EPISODE · Jun 29, 2025 · 5 MIN
Narcisismo e guerre: perché certe personalità spingono più facilmente verso il conflitto
from Taccuini · host Massimiliano Truce
Immagina di chiedere a una persona se sarebbe pronta a sostenere una guerra, o se preferirebbe piuttosto manifestare per la pace. A prima vista penseresti: dipenderà dal contesto, dalla politica, magari dalla religione. Ma c’è un fattore più nascosto che influenza queste scelte: il tipo di narcisismo.Non tutti i narcisisti sono ugualiPrima di tutto, sgombriamo il campo da un equivoco: il narcisismo non è un monolite. La ricerca guidata da Magdalena Żemojtel-Piotrowska dal titolo "Falcons or pigeons? Grandiose narcissism, personal values, and attitudes towards war and peace" lo dividono in diverse sfumature, e non tutte portano a vedere la guerra con lo stesso entusiasmo.* C’è il narcisismo di ammirazione, quello che spinge a cercare status e gloria, farsi notare e sentirsi speciali.* Poi c’è il narcisismo di rivalità, più oscuro e aggressivo, che vede gli altri come minacce da battere e ridicolizzare.* Esiste anche la santità, dove ci si sente persone eccezionalmente morali e buone.* E infine c’è l’eroismo, cioè il vedersi come protettori indispensabili del proprio gruppo, veri e propri salvatori.Falchi o piccioni?Nel loro studio, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti quanto fossero d’accordo con frasi che esprimevano simpatia per la guerra (come l’idea che difendere la patria con le armi sia un dovere) o per la pace (come il partecipare a manifestazioni pacifiste). Hanno poi misurato i loro valori personali, come l’importanza data al successo personale o al benessere degli altri.Ecco cosa hanno scoperto:* Chi mostra ammirazione è più propenso a vedere nella guerra un’occasione per esaltare se stesso, ottenere riconoscimento, dimostrare la propria unicità. Al tempo stesso è meno entusiasta di iniziative pacifiche.* Chi ha tratti forti di rivalità è quello che più facilmente accetta la guerra e respinge la pace. Per queste persone il mondo è una giungla competitiva, dove farsi rispettare conta più di tutto, anche a costo di conflitti.* Il tratto di eroismo porta invece a una posizione ambivalente: da un lato aumenta la disponibilità ad accettare la guerra, dall’altro non esclude un coinvolgimento in iniziative pacifiche. Chi si sente “eroe” pensa soprattutto a proteggere il gruppo, con qualsiasi mezzo.* Infine, chi mostra alta santicità si considera una persona profondamente buona e morale. E infatti tende ad avere meno simpatia per la guerra e più entusiasmo per la pace, partecipando anche a comportamenti concreti in favore della convivenza pacifica.Tutto si gioca sui valoriMa perché questi diversi tipi di narcisismo portano a vedere la guerra o la pace in modo tanto diverso? La chiave sta nei valori.* Chi punta tutto sull’auto-esaltazione — sul successo, il potere, l’affermazione del proprio ego — finisce più facilmente per giustificare la guerra.* Al contrario, chi dà importanza all’auto-trascendenza (cioè preoccuparsi del bene degli altri), all’apertura al cambiamento e alla conservazione di tradizioni e ordine sociale, è più incline a preferire la pace.In pratica, il narcisista competitivo e dominatore tende a minimizzare l’importanza del benessere altrui e a vedere il conflitto come un male necessario per emergere. Chi invece si vede come profondamente morale, o chi attribuisce valore alle relazioni e alla comunità, guarda con più favore alla pace.Perché ci interessa saperlo?Perché le nostre idee su guerra e pace non sono solo il frutto di dibattiti politici o notizie che leggiamo sui giornali. Hanno radici profonde nella personalità e nei valori che ci guidano ogni giorno. E soprattutto, ci dicono che non tutti i narcisisti sono uguali: alcuni cercano il riflettore e non temono la guerra per salire sul palco della storia; altri si vedono custodi del bene e preferiscono di gran lunga la strada della convivenza.Un avvertimento però: questo studio è stato fatto in un momento particolare (nel pieno dell’escalation del conflitto russo-ucraino) e in un solo paese. Potrebbe essere che in altri contesti culturali o in periodi più tranquilli i risultati cambino. Ma resta un messaggio forte: il modo in cui vediamo noi stessi, e quanto contiamo solo noi rispetto agli altri, plasma anche il modo in cui guardiamo i grandi conflitti del mondo. This is a public episode. If you would like to discuss this with other subscribers or get access to bonus episodes, visit dottmassimilianotruce.substack.com
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