EPISODE · Jul 21, 2026 · 1H 1M
La musica prima della Rivoluzione Americana
from La storia messa in musica: Antoni Gaudì · host Rete Toscana Classica
La prima puntata analizza innanzitutto la musica eseguita o composta nelle colonie britanniche intorno a metà Settecento, ossia prima della Rivoluzione. Prendiamo in esame: – i brani sacri che accompagnavano le funzioni domenicali nelle chiese congregazionali e presbiteriane delle colonie; – il gusto musicale dell’élite – nei salotti buoni di Boston, Filadelfia e Williamsburg – ancora rivolto verso Londra e verso Haendel; – la musica popolare, portata nelle colonie dagli immigrati: arie da ballo e da taverna, la voce vera del popolo; – il contributo dato alla musica americana dalla comunità morava della Pennsylvania, enclave religiosa di origine centroeuropea con una vita musicale sorprendentemente raffinata; – la più antica composizione secolare scritta da un nativo americano, Francis Hopkinson, uomo di legge filadelfiano, futuro firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza. La cesura avviene con la canzone Bunker Hill di Andrew Law. Il brano commemora la battaglia del giugno 1775 alle porte di Boston, quando i britannici conquistarono la collina solo perché gli americani avevano esaurito le munizioni. Da quel momento la musica diventa cronaca, esortazione, propaganda. E la musica sacra si pone al servizio diretto della causa patriottica. Segue dunque una scaletta di brani patriottici, ribelli, rivoluzionari. A cominciare dal canto corale Chester di William Billings, un inno in cui il linguaggio biblico diventa sfida contro la tirannia e proclama politico. La fede coloniale si fa ideologia rivoluzionaria.Lo stesso Billings scrisse poco dopo anche Lamentation over Boston: l’assedio e l’occupazione britannica della città, tra il 1775 e il 1776, vissuti come un moderno salmo di Babilonia. È il lamento di chi la guerra la subisce sulla propria pelle. A seguire The battle of Trenton di James Hewitt, dedicato a George Washington. Una sonata a programma, con l’attraversamento del Delaware, la fuga dei mercenari tedeschi, le trombe della vittoria. Per l’insediamento di Washington come primo presidente, il 30 aprile 1789, viene composta da Philip Phile la President’s march. La guerra è finita, la nazione ha un governo e un rito: la musica cambia registro e si fa cerimoniale. È poi la volta del celeberrimo Yankee Doodle, brano beffardo, nato come canzone di scherno rivolta dai soldati britannici ai coloni, rivendicata da questi ultimi come simbolo d’orgoglio durante la guerra. In chiusura la Federal Overture di Benjamin Carr, brano del 1794 che mostra come il linguaggio popolare diventa quello ufficiale della repubblica.
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