EPISODE · Mar 5, 2025 · 1H 6M
Migranti e assistenza sanitaria - Intervista a Fabrizio Signorelli, direttore sanitario del Naga
from Frasivolanti blog - di Laura Ressa · host Frasivolanti blog
In molti casi i diritti basilari delle persone, tra i quali il diritto alla salute, vengono meno e accade che questi diritti vengano negati principalmente alle persone immigrate, irregolari, quelle che non ci somigliano nei loro tratti somatici, che non hanno documenti, casa e denaro (i soli elementi dai quali siamo avvezzi valutare quanto valga una persona).Nell'intervista del 3 marzo 2025 alle 18.00 in diretta sui canali Frasivolanti ho raccolto la testimonianza di Fabrizio Signorelli, direttore sanitario volontario dell’Associazione Naga.Il Naga è un’organizzazione di volontariato laica, indipendente e apartitica nata a Milano nel 1987 e costituita da 400 tra volontarie e volontari che garantiscono assistenza sanitaria, legale e sociale gratuita a cittadine e cittadini stranieri irregolari e non, a rom, sinti, richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura, oltre a portare avanti attività di formazione, documentazione e lobbying sulle Istituzioni. Il Naga si propone di estinguersi quando gli organismi pubblici preposti assumeranno concreta e diretta gestione dell’immigrazione.Ecco in cosa crede il Naga."[...] I diritti devono essere riconosciuti alle cittadine e cittadini stranieri a parità di condizioni con le cittadine e cittadini italiani. Il Naga favorisce l’emersione di nuovi diritti di cittadinanza per le persone migranti, anche se irregolari sul territorio nazionale e vigila sulla concreta ed effettiva applicazione dei diritti già riconosciuti.Il diritto alla salute per le cittadine e i cittadini stranieri, anche se irregolari sul territorio nazionale, è imprescindibile e irrinunciabile e deve essere garantito dal servizio sanitario pubblico.Qualsiasi forma di detenzione speciale, diretta o indiretta, correlata alla condizione di immigrato senza documento di soggiorno è da rifiutare. [...]"Tutte le attività sono gratuite. Il Naga vive di lavoro volontario e riceve fondi da privati, fondazioni e organizzazioni internazionali che hanno deciso di condividerne i principi.Qui il sito: https://naga.it/Il dott. Signorelli è medico chirurgo dipendente di una struttura pubblica e direttore sanitario volontario del Naga, da circa 30 anni impegnato nelle questioni relative alla salute dei migranti.Ecco alcuni stralci di una sua testimonianza di qualche anno fa."Quando ho iniziato a lavorare al Naga, circa 20 anni fa, non avevo idea di quello che ciò significasse.Solo dopo qualche anno ho scoperto di essere stato affetto dalla Sindrome di Salgari che è stata definita come il desiderio degli operatori sanitari alle prime armi con gli stranieri, di scoprire patologie esotiche, incontrare strane malattie e fare brillanti diagnosi nella popolazione immigrata. [...] Non capivo perché gli stranieri venissero a farsi visitare per il raffreddore, per la forfora, per i calli. Erano persone giovani, avevano bisogno di lavorare, non di riempire il pomeriggio dal medico, ma passavano ore in attesa, per ben poca cosa.Leggere della sindrome di Salgari è stata una rivelazione, il primo passo per affrontare la questione salute-immigrazione da un diverso punto di vista.Ho scoperto che le patologie esotiche non esistono, o quasi, tra gli immigrati che arrivano nel nostro Paese: sono una popolazione sostanzialmente sana. Perché dovrebbero essere affette da gravi malattie persone giovani, trai 15 ed i 45 anni, che hanno il coraggio e la forza di affrontare il viaggio lungo e difficile? Più lungo è il viaggio, e più forte, fisicamente e psicologicamente, dovrà esserlo chi lo affronta. E allora niente Salgari: chi è malato non parte, e se parte si ferma, per sempre, nel deserto o nel cassone di un tir.Chi riesce ad arrivare ha da offrire all’occidente le sue braccia, la capacità di lavorare, in nero naturalmente. Diventerà un lavoratore in regola se subirà un grave incidente o morirà sul lavoro, per evitare noie. Chi trova un lavoro cerca di dare il massimo, spendendo poi il meno possibile per vivere, perché quello che si risparmia si invia a casa. Quindi si troverà a vivere in una baracca poco riscaldata, magari dividendo un appartamento ed un bagno in 15, mangiando alle mense gratuite. Come è facile intuire, le malattie non saranno determinate dall’essere originario di un paese lontano, non avranno nulla di esotico. Sono le patologie del degrado sociale, abitativo e lavorativo che gli immigrati sperimentano in Italia. [...]Se per curare gli immigrati servono caratteristiche particolari credo esse siano nell’atteggiamento mentale disposto a riconoscere e superare i pregiudizi di cui tutti siamo vittime inconsapevoli. [...]Lavorare con gli immigrati è, di fatto, prendere una posizione politica, significa renderli esistenti, concedergli una presenza ed una visibilità che alcuni vorrebbero negate."(fonte: https://naga.it/2020/01/16/persone-e-posizioni/ )Qui tutte le attività del Naga: https://naga.it/attivita/
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