EPISODE · Apr 22, 2013 · 1H 15M
Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 22 aprile 2013
from Lectio: Atti degli Apostoli
Commento a Atti 16, 16-40
Embed this episode
What this episode covers
Commento a Atti 16, 16-40 Si rallegrò tutta la casa avendo creduto in Dio Il primo incontro di Paolo con il mondo pagano a Filippi è una sequenza di “peripezie”. Nuovi aspetti dell’evangelizzazione si incastrano con quelli usuali. Nuovo è il contesto: un mondo di schiavi e padroni, di dèmoni, o demoni, e magistrati. Usuali sono la persecuzione, le battiture e il carcere per chi fa il bene. È il mistero della croce del Giusto che continua, a salvezza di tutti. Ma insieme c’è anche quello della risurrezione, con la liberazione di tutti e la nascita della seconda chiesa d’ Europa. La prima è stata la casa della giudea Lidia, commerciante di porpora; la seconda la casa di un pagano anonimo, carceriere della città. Paolo e Sila vanno alla preghiera con gli ebrei e i simpatizzanti della casa di Lidia. Ora ad evangelizzare c’è addirittura lo “spirito di divinazione”, che per i greci era una cosa buona e per i giudei uno spirito malvagio. Infatti anche nei Vangeli i primi a proclamare Gesù come Cristo e Figlio di Dio sono i demoni. Dopo la falsa immagine di Dio suggerita dal serpente in Gen 3,1ss, i demoni sono “alleati” del dio da loro inventato per dominare l’uomo mediante la religione. Gesù è venuto a rompere quest’alleanza sull’albero della croce, che rivela un Dio opposto a quello incontrato sull’albero del bene e del male. Paolo libera la giovane schiava dallo spirito immondo. Per questo è accusato come un giudeo che turba l’ordine pubblico. Paolo e Sila subiscono le bastonature e sono incarcerati. Il testo è un gioco di liberazioni e di salvezze. Paolo libera la donna dallo spirito immondo e tutti i carcerati sono miracolosamente sciolti da catene e ceppi. Il carceriere, a sua volta, liberato da morte, è salvato e diventa cristiano, con tutta la sua casa. La liberazione della schiava dallo spirito del male costa cara a Paolo e Sila. Sono battuti e gettati nel più profondo del carcere, come in un sepolcro. Anche il trionfo di Cristo su satana e le “reti e catene” con cui imprigiona tutti, avviene sul legno della croce. Da questo trono Gesù si rivela come Figlio di Dio e sovrano universale che libera tutti portando, su di sé i loro mali (Lc 23,25-43). Il terremoto notturno che apre tutte le porte e scioglie ceppi e catene, è una scena di risurrezione generale. L’esorcismo della giovane, schiava di un demone, mostra il trionfo di Cristo sul paganesimo. La successiva liberazione di tutti quelli che sono in carcere – in questo mondo siamo un po’ tutti carcerieri e carcerati! - mostra che il Dio Altissimo del cristianesimo intende liberare ogni uomo dalle sue schiavitù. La liberazione dal carcere di Paolo è parallela a quella di Pietro descritta in Atti 12,3-17. La missione verso i pagani è guidata e realizzata da Dio: né battiture, né ceppi, né catene, né carcere la possono arrestare. Gli stessi spirito immondi, involontariamente, la favoriscono. Davanti al bene il male esce allo scoperto ed è dissolto come la tenebra davanti alla luce. L’ambiente di Filippi, “colonia romana”, dipinto da Luca con brevi tratti significativi, è presentato come lo “scenario tipo” del confronto tra Vangelo e mondo pagano. Già da tempo i giudei si sono “acclimatati” nelle cultura locale. Ma non senza difficoltà. Sono visti sempre con sospetto dai locali. La tendenza antigiudaica è antica. Essendo i giudei disseminati in tutto il mondo, ovunque arrivano mettono implicitamente in crisi le culture locali. Pur essendo il giudaismo una “religio licita”, tuttavia l’antigiudaismo è diffuso e tocca anche i giudeocristiani Paolo e Sila. Oggi siamo a 1.700 anni dall’editto di Costantino! Da allora la religione cristiana, diventata religione di stato, ha ereditato l’antigiudaismo tipico di tutti i potenti che hanno paura di chi si sente libero. A Filippi, in Europa, la chiesa comincia con persone semplici e comuni: una commerciante ebrea con la sua famiglia e un carceriere pagano con la sua famiglia. Dio si rivela ai poveri e ai semplici, non ai sapienti, ai ricchi e ai potenti. “Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono” (1Cor 1,28). Il messaggio cristiano ha attirato a sé tutti, perché presenta Gesù Crocifisso. Egli è “il figlio dell’uomo”, massimo comun divisore di ogni uomo, nel quale ognuno può riconoscersi, anche Dio. Infatti se togli a ogni uomo ciò che ha, resta ciò che è: è semplicemente uomo. E solo per questo è immagine e somiglianza di Dio. DIVISIONE a. vv.: 16-18: incontro tra Paolo e lo spirito del male b. vv.19-24: accuse antigiudaiche contro Paolo e Sila con battiture e carcere c. vv 25-26: liberazione notturna di tutti i prigionieri vv. 27-34: salvezza del carceriere d. vv.35-40: liberazione di Paolo e Sila con scuse da parte dell’autorità
NOW PLAYING
Lectio degli Atti degli Apostoli di lunedì 22 aprile 2013
No transcript for this episode yet
Similar Episodes
No similar episodes found.
Similar Podcasts
No similar podcasts found.