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EPISODE · Apr 21, 2026 · 12 MIN

Morire di contenzione a Vigevano

from Radio Onda Rossa · host Radio Onda Rossa

Con un attivista del collettivo Antonin Artaud raccontiamo la storia di una donna morta a dicembre del 2023 a Vigevano, in seguito a un'azione di contenzione violenta. Di seguito il comunicato del collettivo. MORIRE IN CHIESA, AMMANETTATA E CONTENUTA Novembre 2023. Vigevano, Pavia. Chiesa della Madonna Pellegrina. I giornali raccontano che è in corso un funerale. Una donna, già in carico ai servizi psichiatrici, entra, si inginocchia, va in crisi, alza la voce. «Non aveva la percezione del luogo in cui si trovava. Abbiamo quindi pensato di chiedere un intervento di natura sanitaria e di pubblica sicurezza», racconta il parroco alla stampa. Sembrerebbe dunque un TSO in piena regola, ma i resoconti cronachistici sono reticenti e contraddittori. Di certo si capisce che c’è stato l’intervento di due agenti della polizia locale, che avrebbero in qualche modo fermato e contenuto la donna. «La donna era a pancia in giù: uno le teneva la testa bloccata per impedirle di picchiarla contro il pavimento mentre i colleghi le aveva bloccato le gambe», secondo un altro quotidiano. La donna muore durante il fermo. C’è un processo attualmente in corso. I due agenti devono difendersi dall’accusa di omicidio colposo. «I poliziotti, infatti, avrebbero immobilizzato e ammanettato la donna […] la quale subito dopo sarebbe morta. La Procura dovrà chiarire se il decesso sia stato causato dalle modalità con cui la 39enne è stata fermata o se sia morta per cause naturali», riferisce ancora la stampa. Fin qui i resoconti cronachistici. Malgrado le nostre ricerche non c’è stato possibile avere ulteriori informazioni sugli sviluppi del procedimento in corso. Da quello che risulta, e da quello che siamo riusciti a sapere direttamente, la vittima non era una persona aggressiva, né in quel momento stava commettendo violenza contro altre persone. Esprimeva sicuramente a suo modo uno stato di profonda sofferenza interiore, di difficoltà personale. Sarebbe stato necessario prendersi carico, attuare modalità di protezione, ascolto e cura. Invece sembra ormai una pratica ordinaria, normale, accettabile quella di rispondere all’inquietudine, allo smarrimento, all’evidente sofferenza, all’intimo turbamento in maniera repressiva e violenta, anche con lo schiacciamento a terra, le manette, la contenzione, il soffocamento. Con i mezzi tipici del trattamento sanitario obbligatorio, l’unica pratica “medica” che si mette in atto con l’intervento della forza pubblica, con l’imposizione della “cura”. A migliaia ne vengono praticati ogni anno in Italia, decine ogni giorno. E troppo spesso finiscono così, con la morte “accidentale” di chi li subisce. Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud via San Lorenzo 38, 56100 Pisa [email protected] www.artaudpisa.noblogs.org

Con un attivista del collettivo Antonin Artaud raccontiamo la storia di una donna morta a dicembre del 2023 a Vigevano, in seguito a un'azione di contenzione violenta. Di seguito il comunicato del collettivo. MORIRE IN CHIESA, AMMANETTATA E CONTENUTA Novembre 2023. Vigevano, Pavia. Chiesa della Madonna Pellegrina. I giornali raccontano che è in corso un funerale. Una donna, già in carico ai servizi psichiatrici, entra, si inginocchia, va in crisi, alza la voce. «Non aveva la percezione del luogo in cui si trovava. Abbiamo quindi pensato di chiedere un intervento di natura sanitaria e di pubblica sicurezza», racconta il parroco alla stampa. Sembrerebbe dunque un TSO in piena regola, ma i resoconti cronachistici sono reticenti e contraddittori. Di certo si capisce che c’è stato l’intervento di due agenti della polizia locale, che avrebbero in qualche modo fermato e contenuto la donna. «La donna era a pancia in giù: uno le teneva la testa bloccata per impedirle di picchiarla contro il pavimento mentre i colleghi le aveva bloccato le gambe», secondo un altro quotidiano. La donna muore durante il fermo. C’è un processo attualmente in corso. I due agenti devono difendersi dall’accusa di omicidio colposo. «I poliziotti, infatti, avrebbero immobilizzato e ammanettato la donna […] la quale subito dopo sarebbe morta. La Procura dovrà chiarire se il decesso sia stato causato dalle modalità con cui la 39enne è stata fermata o se sia morta per cause naturali», riferisce ancora la stampa. Fin qui i resoconti cronachistici. Malgrado le nostre ricerche non c’è stato possibile avere ulteriori informazioni sugli sviluppi del procedimento in corso. Da quello che risulta, e da quello che siamo riusciti a sapere direttamente, la vittima non era una persona aggressiva, né in quel momento stava commettendo violenza contro altre persone. Esprimeva sicuramente a suo modo uno stato di profonda sofferenza interiore, di difficoltà personale. Sarebbe stato necessario prendersi carico, attuare modalità di protezione, ascolto e cura. Invece sembra ormai una pratica ordinaria, normale, accettabile quella di rispondere all’inquietudine, allo smarrimento, all’evidente sofferenza, all’intimo turbamento in maniera repressiva e violenta, anche con lo schiacciamento a terra, le manette, la contenzione, il soffocamento. Con i mezzi tipici del trattamento sanitario obbligatorio, l’unica pratica “medica” che si mette in atto con l’intervento della forza pubblica, con l’imposizione della “cura”. A migliaia ne vengono praticati ogni anno in Italia, decine ogni giorno. E troppo spesso finiscono così, con la morte “accidentale” di chi li subisce. Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud via San Lorenzo 38, 56100 Pisa [email protected] www.artaudpisa.noblogs.org

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This episode is 12 minutes long.

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This episode was published on April 21, 2026.

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Con un attivista del collettivo Antonin Artaud raccontiamo la storia di una donna morta a dicembre del 2023 a Vigevano, in seguito a un'azione di contenzione violenta. Di seguito il comunicato del collettivo. MORIRE IN CHIESA, AMMANETTATA E...

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