EPISODE · Sep 16, 2025 · 7 MIN
Marco Cavallo a Gradisca d’Isonzo- il viaggio della memoria che chiede giustizia
from Il Passo Giusto · host Il Passo Giusto
L'articolo "Marco Cavallo a Gradisca d’Isonzo: il viaggio della memoria che chiede giustizia" documenta la prima tappa del nuovo viaggio di Marco Cavallo, la scultura azzurra nata cinquant'anni fa nel manicomio di Trieste come simbolo di libertà e dignità. L'articolo è scritto da Alessia Facchin ed è pubblicato su Il Passo Giusto.Il cavallo ha raggiunto Gradisca d'Isonzo per denunciare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), considerati analoghi ai manicomi del passato per la loro capacità di "cancellare la vita delle persone" e negarne i diritti fondamentali.L'evento del 6 settembre ha coinvolto centinaia di cittadini e numerose associazioni, uniti nel considerare i CPR un "buco nero della democrazia" dove la dignità è sospesa. Promossa da realtà civili e sociali, la giornata ha ribadito l'appello per la chiusura dei CPR. Una delegazione istituzionale, visitando il centro, ha criticato l'inefficacia della gestione statale, gli enormi costi e l'impatto marginale sui flussi migratori, definendo i CPR "carceri senza criteri" che alimentano la paura. Lo psichiatra Peppe Dell’Acqua ha equiparato la sofferenza nei CPR a una "tortura", privando le persone di futuro. Gradisca è la prima di diverse tappe in Italia, con l'obiettivo di sostenere che "nessuna persona è illegale e che la dignità non può essere sospesa". Il messaggio radicale di Marco Cavallo è che i CPR infliggono dolore e negano diritti, invitando all'impegno civile.Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.
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L'articolo "Marco Cavallo a Gradisca d’Isonzo: il viaggio della memoria che chiede giustizia" documenta la prima tappa del nuovo viaggio di Marco Cavallo, la scultura azzurra nata cinquant'anni fa nel manicomio di Trieste come simbolo di libertà e dignità. L'articolo è scritto da Alessia Facchin ed è pubblicato su Il Passo Giusto.Il cavallo ha raggiunto Gradisca d'Isonzo per denunciare i Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), considerati analoghi ai manicomi del passato per la loro capacità di "cancellare la vita delle persone" e negarne i diritti fondamentali.L'evento del 6 settembre ha coinvolto centinaia di cittadini e numerose associazioni, uniti nel considerare i CPR un "buco nero della democrazia" dove la dignità è sospesa. Promossa da realtà civili e sociali, la giornata ha ribadito l'appello per la chiusura dei CPR. Una delegazione istituzionale, visitando il centro, ha criticato l'inefficacia della gestione statale, gli enormi costi e l'impatto marginale sui flussi migratori, definendo i CPR "carceri senza criteri" che alimentano la paura. Lo psichiatra Peppe Dell’Acqua ha equiparato la sofferenza nei CPR a una "tortura", privando le persone di futuro. Gradisca è la prima di diverse tappe in Italia, con l'obiettivo di sostenere che "nessuna persona è illegale e che la dignità non può essere sospesa". Il messaggio radicale di Marco Cavallo è che i CPR infliggono dolore e negano diritti, invitando all'impegno civile.Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.
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