Morire per leggerezza | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Feb 25, 2024 · 4 MIN

Morire per leggerezza | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Il punto su cui ci soffermiamo questa settimana, non è legato – come spesso accade – ai grandi temi della politica o dell’economia, ma riguarda, invece, un fatto di cronaca avvenuto pochissimi anni fa nel Levante genovese e che, solo in queste ultime ore, una sentenza di Corte d’Appello sembra aver chiuso in una maniera che, francamente, ci lascia sconcertati. La vicenda si è sviluppata in un “centro olistico” di Chiavari, dove ad una giovane adepta, Roberta Repetto, con irresponsabile leggerezza, era stato asportato – senza biopsia, nè anestesia e sul tavolo di una cucina - un neo che poi si rivelò essere un letale melanoma. Dopo l’improvvisato intervento degno di uno stregone, il titolare / “santone” del centro ed un medico – si, è da non credere, ma in questo sciagurato episodio è persino coinvolto un laureato in medicina vero! -   avevano convinto la sprovveduta ragazza a curare il suo male solamente con tisane zuccherate e lunghe meditazioni. E la cosa è andata avanti fino a che le metastasi del tumore hanno raggiunto altri organi vitali, rendendo disperate le condizioni della Repetto, nel momento in cui, ormai troppo tardi, decise di rivolgersi alle strutture dell’Ospedale San Martino di Genova. Per questo tragico epilogo, sia il “santone”, che il medico che operava in cucina, furono condannati, in prima istanza, a tre anni e quattro mesi di carcere per omicidio colposo. Adesso però, mercoledì scorso, è arrivata una svolta che ha gettato nello sconforto non solo i familiari e gli amici della vittima, ma anche la gente comune come noi che, ad esempio, negli anni in cui abitammo a Chiavari avemmo anche modo di conoscere personalmente il padre della ragazza che allora era Sindaco della Città. E stiamo parlando della sentenza di appello che ha assolto il fondatore del centro olistico e che ha ridotto la pena ad 1 anno e quattro mesi per il suo collaboratore sanitario, perché, secondo i magistrati – “il fatto non sussiste”. Più che comprensibile, quindi, la reazione indignata della sorella Rita, la quale sottolinea come Roberta non abbia scelto di morire da sola a 40 anni in balia di di dolori e di metastasi. Inoltre, a stupire è anche il fatto che la pena inflitta ad un medico che opera su un tavolo da cucina sia la stessa che può essere comminata ad un suo collega che agisca, invece, correttamente all’interno di un ospedale. Naturalmente, restiamo in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, ma l’impressione che fin d’ora abbiamo è quella che su di essa possano avere inciso anche eventuali zone d’ombra a proposito di temi delicati come la manipolazione o il plagio. Certo, Roberta Repetto era giovane, ma non una minorenne. Svolgeva l’attività di agente immobiliare e, pertanto, può forse risultare abbastanza agevole, per gli avvocati della difesa, negare la sussistenza delle sue molto probabili fragilità psicologiche e presentarla, di conseguenza, come una persona pienamente consapevole delle sue decisioni . Dinanzi a lei, non siamo, effettivamente, in presenza di un quindicenne che - spinto da un irrefrenabile autolesionismo – si pianta una forchetta od un chiodo nella mano appena distogliamo il nostro sguardo dalla sua persona...Quella in questione è una forma di autolesionismo molto più sottile, che si ammanta quasi di pretese culturali ( come il rifiuto della scienza ufficiale) e che è, pertanto, assai meno riconoscibile... almeno quando inizia a manifestarsi. Ed è deprimente il senso di impotenza che si prova dinanzi all’ostinazione di chi, illudendosi di andare incontro alla scoperta della “pietra filosofale”, si incammina, invece, su un percorso di autodistruzione, respingendo ad ogni costo (anche a quello della propria vita), qualsiasi alternativa che gli possano positivamente offrire la psicologia, la medicina o magari – per chi ci crede - anche la religione. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito: https://www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra App gratuita: iOS - App Store - https://apple.co/2uW01yA Android - Google Play - http://bit.ly/2vCjiW3 Resta connesso e segui i canali social di Giornale Radio: Facebook: https://www.facebook.com/giornaleradio.fm/ Instagram: https://www.instagram.com/giornale_radio_fm/?hl=it

