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EPISODE · Jun 1, 2026 · 22 MIN

Lettera aperta di Jeffrey Sachs al cancelliere Merz

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di Jeffrey D. SachsNell’intervento pubblicato sulla «Berliner Zeitung», il professore lancia un duro monito alla Germania sul rischio di un conflitto totale con la Russia. Attraverso l’analisi di sei storici fallimenti diplomatici dal 1990 a oggi, denuncia l’abdicazione della leadership tedesca, schiacciata dalle pressioni di Washington. Sachs esorta Merz a interrompere la corsa al riarmo e a fermare l’escalation militare per scongiurare tanto la guerra quanto il grave declino industriale ed economico dell’Europa.IN BREVEEscalation L’Europa rischia un conflitto aperto con Mosca. Con questa lettera aperta, Jeffrey Sachs esorta il cancelliere tedesco Friedrich Merz a riaprire subito i canali diplomatici.Sei errori A partire dal 1990, sei gravi fallimenti della politica estera di Berlino – dall’espansione della Nato al caso Nord Stream – hanno profondamente minato la fiducia geopolitica di Mosca.Crisi manifatturiera L’interruzione dei rapporti commerciali con la Russia e il sabotaggio del gasdotto costringono Berlino ad acquistare gas Usa a prezzi insostenibili.Risorse sprecate Il massiccio riarmo sottrae centinaia di miliardi di euro a investimenti strategici che sarebbero urgenti, come l’Intelligenza artificiale, i chip e le reti digitali.Via d’uscita Per evitare il disastro, sostiene Sachs, occorre una pace negoziata che sancisca la neutralità ucraina, lo stop all’allargamento della Nato e la ripresa delle relazioni economiche.Cancelliere Merz,quando le ho scritto una lettera aperta sei mesi fa, ho esortato la Germania a perseguire la diplomazia con la Russia anziché la normalizzazione della guerra. Sei mesi dopo, la situazione in Europa è drammaticamente peggiorata. L’Europa e la Russia stanno scivolando verso una guerra aperta. E in questa deriva, Cancelliere, la sua responsabilità è unica. Nessun leader europeo – né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma – occupa la posizione che occupa la Germania, o ha il potere che lei personalmente detiene, per interrompere questa catastrofe. Proverà a cercare la pace?Lei stesso, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente Emmanuel Macron, ha chiesto nel gennaio 2026 che l’Europa riavviasse le relazioni con la Russia e ha descritto la Russia come «un Paese europeo». Eppure lei non ha perseguito la diplomazia. Con il futuro dell’Europa in gioco, questa è una straordinaria abdicazione di leadership. Ha tentato, nei suoi mesi da Cancelliere, un solo dialogo sostanziale con il presidente Vladimir Putin? Il Suo ministro degli Esteri ha tentato un solo dialogo sostanziale con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov? Conversazioni reali, simili a quelle che posero fine alla Guerra Fredda. La risposta, per quanto rivelano i documenti pubblici, è no. Nemmeno una volta. E non per mancanza di riconoscimento dell’urgenza.I giorni scorsi hanno portato a una pericolosa accelerazione che dovrebbe concentrare l’attenzione di ogni mente europea. Entrambe le capitali sono ora sotto attacco continuo: droni ucraini a lungo raggio hanno colpito in profondità Mosca, inclusi siti civili. Gli attacchi russi con missili e droni contro Kiev si sono notevolmente intensificati. Droni ucraini hanno attraversato lo spazio aereo degli Stati baltici, sollevando l’immediata prospettiva di un incidente che potrebbe trascinare l’Europa direttamente in guerra. Un terribile attacco ucraino su una scuola maschile a Lugansk ha ulteriormente eroso quel poco che restava della moderazione. E il 25 maggio, il ministro degli Esteri Lavrov, agendo su istruzioni del presidente Putin, ha notificato formalmente al Segretario di Stato degli Stati Uniti che le forze armate russe stanno ora lanciando «attacchi sistematici e continui» su strutture e centri decisionali a Kiev. Il ministero degli Esteri russo ha consigliato agli Stati Uniti e ad altri Paesi di «assicurare l’evacuazione del proprio personale diplomatico e di altri cittadini dalla capitale dell’Ucraina». Questo messaggio è il prologo di una grande escalation. La diplomazia è più urgente che mai.Il modo di difendere l’Ucraina non è il continuo massacro, ma la pace a condizioni che siano accettabili per tutte le parti. Invece, affrontiamo un’escalation, con più morti, più distruzione e la reale prospettiva di una guerra che si espanda oltre l’Ucraina. Chiedendo sempre più armi, una capacità di combattimento sempre maggiore e dimostrazioni sempre più forti di «risolutezza», nonché segnalando che la Germania si sta preparando alla guerra piuttosto che lavorare per porvi fine, lei ha permesso a Berlino di diventare un acceleratore piuttosto che un freno per una guerra a livello