EPISODE · May 6, 2026 · 5 MIN
Libano: la guerra ha devastato anche i centri ottici
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Quasi 2.700 morti, più di 8 mila feriti e oltre un milione di sfollati: è il bilancio di due mesi di conflitto tra le forze armate israeliane e i miliziani di Hezbollah. Daddi Fadel, libanese di nascita, trasferitasi successivamente in Italia dove ha svolto per molti anni la professione optometrica e ora attiva in Canada, ci descrive alcuni scenari del dramma umanitario che la popolazione locale sta vivendoDopo circa due mesi di guerra, qual è la situazione dei tuoi familiari e amici rimasti in Libano?La situazione in Libano è estremamente critica per tutti. Si respira un clima di forte tensione, paura e incertezza, ma anche una profonda frustrazione e un senso di abbandono. Molti libanesi vivono con dolore il silenzio della comunità internazionale, l’impunità percepita e la mancanza di una chiara condanna di quelli che vengono considerati evidenti crimini di guerra. C’è la sensazione diffusa di non essere protetti né dalle istituzioni internazionali né dalle leggi umanitarie che dovrebbero tutelare i civili e regolare i conflitti. Oltre un milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, pari a quasi un quarto della popolazione libanese. Gli sfollati sono ovunque: accolti da familiari, amici o sconosciuti quando possibile, oppure costretti a rifugiarsi in scuole, edifici pubblici, automobili o in sistemazioni di fortuna. Più di 186 mila persone vivono in rifugi temporanei, molti dei quali hanno ormai raggiunto la massima capienza. La situazione umanitaria è drammatica, con una crescente carenza di beni essenziali come acqua, cibo, medicinali e assistenza sanitaria. In un contesto già economicamente fragile, questa escalation sta mettendo in ginocchio l’intero paese. La crisi è aggravata dalla distruzione di massa e sistematica di interi villaggi e abitazioni nel sud del Libano. Inoltre, non c’è il diritto di ritorno per molti sfollati, il che alimenta il timore di una perdita permanente delle loro case e delle loro terre. Questo sta devastando ulteriormente un paese già piegato da anni di crisi economica e sociale.Sei a conoscenza di qualche collega optometrista che ha subìto gravi conseguenze da questa guerra o addirittura è morto?Al momento non risultano ottici optometristi deceduti. Tuttavia la devastazione che ha colpito i negozi di ottica e gli studi optometrici è enorme. Conosco personalmente colleghi che hanno perso tutto e altri che hanno subìto danni molto gravi alle proprie attività. In alcuni casi i danni sarebbero riparabili, ma solo se le condizioni economiche e di sicurezza lo consentissero.Sai se e come stanno lavorando i centri ottici a Beirut e nelle altre aree del paese?Con molta cautela. Purtroppo in Libano siamo abituati da anni a lavorare in condizioni precarie e in un costante stato di pericolo. Molti centri ottici e studi continuano ad aprire, cercando di garantire i servizi essenziali, ma ogni giornata viene affrontata con l’eventualità concreta di dover interrompere tutto e correre nei rifugi. E la fuga verso i rifugi è spesso parte della pianificazione quotidiana. In questo periodo i rifugi sono generalmente attrezzati con cibo, acqua e materiali essenziali per la sopravvivenza, ma la situazione resta estremamente difficile sia dal punto di vista pratico sia da quello psicologico. Per alcuni, soprattutto per la mia generazione, questa realtà è tristemente diventata parte della normalità. Ma nessuno dovrebbe crescere pensando che questa sia una vita normale.
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