L’Autonomia Differenziata, tra malumori nella maggioranza e reali interessi del Paese | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · May 20, 2023 · 3 MIN

L’Autonomia Differenziata, tra malumori nella maggioranza e reali interessi del Paese | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Secondo un’indagine demoscopica condotta da Noto Sondaggi, l’autonomia differenziata tanto cara al ministro Calderoli non incontra i favori della maggioranza del Paese. Anzi, il 60% degli Italiani teme che si tratti di una riforma destinata ad aumentare il divario tra nord e sud, con picchi del 70% tra i giovani e del 76% fra i residenti nel Mezzogiorno e nelle Isole. Ma forse, a sorprendere maggiormente è il dato che anche la metà dei cittadini che abitano al nord la pensano allo stesso modo: solo il 31% ritiene, infatti, che ad essere agevolate sarebbero le cosiddette regioni “virtuose”, a prescindere dalla loro collocazione sulla cartina dello Stivale. Ed in effetti, indipendentemente dal fatto che si possa essere politicamente schierati da una parte o dall’altra, è un po’ difficile – a voler essere intellettualmente onesti – non domandarsi come potrebbe mai essere distribuito il costo (tutt’altro che irrilevante) che la finanza pubblica dovrebbe sobbarcarsi per garantire gli ormai famosi LEP (Livelli Essenziali di Prestazioni) anche nelle Regioni che, per motivi di insufficienza fiscale, non riescono a produrli, autonomamente, da sole. Inoltre, non ci pare che si debba essere delle sibille cumane per prevedere la quasi inevitabile esplosione di tensioni sociali che si verificherebbe nel momento stesso in cui alcune aree del nostro territorio si accorgessero di essere state chiaramente penalizzate... considerato che il reperire le risorse finanziarie necessarie per favorire la parità dei LEP in ogni Regione risulterebbe una ben ardua impresa, viste le difficoltà che il Governo dovrà affrontare nei prossimi anni per contenere il deficit pubblico e per rimborsare i prestiti ricevuti attraverso il Pnrr. Ed è questo, tra l’altro, il tipo di riflessioni che, in settimana, sono state messe nero su bianco da un documento del Servizio di Bilancio del Senato, che ha infastidito non poco sia Calderoli, che alcuni altri autorevoli esponenti del suo Partito, come il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale è giunto addirittura a subordinare la tenuta della maggioranza di governo all’approvazione dell’autonomia differenziata, così come l’ha concepita il ministro e senza una virgola in più o in meno. La situazione, a livello governativo, si è fatta pertanto piuttosto tesa, proprio mentre Giorgia Meloni si trova impegnata all’estero: di conseguenza, qualcuno a Roma – soprattutto in Fratelli d’Italia – ha cercato di calmare le acque, dichiarando che, in fondo, si stava ragionando soltanto su una bozza e non su un testo definitivo. Resta, comunque, il fatto che ormai il dossier è circolato, è stato letto e contiene tutta una serie di osservazioni tecniche che diventa difficile ignorare. Possiamo, quindi, a questo punto immaginare che non solo dall’opposizione, ma anche dall’interno della maggioranza, non tarderanno a levarsi voci che metteranno in guardia l’Esecutivo dall’avventurarsi in una riforma che rischia di manomettere il sistema di coesione nazionale e che, se anche venisse approvata, finirebbe poi, con ogni probabilità, per essere egualmente affossata da un referendum abrogativo. Ci viene da chiederci se con tutti i problemi che, da un lato, l’Italia deve risolvere (a partire da quello drammaticamente rappresentato dall’inadeguatissimo assetto idraulico del territorio) e con tutte le opportunità che, invece, dall’altro le vengono offerte dai fondi del Piano di Resilienza, valga davvero la pena di far saltare baracca e burattini per imporre al Paese intero una riforma che, probabilmente, interessa esclusivamente ad un Partito solo...

A cura di Ferruccio Bovio Secondo un’indagine demoscopica condotta da Noto Sondaggi, l’autonomia differenziata tanto cara al ministro Calderoli non incontra i favori della maggioranza del Paese. Anzi, il 60% degli Italiani teme che si tratti di una riforma destinata ad aumentare il divario tra nord e sud, con picchi del 70% tra i giovani e del 76% fra i residenti nel Mezzogiorno e nelle Isole. Ma forse, a sorprendere maggiormente è il dato che anche la metà dei cittadini che abitano al nord la pensano allo stesso modo: solo il 31% ritiene, infatti, che ad essere agevolate sarebbero le cosiddette regioni “virtuose”, a prescindere dalla loro collocazione sulla cartina dello Stivale. Ed in effetti, indipendentemente dal fatto che si possa essere politicamente schierati da una parte o dall’altra, è un po’ difficile – a voler essere intellettualmente onesti – non domandarsi come potrebbe mai essere distribuito il costo (tutt’altro che irrilevante) che la finanza pubblica dovrebbe sobbarcarsi per garantire gli ormai famosi LEP (Livelli Essenziali di Prestazioni) anche nelle Regioni che, per motivi di insufficienza fiscale, non riescono a produrli, autonomamente, da sole. Inoltre, non ci pare che si debba essere delle sibille cumane per prevedere la quasi inevitabile esplosione di tensioni sociali che si verificherebbe nel momento stesso in cui alcune aree del nostro territorio si accorgessero di essere state chiaramente penalizzate... considerato che il reperire le risorse finanziarie necessarie per favorire la parità dei LEP in ogni Regione risulterebbe una ben ardua impresa, viste le difficoltà che il Governo dovrà affrontare nei prossimi anni per contenere il deficit pubblico e per rimborsare i prestiti ricevuti attraverso il Pnrr. Ed è questo, tra l’altro, il tipo di riflessioni che, in settimana, sono state messe nero su bianco da un documento del Servizio di Bilancio del Senato, che ha infastidito non poco sia Calderoli, che alcuni altri autorevoli esponenti del suo Partito, come il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale è giunto addirittura a subordinare la tenuta della maggioranza di governo all’approvazione dell’autonomia differenziata, così come l’ha concepita il ministro e senza una virgola in più o in meno. La situazione, a livello governativo, si è fatta pertanto piuttosto tesa, proprio mentre Giorgia Meloni si trova impegnata all’estero: di conseguenza, qualcuno a Roma – soprattutto in Fratelli d’Italia – ha cercato di calmare le acque, dichiarando che, in fondo, si stava ragionando soltanto su una bozza e non su un testo definitivo. Resta, comunque, il fatto che ormai il dossier è circolato, è stato letto e contiene tutta una serie di osservazioni tecniche che diventa difficile ignorare. Possiamo, quindi, a questo punto immaginare che non solo dall’opposizione, ma anche dall’interno della maggioranza, non tarderanno a levarsi voci che metteranno in guardia l’Esecutivo dall’avventurarsi in una riforma che rischia di manomettere il sistema di coesione nazionale e che, se anche venisse approvata, finirebbe poi, con ogni probabilità, per essere egualmente affossata da un referendum abrogativo. Ci viene da chiederci se con tutti i problemi che, da un lato, l’Italia deve risolvere (a partire da quello drammaticamente rappresentato dall’inadeguatissimo assetto idraulico del territorio) e con tutte le opportunità che, invece, dall’altro le vengono offerte dai fondi del Piano di Resilienza, valga davvero la pena di far saltare baracca e burattini per imporre al Paese intero una riforma che, probabilmente, interessa esclusivamente ad un Partito solo...

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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