EPISODE · Aug 9, 2024 · 5 MIN
Lazy Sunday (by Factory 7-8-2024)
from Silvio Vinci · host Silvio Vinci
Factory play Small Faces (Summer studio Session). Lazy Sunday (cover degli Small Faces) – FACTORY (Mark III) Registrazione in sala prove, 7 agosto 2024 I FACTORY (Mark III) tornano a sorprendere con una versione unica e dilatata di Lazy Sunday, celebre brano degli Small Faces, registrata in una torrida giornata di agosto, dove il caldo torrido e la birra ghiacciata hanno lasciato il segno tanto quanto le note. Lontana dal tono scanzonato e cockney dell’originale, questa reinterpretazione si immerge in territori psichedelici e visionari, trasformando il brano in una jam fluida, ipnotica, sospinta da un groove acido che si sedimenta lentamente nell’ascoltatore. La sezione ritmica, profonda e densa, accompagna con eleganza le linee sinuose di basso e batteria, mentre la chitarra tesse trame riverberate e distese, affacciandosi su assoli dilatati e pieni di pathos. L’Hammond si intreccia con il Wurlitzer, dando vita a un dialogo sospeso tra soul e psichedelia, mentre la voce calda e intensa di Antonio Miscali si muove tra ironia e malinconia, restituendo nuova anima al testo. Una cover che non vuole imitare ma riscrivere, con rispetto e visione, un classico del beat britannico. Una “Lazy Sunday” che scorre lenta ma profonda, come un’allucinazione musicale nata da una calura estiva.
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Factory play Small Faces (Summer studio Session). Lazy Sunday (cover degli Small Faces) – FACTORY (Mark III) Registrazione in sala prove, 7 agosto 2024 I FACTORY (Mark III) tornano a sorprendere con una versione unica e dilatata di Lazy Sunday, celebre brano degli Small Faces, registrata in una torrida giornata di agosto, dove il caldo torrido e la birra ghiacciata hanno lasciato il segno tanto quanto le note. Lontana dal tono scanzonato e cockney dell’originale, questa reinterpretazione si immerge in territori psichedelici e visionari, trasformando il brano in una jam fluida, ipnotica, sospinta da un groove acido che si sedimenta lentamente nell’ascoltatore. La sezione ritmica, profonda e densa, accompagna con eleganza le linee sinuose di basso e batteria, mentre la chitarra tesse trame riverberate e distese, affacciandosi su assoli dilatati e pieni di pathos. L’Hammond si intreccia con il Wurlitzer, dando vita a un dialogo sospeso tra soul e psichedelia, mentre la voce calda e intensa di Antonio Miscali si muove tra ironia e malinconia, restituendo nuova anima al testo. Una cover che non vuole imitare ma riscrivere, con rispetto e visione, un classico del beat britannico. Una “Lazy Sunday” che scorre lenta ma profonda, come un’allucinazione musicale nata da una calura estiva.
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