europeo.La responsabilità della Germania: sei punti particolariLa Germania porta una profonda responsabilità per la situazione che si trova ora ad affrontare. Prima che la politica tedesca possa essere reimpostata verso la pace, il passato della Germania deve essere affrontato onestamente. Espongo qui di seguito sei gravi fallimenti della politica estera tedesca nei confronti della Russia dalla riunificazione della Germania nel 1990.Primo – il Trattato 2+4 e l’espansione a Est della Nato. Il 12 settembre 1990, a Mosca, la Germania firmò il Trattato sullo stato finale della Germania – il «Trattato 2+4» – che completò la riunificazione tedesca. Quel trattato fu ottenuto perché a Mikhail Gorbaciov vennero date solenni assicurazioni, da Hans-Dietrich Genscher, da Helmut Kohl, da James Baker e da altri leader occidentali, che la Nato non si sarebbe spostata verso Est. Il verbale desecretato – inclusi i memorandum ora pubblici raccolti dal National Security Archive della George Washington University – è inequivocabile: quelle assicurazioni furono date ed erano chiaramente intese all’epoca come applicabili all’Europa orientale, oltre il territorio dell’ex Ddr. Tali assicurazioni furono riaffermate nel corso del 1990 e del 1991.Il Trattato 2+4 limita il posizionamento delle truppe Nato nella ex Ddr e richiama i principi dell’Atto finale di Helsinki, il quale sottolinea che la sicurezza di nessuna nazione dovrebbe andare a scapito di un’altra. Qualche persona seria crede forse che l’Unione Sovietica si preoccupasse delle truppe occidentali sul territorio della ex Ddr ma fosse indifferente agli eserciti della Nato a Varsavia, Vilnius o Kiev? Ovviamente no.La questione dell’allargamento della Nato fu discussa in dettaglio. Esplicite assicurazioni che non si sarebbe allargata a Est furono date dalla Germania ai leader sovietici – e poi furono infrante. La Germania è stata la principale beneficiaria di quelle assicurazioni, che erano il quid pro quo per la riunificazione della Germania. Eppure, già nel 1993, i leader tedeschi iniziarono a promuovere la violazione di quelle assicurazioni.Secondo – la testimonianza diretta della cancelliera Merkel. Nelle sue memorie, Angela Merkel scrive con sorprendente candore che aveva capito, al momento del vertice di Bucarest del 2008, che invitare l’Ucraina e la Georgia nella Nato sarebbe equivalso a una dichiarazione di guerra alla Russia. Conosceva la linea rossa della Russia. Tuttavia cedette alle pressioni americane, accettando il comunicato di compromesso secondo cui l’Ucraina e la Georgia «sarebbero diventate» membri della Nato. Quella singola frase mise in moto le catastrofi del 2014 e del 2022. La successiva franchezza di Merkel è un dono per i suoi successori: ha detto, chiaramente e con parole sue, che cosa si era capito all’epoca. La Germania non dovrebbe ora fingere il contrario.Terzo – il tradimento dell’accordo del 21 febbraio 2014. Il 21 febbraio 2014, a Kiev, l’allora ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, assieme ai suoi omologhi di Polonia e Francia, mediò un accordo tra il presidente Viktor Yanukovych e l’opposizione. L’accordo prevedeva il ritorno alla costituzione del 2004, la formazione di un governo di unità nazionale e scadenze elettorali presidenziali anticipate. Il presidente Putin fu consultato; l’accordo venne confermato. Si trattò di un serio successo diplomatico in un contesto di estrema violenza. Eppure, nel giro di 24 ore, Yanukovych venne rovesciato con la forza da un violento colpo di stato. La Germania non insistette sull’accordo che aveva appena garantito. Al contrario, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, sostenne il nuovo governo, come se non ci fosse alcun accordo in vigore. Quella decisione convinse Mosca che non poteva fare affidamento sulle firme occidentali.Quarto – Minsk II. Nel febbraio 2015, la cancelliera Merkel negoziò personalmente Minsk II nel Formato Normandia e assicurò l’appoggio politico della Germania attraverso la Dichiarazione di sostegno adottata a Minsk il 12 febbraio 2015. Per sette anni, la clausola politica chiave – l’autonomia per le regioni del Donbas all’interno di un’Ucraina sovrana – non fu mai implementata da Kiev. La Germania non fece pressioni su Kiev affinché applicasse la clausola sull’autonomia che essa stessa aveva sostenuto – e Merkel successivamente ammise che l’accordo era stato usato come un’azione di contenimento per consentire all’Ucraina di riarmarsi. Il presidente François Hollande disse la stessa cosa. La garanzia, in altre parole, non era affatto una garanzia. Era uno stratagemma – ancora una volta su richiesta di Washington. Ancora una volta, il messaggio a Mosca fu che non ci si può fidare delle firme occidentali.Quinto – Nord Stream. Il 7 febbraio 2022, nella East Room della Casa Bianca, il presidente Joe Biden annunciò – con l’allora cancelliere Olaf Scholz al suo fianco – che «se la Russia invade… allora non ci sarà più un Nord Stream 2. Vi porremo fine». Alla domanda su come lo avrebbero fatto, rispose: «Vi garantisco che saremo in grado di farlo». I gasdotti furono distrutti sette mesi dopo in un atto di sabotaggio nel Mar Baltico. Le prove disponibili – il giornalismo investigativo negli Stati Uniti e in Germania, la pista seguita dal Procuratore federale tedesco e le dichiarazioni pubbliche di ex funzionari – puntano in modo schiacciantVoci narranti: Elisabetta Burba, Giulio Bellotto, Andrea PincinKrisis – Rivista di politica globale iscritta nel Pubblico Registro Stampa n. 21/2024 del Tribunale Ordinario di Milano.Editore e direttrice rresponsabile: Elisabetta BurbaCodice ISSN: 3035-2797

di Jeffrey D. SachsNell’intervento pubblicato sulla «Berliner Zeitung», il professore lancia un duro monito alla Germania sul rischio di un conflitto totale con la Russia. Attraverso l’analisi di sei storici fallimenti diplomatici dal 1990 a oggi, denuncia l’abdicazione della leadership tedesca, schiacciata dalle pressioni di Washington. Sachs esorta Merz a interrompere la corsa al riarmo e a fermare l’escalation militare per scongiurare tanto la guerra quanto il grave declino industriale ed economico dell’Europa.IN BREVEEscalation L’Europa rischia un conflitto aperto con Mosca. Con questa lettera aperta, Jeffrey Sachs esorta il cancelliere tedesco Friedrich Merz a riaprire subito i canali diplomatici.Sei errori A partire dal 1990, sei gravi fallimenti della politica estera di Berlino – dall’espansione della Nato al caso Nord Stream – hanno profondamente minato la fiducia geopolitica di Mosca.Crisi manifatturiera L’interruzione dei rapporti commerciali con la Russia e il sabotaggio del gasdotto costringono Berlino ad acquistare gas Usa a prezzi insostenibili.Risorse sprecate Il massiccio riarmo sottrae centinaia di miliardi di euro a investimenti strategici che sarebbero urgenti, come l’Intelligenza artificiale, i chip e le reti digitali.Via d’uscita Per evitare il disastro, sostiene Sachs, occorre una pace negoziata che sancisca la neutralità ucraina, lo stop all’allargamento della Nato e la ripresa delle relazioni economiche.Cancelliere Merz,quando le ho scritto una lettera aperta sei mesi fa, ho esortato la Germania a perseguire la diplomazia con la Russia anziché la normalizzazione della guerra. Sei mesi dopo, la situazione in Europa è drammaticamente peggiorata. L’Europa e la Russia stanno scivolando verso una guerra aperta. E in questa deriva, Cancelliere, la sua responsabilità è unica. Nessun leader europeo – né a Parigi, né a Varsavia, né a Roma – occupa la posizione che occupa la Germania, o ha il potere che lei personalmente detiene, per interrompere questa catastrofe. Proverà a cercare la pace?Lei stesso, insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente Emmanuel Macron, ha chiesto nel gennaio 2026 che l’Europa riavviasse le relazioni con la Russia e ha descritto la Russia come «un Paese europeo». Eppure lei non ha perseguito la diplomazia. Con il futuro dell’Europa in gioco, questa è una straordinaria abdicazione di leadership. Ha tentato, nei suoi mesi da Cancelliere, un solo dialogo sostanziale con il presidente Vladimir Putin? Il Suo ministro degli Esteri ha tentato un solo dialogo sostanziale con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov? Conversazioni reali, simili a quelle che posero fine alla Guerra Fredda. La risposta, per quanto rivelano i documenti pubblici, è no. Nemmeno una volta. E non per mancanza di riconoscimento dell’urgenza.I giorni scorsi hanno portato a una pericolosa accelerazione che dovrebbe concentrare l’attenzione di ogni mente europea. Entrambe le capitali sono ora sotto attacco continuo: droni ucraini a lungo raggio hanno colpito in profondità Mosca, inclusi siti civili. Gli attacchi russi con missili e droni contro Kiev si sono notevolmente intensificati. Droni ucraini hanno attraversato lo spazio aereo degli Stati baltici, sollevando l’immediata prospettiva di un incidente che potrebbe trascinare l’Europa direttamente in guerra. Un terribile attacco ucraino su una scuola maschile a Lugansk ha ulteriormente eroso quel poco che restava della moderazione. E il 25 maggio, il ministro degli Esteri Lavrov, agendo su istruzioni del presidente Putin, ha notificato formalmente al Segretario di Stato degli Stati Uniti che le forze armate russe stanno ora lanciando «attacchi sistematici e continui» su strutture e centri decisionali a Kiev. Il ministero degli Esteri russo ha consigliato agli Stati Uniti e ad altri Paesi di «assicurare l’evacuazione del proprio personale diplomatico e di altri cittadini dalla capitale dell’Ucraina». Questo messaggio è il prologo di una grande...

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