La protesta serba antinazionalista è contro il potere episode artwork

EPISODE · Jan 13, 2025 · 28 MIN

La protesta serba antinazionalista è contro il potere

from Nazionalismo pannonico, caucasico e balcanico · host I Bastioni di Orione

Tutte le università di Belgrado, Novi Sad e di altre città della Serbia sono bloccate. Così, come nel 1968 e nel 1996, sono gli studenti a dire basta. Basta a un regime e a un uomo che ha creduto di poter considerare il paese come qualcosa di suo ( Tanja Đorđević ).La cifra più interessante delle proteste universitarie serbe è quella che permette di stare altrove a chi s’indigna e si oppone che l’ennesima corruzione assassina resti impunita: nel mondo che abitano gli studenti di Novi Sad, Belgrado e le altre decine di università serbe occupate si dibattono e si affrontano argomenti che Vučić nel suo mondo manco immagina e questa impossibilità di intercettare il senso della rivolta lo fa schiumare rabbia, perché percepisce che senza il cambiamento la parte migliore della società per lui è persa. Ma se venisse il cambiamento, lui e la sua clientela sono destinati a essere spazzati via. Tatjana Đorđević ci ha aiutati a raccontare questa mobilitazione che prosegue da un mese senza sgonfiarsi, né recedere.  Lo stato di mobilitazione degli studenti in corso in Serbia è stato innescato dal crollo di una tettoia alla stazione di Novi Sad, costruita da una ditta cinese che la corruzione ha dotato di materiali scadenti: 15 persone sono morte in quel crollo… e con loro si apre una breccia nel potere di Vučić, ma gli studenti mobilitati riescono ad affrancarsi sia dai cappelli che possono voler mettere le opposizioni, sia da potenziali leader.   La contrapposizione al nazionalismo emerge periodicamente nella comunità serba e probabilmente il regime sente la pericolosità di questa protesta che ha repentinamente infiammato tutte le università… e cerca di impedire che si possa collegare ad altre richieste di cambiamento, ma il sostegno popolare si sta estendendo.  Le proteste in corso da settimane riflettono un più ampio malcontento per il governo del presidente serbo Aleksandar Vučić, che molti considerano sempre più autocratico. In pubblico Vučić dice di voler guidare la Serbia verso l'adesione all'Unione europea, ma è sostenuto dai finanziamenti cinesi e intrattiene rapporti con Putin.

Tutte le università di Belgrado, Novi Sad e di altre città della Serbia sono bloccate. Così, come nel 1968 e nel 1996, sono gli studenti a dire basta. Basta a un regime e a un uomo che ha creduto di poter considerare il paese come qualcosa di suo ( Tanja Đorđević ).La cifra più interessante delle proteste universitarie serbe è quella che permette di stare altrove a chi s’indigna e si oppone che l’ennesima corruzione assassina resti impunita: nel mondo che abitano gli studenti di Novi Sad, Belgrado e le altre decine di università serbe occupate si dibattono e si affrontano argomenti che Vučić nel suo mondo manco immagina e questa impossibilità di intercettare il senso della rivolta lo fa schiumare rabbia, perché percepisce che senza il cambiamento la parte migliore della società per lui è persa. Ma se venisse il cambiamento, lui e la sua clientela sono destinati a essere spazzati via. Tatjana Đorđević ci ha aiutati a raccontare questa mobilitazione che prosegue da un mese senza sgonfiarsi, né recedere.  Lo stato di mobilitazione degli studenti in corso in Serbia è stato innescato dal crollo di una tettoia alla stazione di Novi Sad, costruita da una ditta cinese che la corruzione ha dotato di materiali scadenti: 15 persone sono morte in quel crollo… e con loro si apre una breccia nel potere di Vučić, ma gli studenti mobilitati riescono ad affrancarsi sia dai cappelli che possono voler mettere le opposizioni, sia da potenziali leader.   La contrapposizione al nazionalismo emerge periodicamente nella comunità serba e probabilmente il regime sente la pericolosità di questa protesta che ha repentinamente infiammato tutte le università… e cerca di impedire che si possa collegare ad altre richieste di cambiamento, ma il sostegno popolare si sta estendendo.  Le proteste in corso da settimane riflettono un più ampio malcontento per il governo del presidente serbo Aleksandar Vučić, che molti considerano sempre più autocratico. In pubblico Vučić dice di voler guidare la Serbia verso l'adesione all'Unione europea, ma è sostenuto dai finanziamenti cinesi e intrattiene rapporti con Putin.

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This episode was published on January 13, 2025.

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Tutte le università di Belgrado, Novi Sad e di altre città della Serbia sono bloccate. Così, come nel 1968 e nel 1996, sono gli studenti a dire basta. Basta a un regime e a un uomo che ha creduto di poter considerare il paese come qualcosa di suo (...

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