La leggendaria percentuale bulgara si mobilita episode artwork

EPISODE · Dec 7, 2025 · 37 MIN

La leggendaria percentuale bulgara si mobilita

from Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico · host I Bastioni di Orione

«Il 26 novembre 2025 Sofia ha vissuto la mobilitazione più imponente degli ultimi anni. Tra le 18.000 e le 22.000 persone hanno riempito il “Triangolo del Potere”, bloccando il centro della capitale e trasformando il dibattito sul bilancio 2026 in una critica all’erosione del dialogo sociale, all’inflazione e al ruolo crescente dei poteri informali nella sfera pubblica»., nell’incipit di Valerio Evangelista per “EastJournal” è riportato il momento in cui è esplosa la contestazione che ribolliva da molto tempo e che già si poteva prevedere dopo le numerose e inutili consultazioni elettorali, che hanno portato a esecutivi palesemente senza legittimazione, ma che hanno portato a incrementi di spesa, soprattutto militare; raddoppi di imposte – che si fondano su un sistema di flat tax al 10 per cento – e di debito pubblico; l’inflazione quasi al 4 per cento; un governo che comprende il partito filorusso, ma che approva più di 6 miliardi di spesa per le armi (da rivolgere contro Mosca)… La manovra ha scontentato tutti, ma stupisce la contestazione da parte dei giovani: non è così scontato vedere teenagers scendere in piazza contro la legge di bilancio, ma probabilmente hanno interpretato la protesta contro la manovra finanziaria come risposta a precarietà, corruzione e soprattutto sfiducia nelle istituzioni, condivisa con tutto il paese e senza che la mobilitazione tragga linfa da organizzazioni e partiti o da atteggiamenti ideologici.Alcuni indicano il vero obiettivo della protesta non nel premier Zhelyazkov, bensì in Delyan Peevski: oligarca, deputato e co-presidente del Dps, da anni indicato da ong e istituzioni internazionali come uno dei principali centri di potere informale del paese. Pur non facendo parte del governo, Peevski influenza la maggioranza parlamentare e l’agenda legislativa della coalizione di governo, diventando il bersaglio simbolico del malcontento. Anche in questo caso, nonostante l’entusiasmo di fronte a lotte sociali brulicanti in piazza e che il 1° dicembre hanno visto le bandiere di One Piece puntare direttamente sulle sedi dei partiti di governo e provocando blackout estesi fino al mattino, con Francesco Dall’Aglio, docente proprio all’Università di Sofia, cerchiamo di comprendere meglio il fenomeno che difficilmente riuscirà a ottenere le dimissioni di Rosen Željazkov e tantomeno potrà fermare la macchina che sostituirà dal 1° gennaio il Lev con l’Euro.Non poteva mancare in coda un accenno alle dichiarazioni putiniane sulla “Piccola Russia”.

«Il 26 novembre 2025 Sofia ha vissuto la mobilitazione più imponente degli ultimi anni. Tra le 18.000 e le 22.000 persone hanno riempito il “Triangolo del Potere”, bloccando il centro della capitale e trasformando il dibattito sul bilancio 2026 in una critica all’erosione del dialogo sociale, all’inflazione e al ruolo crescente dei poteri informali nella sfera pubblica»., nell’incipit di Valerio Evangelista per “EastJournal” è riportato il momento in cui è esplosa la contestazione che ribolliva da molto tempo e che già si poteva prevedere dopo le numerose e inutili consultazioni elettorali, che hanno portato a esecutivi palesemente senza legittimazione, ma che hanno portato a incrementi di spesa, soprattutto militare; raddoppi di imposte – che si fondano su un sistema di flat tax al 10 per cento – e di debito pubblico; l’inflazione quasi al 4 per cento; un governo che comprende il partito filorusso, ma che approva più di 6 miliardi di spesa per le armi (da rivolgere contro Mosca)… La manovra ha scontentato tutti, ma stupisce la contestazione da parte dei giovani: non è così scontato vedere teenagers scendere in piazza contro la legge di bilancio, ma probabilmente hanno interpretato la protesta contro la manovra finanziaria come risposta a precarietà, corruzione e soprattutto sfiducia nelle istituzioni, condivisa con tutto il paese e senza che la mobilitazione tragga linfa da organizzazioni e partiti o da atteggiamenti ideologici.Alcuni indicano il vero obiettivo della protesta non nel premier Zhelyazkov, bensì in Delyan Peevski: oligarca, deputato e co-presidente del Dps, da anni indicato da ong e istituzioni internazionali come uno dei principali centri di potere informale del paese. Pur non facendo parte del governo, Peevski influenza la maggioranza parlamentare e l’agenda legislativa della coalizione di governo, diventando il bersaglio simbolico del malcontento. Anche in questo caso, nonostante l’entusiasmo di fronte a lotte sociali brulicanti in piazza e che il 1° dicembre hanno visto le bandiere di One Piece puntare direttamente sulle sedi dei partiti di governo e provocando blackout estesi fino al mattino, con Francesco Dall’Aglio, docente proprio all’Università di Sofia, cerchiamo di comprendere meglio il fenomeno che difficilmente riuscirà a ottenere le dimissioni di Rosen Željazkov e tantomeno potrà fermare la macchina che sostituirà dal 1° gennaio il Lev con l’Euro.Non poteva mancare in coda un accenno alle dichiarazioni putiniane sulla “Piccola Russia”.

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How long is this episode of Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico?

This episode is 37 minutes long.

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This episode was published on December 7, 2025.

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