A cura di Ferruccio Bovio Il punto su cui ci soffermiamo questa settimana, non è legato – come spesso accade – ai grandi temi della politica o dell’economia, ma riguarda, invece, un fatto di cronaca avvenuto pochissimi anni fa nel Levante genovese e che, solo in queste ultime ore, una sentenza di Corte d’Appello sembra aver chiuso in una maniera che, francamente, ci lascia sconcertati. La vicenda si è sviluppata in un “centro olistico” di Chiavari, dove ad una giovane adepta, Roberta Repetto, con irresponsabile leggerezza, era stato asportato – senza biopsia, nè anestesia e sul tavolo di una cucina - un neo che poi si rivelò essere un letale melanoma. Dopo l’improvvisato intervento degno di uno stregone, il titolare / “santone” del centro ed un medico – si, è da non credere, ma in questo sciagurato episodio è persino coinvolto un laureato in medicina vero! -   avevano convinto la sprovveduta ragazza a curare il suo male solamente con tisane zuccherate e lunghe meditazioni. E la cosa è andata avanti fino a che le metastasi del tumore hanno raggiunto altri organi vitali, rendendo disperate le condizioni della Repetto, nel momento in cui, ormai troppo tardi, decise di rivolgersi alle strutture dell’Ospedale San Martino di Genova. Per questo tragico epilogo, sia il “santone”, che il medico che operava in cucina, furono condannati, in prima istanza, a tre anni e quattro mesi di carcere per omicidio colposo. Adesso però, mercoledì scorso, è arrivata una svolta che ha gettato nello sconforto non solo i familiari e gli amici della vittima, ma anche la gente comune come noi che, ad esempio, negli anni in cui abitammo a Chiavari avemmo anche modo di conoscere personalmente il padre della ragazza che allora era Sindaco della Città. E stiamo parlando della sentenza di appello che ha assolto il fondatore del centro olistico e che ha ridotto la pena ad 1 anno e quattro mesi per il suo collaboratore sanitario, perché, secondo i magistrati – “il fatto non sussiste”. Più che comprensibile, quindi, la reazione indignata della sorella Rita, la quale sottolinea come Roberta non abbia scelto di morire da sola a 40 anni in balia di di dolori e di metastasi. Inoltre, a stupire è anche il fatto che la pena inflitta ad un medico che opera su un tavolo da cucina sia la stessa che può essere comminata ad un suo collega che agisca, invece, correttamente all’interno di un ospedale. Naturalmente, restiamo in attesa di leggere le motivazioni della sentenza, ma l’impressione che fin d’ora abbiamo è quella che su di essa possano avere inciso anche eventuali zone d’ombra a proposito di temi delicati come la manipolazione o il plagio. Certo, Roberta Repetto era giovane, ma non una minorenne. Svolgeva l’attività di agente immobiliare e, pertanto, può forse risultare abbastanza agevole, per gli avvocati della difesa, negare la sussistenza delle sue molto probabili fragilità psicologiche e presentarla, di conseguenza, come una persona pienamente consapevole delle sue decisioni . Dinanzi a lei, non siamo, effettivamente, in presenza di un quindicenne che - spinto da un irrefrenabile autolesionismo – si pianta una forchetta od un chiodo nella mano appena distogliamo il nostro sguardo dalla sua persona...Quella in questione è una forma di autolesionismo molto più sottile, che si ammanta quasi di pretese culturali ( come il rifiuto della scienza ufficiale) e che è, pertanto, assai meno riconoscibile... almeno quando inizia a manifestarsi. Ed è deprimente il senso di impotenza che si prova dinanzi all’ostinazione di chi, illudendosi di andare incontro alla scoperta della “pietra filosofale”, si incammina, invece, su un percorso di autodistruzione, respingendo ad ogni costo (anche a quello della propria vita), qualsiasi alternativa che gli possano positivamente offrire la psicologia, la medicina o magari – per chi ci crede - anche la religione. ___________________________________________________ Ascolta altre produzioni di Giornale Radio sul sito:...

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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This episode is 4 minutes long.

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This episode was published on February 25, 2024.

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A cura di Ferruccio Bovio Il punto su cui ci soffermiamo questa settimana, non è legato – come spesso accade – ai grandi temi della politica o dell’economia, ma riguarda, invece, un fatto di cronaca avvenuto pochissimi anni fa nel Levante genovese...

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