad fecero negli anni Novanta andando al contrario nella capitale e la primavera serba risale all’ottobre 2000, questo è un movimento che non può essere ricondotto a rivoluzioni arancioni o a filoatlantismo d’accatto (che possiede ancora meno appeal con la svolta autoritaria trumpista e comunque alla Europa di von der Layen fa comodo il regime, come a quello cinese).
What this episode covers
Mettere in evidenza quasi senza volerlo le contraddizioni del potere di Vučić – e di tutti i poteri al governo attualmente – non significa accettare relazioni: il mondo degli studenti serbi e dei loro solidali non ha più nulla da spartire con le parole del presidente e dei suoi sempre più ridotti servi, che descrivono un mondo falso, corrotto e discriminante; e allo stesso modo le narrazioni dell’incapace opposizione non fanno parte dell’universo di interessi studentesco. E anche la stragrande dei giornalisti che raccontano gli eventi sono, come sempre in questi casi, avulsi da una realtà che non vogliono comprendere e non raccontano alla Serbia profonda le violenze che le guardie e gli hooligans al soldo di Vučić perpetrano dall’inizio delle proteste.Abbiamo voluto riprendere il discorso con Tatjana Đorđević per evidenziare il potenziale di un Movimento senza padrini, né padroni e che si aggiunge ai molti movimenti che la Generazione Za ha innescato per manifestare il suo disagio nei confronti del potere che le sta distruggendo il futuro e il presente.Nel weekend precedente a questo c’è stata una grande marcia e un imponente blocco dei ponti a Novi Sad, l’estensione della protesta ai pensionati, collegando le generazioni con nuovi ponti che travalicano il tempo e portano a compimento la lotta contro il regime assassino di Milošević che non riuscì 25 anni fa a liberarsi del cancro nazionalista, perché è difficile la transizione dal comunismo a un sistema senza leader o partito unico, mentre il Movimento del 2025 ha buone probabilità di scuotersi di dosso l’attuale oscurantismo scaltro, facendo speriamo da modello per il resto d’Europa. Il legame tra i due momenti della storia serba è ancora più evidente se si ripensa alla marcia che gli studenti di Novi Sad fecero negli anni Novanta andando al contrario nella capitale e la primavera serba risale all’ottobre 2000, questo è un movimento che non può essere ricondotto a rivoluzioni arancioni o a filoatlantismo d’accatto (che possiede ancora meno appeal con la svolta autoritaria trumpista e comunque alla Europa di von der Layen fa comodo il regime, come a quello cinese).
NOW PLAYING
La generazione Z stavolta soffia dalla Serbia
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
Apr 8, 2026 ·83m
Mar 11, 2026 ·57m
Jan 28, 2026 ·33m
Jan 23, 2026 ·36m
Jul 9, 2025 ·51m