L’Europa e il Mar Rosso senza lo Zio Sam | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jan 21, 2024 · 3 MIN

L’Europa e il Mar Rosso senza lo Zio Sam | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Dovrebbe essere chiaro a tutte le persone di buon senso quanto sia importante ed urgente, per l’Europa, il dotarsi di una strategia unitaria per fronteggiare la crisi che sta sviluppandosi nel Mar Rosso, dove gli Houthi hanno seriamente messo in discussione il diritto alla libera navigazione. E non a caso, proprio in questi giorni, cominciamo già a dover fare i conti con il costo dei noli che, per i trasporti che vanno dall’Asia verso il Vecchio Continente, sono ultimamente triplicati. Il rischio molto concreto è quello che, per evitare le trappole tese alle navi dalle milizie sciite yemenite, le compagnie di navigazione si vedano in gran parte costrette a deviare la rotta delle proprie flotte, imponendo loro il periplo dell’Africa, con inevitabili aggravi dei costi ed allungamenti dei tempi di consegna. Pensiamo, ad esempio, anche soltanto a quali difficoltà potrebbe andare incontro il nostro Paese, che oggi vede transitare circa il 40% del suo import/export proprio dal canale di Suez... Ecco perché, se vogliamo scongiurare il pericolo che le attuali incertezze sul movimento delle merci finiscano per farci ricadere in una penuria di approvvigionamenti persino peggiore di quella che abbiamo conosciuto durante la pandemia, faremmo bene ad agire in tempo – prima cioè, che le scorte di cui disponiamo diventino insufficienti – per organizzare una forza navale europea, che si ponga a tutela delle navi commerciali che solcano quelle acque divenute oggi così perigliose. Per ora, quello che sta avvenendo nel Mar Rosso non ha fatto altro che riproporre lo scenario classico che vede l’Unione Europea affidarsi, per la sua sicurezza, all’intervento militare dei soliti Stati Uniti, ai quali si è aggiunta, in questo caso, anche la Gran Bretagna, la quale va, comunque, ormai, pure essa, annoverata tra le potenze extra comunitarie. Tuttavia, soprattutto in vista di una possibile svolta isolazionista di Washington (magari nell’ipotesi in cui Donald Trump dovesse tornare alla Casa Bianca), l’Europa, se non vorrà proprio farsi trovare sistematicamente impreparata ogni volta che il prepotente di turno alza la voce, dovrà finalmente imparare a recitare anche una parte diversa da quella di chi subisce – sempre e soltanto - i ricatti senza nulla obiettare. Il problema che ci stanno creando gli Houthi in queste ore è, sostanzialmente, un esempio di come anche gli scambi internazionali possano essere usati come armi: e purtroppo, nel momento stesso in cui viene impedita la navigazione in un tratto di mare che normalmente è attraversato dal 12 % del commercio globale - se le viene a mancare l’ombrello protettivo dello Zio Sam - l’Europa non può fare altro che rassegnarsi a soccombere, scontando gli inevitabili effetti recessivi sulle economie dei suoi Paesi i quali, sostanzialmente impotenti, devono comunque, loro malgrado, vedersela con le minacce piratesche sui traffici. _______________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS – App Store – https://apple.co/2uW01yA Android – Google Play – http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio Dovrebbe essere chiaro a tutte le persone di buon senso quanto sia importante ed urgente, per l’Europa, il dotarsi di una strategia unitaria per fronteggiare la crisi che sta sviluppandosi nel Mar Rosso, dove gli Houthi hanno seriamente messo in discussione il diritto alla libera navigazione. E non a caso, proprio in questi giorni, cominciamo già a dover fare i conti con il costo dei noli che, per i trasporti che vanno dall’Asia verso il Vecchio Continente, sono ultimamente triplicati. Il rischio molto concreto è quello che, per evitare le trappole tese alle navi dalle milizie sciite yemenite, le compagnie di navigazione si vedano in gran parte costrette a deviare la rotta delle proprie flotte, imponendo loro il periplo dell’Africa, con inevitabili aggravi dei costi ed allungamenti dei tempi di consegna. Pensiamo, ad esempio, anche soltanto a quali difficoltà potrebbe andare incontro il nostro Paese, che oggi vede transitare circa il 40% del suo import/export proprio dal canale di Suez... Ecco perché, se vogliamo scongiurare il pericolo che le attuali incertezze sul movimento delle merci finiscano per farci ricadere in una penuria di approvvigionamenti persino peggiore di quella che abbiamo conosciuto durante la pandemia, faremmo bene ad agire in tempo – prima cioè, che le scorte di cui disponiamo diventino insufficienti – per organizzare una forza navale europea, che si ponga a tutela delle navi commerciali che solcano quelle acque divenute oggi così perigliose. Per ora, quello che sta avvenendo nel Mar Rosso non ha fatto altro che riproporre lo scenario classico che vede l’Unione Europea affidarsi, per la sua sicurezza, all’intervento militare dei soliti Stati Uniti, ai quali si è aggiunta, in questo caso, anche la Gran Bretagna, la quale va, comunque, ormai, pure essa, annoverata tra le potenze extra comunitarie. Tuttavia, soprattutto in vista di una possibile svolta isolazionista di Washington (magari nell’ipotesi in cui Donald Trump dovesse tornare alla Casa Bianca), l’Europa, se non vorrà proprio farsi trovare sistematicamente impreparata ogni volta che il prepotente di turno alza la voce, dovrà finalmente imparare a recitare anche una parte diversa da quella di chi subisce – sempre e soltanto - i ricatti senza nulla obiettare. Il problema che ci stanno creando gli Houthi in queste ore è, sostanzialmente, un esempio di come anche gli scambi internazionali possano essere usati come armi: e purtroppo, nel momento stesso in cui viene impedita la navigazione in un tratto di mare che normalmente è attraversato dal 12 % del commercio globale - se le viene a mancare l’ombrello protettivo dello Zio Sam - l’Europa non può fare altro che rassegnarsi a soccombere, scontando gli inevitabili effetti recessivi sulle economie dei suoi Paesi i quali, sostanzialmente impotenti, devono comunque, loro malgrado, vedersela con le minacce piratesche sui traffici. _______________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS – App Store – https://apple.co/2uW01yA Android – Google Play – http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

NOW PLAYING

L’Europa e il Mar Rosso senza lo Zio Sam | Il Punto della Settimana

0:00 3:08

No transcript for this episode yet

We transcribe on demand. Request one and we'll notify you when it's ready — usually under 10 minutes.

On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

Frequently Asked Questions

How long is this episode of Il Punto della Settimana?

This episode is 3 minutes long.

When was this Il Punto della Settimana episode published?

This episode was published on January 21, 2024.

What is this episode about?

A cura di Ferruccio Bovio Dovrebbe essere chiaro a tutte le persone di buon senso quanto sia importante ed urgente, per l’Europa, il dotarsi di una strategia unitaria per fronteggiare la crisi che sta sviluppandosi nel Mar Rosso, dove gli Houthi...

Can I download this Il Punto della Settimana episode?

Yes, you can download this episode by clicking the download button on the episode player, or subscribe to the podcast in your preferred podcast app for automatic downloads.
URL copied to clipboard!