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EPISODE · May 31, 2026 · 2 MIN

Niente Roma Pride | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

Niente Pride, quindi, per le associazioni che rappresentano le comunità Lgbtqia ebraiche italiane ed europee. Il prossimo 20 giugno, la tradizionale sfilata romana dei carri che festeggiano l’inclusività sessuale, risulterà, infatti, un po’ meno inclusiva, almeno riguardo alla partecipazione del Keshet Italia: gruppo che si compone, appunto, di elementi di religione o, comunque, di cultura israelita, rei – secondo gli organizzatori del Roma Pride – di non “avere preso e non intendere prendere le distanze dal genocidio a Gaza”. A questa argomentazione, i membri del Keshet controbattono, sostenendo che, in realtà, l’unica vera loro colpa sarebbe quella di essere ebrei e parlano di un antisemitismo “mascherato da posizionamento politico che rimane, comunque, antisemitismo”. Sulla questione è prontamente intervenuta l’ex parlamentare del PD, Anna Paola Concia, da sempre paladina dei diritti delle minoranze sessuali, la quale si è detta contrariata dinanzi a questo tipo di discriminazione, poiché – ha ricordato - “Il Roma Pride non è di proprietà di nessuno” ed era anzi “una manifestazione inclusiva che oggi discrimina perdendo la sua natura”. Ed in effetti, questa sorta di “esame di ammissione”, di controllo della correttezza politica o della verginità culturale che viene ormai, sempre più frequentemente, richiesto ai nostri connazionali ebrei ogni volta che desiderano fare o dire qualcosa, infastidisce notevolmente pure noi. Anche perché, francamente, ci pare che questa pratica non venga applicata a nessun’altra categoria di cittadini italiani o stranieri presenti nel nostro Paese, ai quali non si chiede, infatti, mai di rendere conto di eventuali nefandezze commesse dai loro governi. Tra l’altro - a voler anche essere minimamente obbiettivi - chi si occupa di Roma Pride dovrebbe ben sapere che è proprio Israele l’unico Stato mediorientale in cui essere gay non è reato... Insomma, se chi – come noi – è nato a Genova ed è stato regolarmente battezzato, decide di salire sul carro che rappresenta la Liguria, lo farà liberamente senza che a nessuno, prima di lasciarlo accomodare, venga in mente di domandargli cosa ne pensi di Gaza, di Flottiglia o di Hamas. Invece, dagli ebrei italiani – percepiti ancora, evidentemente, come un corpo estraneo al resto della società – si continuano a pretendere abiure e prove di lealtà, esattamente come succedeva ai tempi bui della caccia all’untore.

Niente Pride, quindi, per le associazioni che rappresentano le comunità Lgbtqia ebraiche italiane ed europee. Il prossimo 20 giugno, la tradizionale sfilata romana dei carri che festeggiano l’inclusività sessuale, risulterà, infatti, un po’ meno inclusiva, almeno riguardo alla partecipazione del Keshet Italia: gruppo che si compone, appunto, di elementi di religione o, comunque, di cultura israelita, rei – secondo gli organizzatori del Roma Pride – di non “avere preso e non intendere prendere le distanze dal genocidio a Gaza”. A questa argomentazione, i membri del Keshet controbattono, sostenendo che, in realtà, l’unica vera loro colpa sarebbe quella di essere ebrei e parlano di un antisemitismo “mascherato da posizionamento politico che rimane, comunque, antisemitismo”. Sulla questione è prontamente intervenuta l’ex parlamentare del PD, Anna Paola Concia, da sempre paladina dei diritti delle minoranze sessuali, la quale si è detta contrariata dinanzi a questo tipo di discriminazione, poiché – ha ricordato - “Il Roma Pride non è di proprietà di nessuno” ed era anzi “una manifestazione inclusiva che oggi discrimina perdendo la sua natura”. Ed in effetti, questa sorta di “esame di ammissione”, di controllo della correttezza politica o della verginità culturale che viene ormai, sempre più frequentemente, richiesto ai nostri connazionali ebrei ogni volta che desiderano fare o dire qualcosa, infastidisce notevolmente pure noi. Anche perché, francamente, ci pare che questa pratica non venga applicata a nessun’altra categoria di cittadini italiani o stranieri presenti nel nostro Paese, ai quali non si chiede, infatti, mai di rendere conto di eventuali nefandezze commesse dai loro governi. Tra l’altro - a voler anche essere minimamente obbiettivi - chi si occupa di Roma Pride dovrebbe ben sapere che è proprio Israele l’unico Stato mediorientale in cui essere gay non è reato... Insomma, se chi – come noi – è nato a Genova ed è stato regolarmente battezzato, decide di salire sul carro che rappresenta la Liguria, lo farà liberamente senza che a nessuno, prima di lasciarlo accomodare, venga in mente di domandargli cosa ne pensi di Gaza, di Flottiglia o di Hamas. Invece, dagli ebrei italiani – percepiti ancora, evidentemente, come un corpo estraneo al resto della società – si continuano a pretendere abiure e prove di lealtà, esattamente come succedeva ai tempi bui della caccia all’untore.

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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Niente Pride, quindi, per le associazioni che rappresentano le comunità Lgbtqia ebraiche italiane ed europee. Il prossimo 20 giugno, la tradizionale sfilata romana dei carri che festeggiano l’inclusività sessuale, risulterà, infatti, un po’ meno...

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