Noi che la maturità era una cosa seria episode artwork

EPISODE · Aug 19, 2025 · 4 MIN

Noi che la maturità era una cosa seria

from Rino Cammilleri - BastaBugie.it · host BastaBugie

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8266NOI CHE LA MATURITA' ERA UNA COSA SERIA di Rino Cammilleri È tutto un incrociarsi di "in bocca al lupo!", "crepi!", consigli per ridurre l'ansia da prestazione, consigli per combattere lo stress, consigli dello psicologo, tracce pregresse, statistiche, notti-prima-degli-esami. Per una cosa che si ostinano a chiamare "esame di maturità" mentre, al contempo, continuano a trattare i diciottenni -adulti secondo la legge- da bamboccioni.E per cosa? Che cosa si è "esaminato" se alla fine sono tutti promossi, al Sud pure cum laude, tanto che, se uno viene incautamente bocciato, giustamente si sente soprattutto offeso e i genitori più di lui, tanto che subito adiscono il Tar (che dà loro ragione)? Tutti promossi, così da farci chiedere se gli esaminati pre-Sessantotto fossero in maggioranza cretini. Mi si consenta un ricordo personale, perché i fatti rendono meglio l'idea.Ebbi la sventura di incappare nel primissimo esame di Maturità (prima si chiamava "di Stato" e il candidato veniva interrogato su tutte le materie di tutto il liceo). Ero, immodestamente, il primo dell'Istituto, e forse dell'intera città. Eppure, evitai la bocciatura solo perché il preside interruppe le vacanze per venire a fare una scenata agli esaminatori. Nella prova scritta di italiano mi diedero 5 (cinque!). A me, che non a caso avrei fatto nella vita lo scrittore e il giornalista culturale. Sì, perché i miei esaminatori usavano la vecchia testa, anche se la struttura dell'esame era nuova (cioè, non ci capivano niente).Erano, cioè, quei professori di liceo che, illo tempore, rappresentavano l'élite culturale in città prive di ateneo. E che spesso facevano il salto di qualità andando a insegnare all'università. Erano di quelli che ci si alzava in piedi quando entravano in classe. Di quelli che punivano. E a casa prendevi il resto. Se coniugati con collega, con gli stipendi potevano comprarsi l'appartamento di città e la villetta al mare. Poi, il Sessantotto ha fatto naufragare tutto, tanto che, oggi, l'insegnante è l'ultima categoria dei laureati, uno che insegna perché non ha trovato di meglio, uno che te lo ritrovi con la faccia dipinta e il tamburo e il megafono alle manifestazioni di strada. Ho fatto quel mestiere per qualche anno, per sopravvivere, ma sono scappato alla prima occasione: meglio la fame.Da quel fatidico anno, non c'è stato ministro dell'istruzione che non abbia voluto firmare una "riforma", contribuendo con ciò allo sfascio: pezze su una bagnarola che faceva acqua da tutte le parti, e che più ce ne mettevi e peggio era. Fino al disastrato presente. In Cina e in Giappone sostenere esami scolastici vuol dire rischiare l'infarto, ma il risultato sono due nazioni di primissimo livello. In Italia il sistema educativo produce solo piattezza acritica woke, e al più ne escono furbastri da politica.E ciò perché siamo rimasti i soli al mondo a tenere in piedi un baraccone napoleonico fuori tempo: tutti gli insegnanti sono laureati e vanno pagati da tali, ma sono troppi, perciò li si sottopaga; in ogni caso, un aggravio spaventoso per lo Stato. In cambio di niente. La soluzione è fare come fecero gli ingegneri di Bonn quando Kohl riunificò la Germania: al di là del muro, o rappezzare o radere al suolo. Costava meno la seconda opzione e si ripartì da zero. Così è per la scuola italiana: va abolita. Va abolita l'idea stessa, giacobina, che ci debba essere una scuola di Stato.Le scuole siano tutte private, chi vuole intraprenda e la concorrenza faccia il resto. Lo Stato intervenga solo per supervedere le linee generali e per sussidiare. Così, io stesso potrei andare a contrattare il mio compenso col preside: ecco il mio curriculum, quanto mi dai se vengo a insegnare qui? Resta inteso che, se le iscrizioni non aumentano, puoi licenziarmi su due piedi. Nel Medioevo gli studenti affrontavano lunghi viaggi per poter apprendere dai migliori maestri. Infatti hanno prodotto le cattedrali. Oggi, rapper, influencer e gaypride.

TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8266NOI CHE LA MATURITA' ERA UNA COSA SERIA di Rino Cammilleri È tutto un incrociarsi di "in bocca al lupo!", "crepi!", consigli per ridurre l'ansia da prestazione, consigli per combattere lo stress, consigli dello psicologo, tracce pregresse, statistiche, notti-prima-degli-esami. Per una cosa che si ostinano a chiamare "esame di maturità" mentre, al contempo, continuano a trattare i diciottenni -adulti secondo la legge- da bamboccioni.E per cosa? Che cosa si è "esaminato" se alla fine sono tutti promossi, al Sud pure cum laude, tanto che, se uno viene incautamente bocciato, giustamente si sente soprattutto offeso e i genitori più di lui, tanto che subito adiscono il Tar (che dà loro ragione)? Tutti promossi, così da farci chiedere se gli esaminati pre-Sessantotto fossero in maggioranza cretini. Mi si consenta un ricordo personale, perché i fatti rendono meglio l'idea.Ebbi la sventura di incappare nel primissimo esame di Maturità (prima si chiamava "di Stato" e il candidato veniva interrogato su tutte le materie di tutto il liceo). Ero, immodestamente, il primo dell'Istituto, e forse dell'intera città. Eppure, evitai la bocciatura solo perché il preside interruppe le vacanze per venire a fare una scenata agli esaminatori. Nella prova scritta di italiano mi diedero 5 (cinque!). A me, che non a caso avrei fatto nella vita lo scrittore e il giornalista culturale. Sì, perché i miei esaminatori usavano la vecchia testa, anche se la struttura dell'esame era nuova (cioè, non ci capivano niente).Erano, cioè, quei professori di liceo che, illo tempore, rappresentavano l'élite culturale in città prive di ateneo. E che spesso facevano il salto di qualità andando a insegnare all'università. Erano di quelli che ci si alzava in piedi quando entravano in classe. Di quelli che punivano. E a casa prendevi il resto. Se coniugati con collega, con gli stipendi potevano comprarsi l'appartamento di città e la villetta al mare. Poi, il Sessantotto ha fatto naufragare tutto, tanto che, oggi, l'insegnante è l'ultima categoria dei laureati, uno che insegna perché non ha trovato di meglio, uno che te lo ritrovi con la faccia dipinta e il tamburo e il megafono alle manifestazioni di strada. Ho fatto quel mestiere per qualche anno, per sopravvivere, ma sono scappato alla prima occasione: meglio la fame.Da quel fatidico anno, non c'è stato ministro dell'istruzione che non abbia voluto firmare una "riforma", contribuendo con ciò allo sfascio: pezze su una bagnarola che faceva acqua da tutte le parti, e che più ce ne mettevi e peggio era. Fino al disastrato presente. In Cina e in Giappone sostenere esami scolastici vuol dire rischiare l'infarto, ma il risultato sono due nazioni di primissimo livello. In Italia il sistema educativo produce solo piattezza acritica woke, e al più ne escono furbastri da politica.E ciò perché siamo rimasti i soli al mondo a tenere in piedi un baraccone napoleonico fuori tempo: tutti gli insegnanti sono laureati e vanno pagati da tali, ma sono troppi, perciò li si sottopaga; in ogni caso, un aggravio spaventoso per lo Stato. In cambio di niente. La soluzione è fare come fecero gli ingegneri di Bonn quando Kohl riunificò la Germania: al di là del muro, o rappezzare o radere al suolo. Costava meno la seconda opzione e si ripartì da zero. Così è per la scuola italiana: va abolita. Va abolita l'idea stessa, giacobina, che ci debba essere una scuola di Stato.Le scuole siano tutte private, chi vuole intraprenda e la concorrenza faccia il resto. Lo Stato intervenga solo per supervedere le linee generali e per sussidiare. Così, io stesso potrei andare a contrattare il mio compenso col preside: ecco il mio curriculum, quanto mi dai se vengo a insegnare qui? Resta inteso che, se le iscrizioni non aumentano, puoi licenziarmi su due piedi. Nel...

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Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. LIGHTS, CAMERA, SMILE! Creatives Club Media Lights, Camera, Smile, is a podcast for anyone with a dream to share something with the world, out of the overflow of themselves - be it their mind, their heart, their personalities, and much more. Each of us are alive in this moment in time, with an innate ability to have ideas and create various things to benefit both ourselves and the people around us for a reason, and here, you will find the encouragement, the inspiration, and the motivation to do just that. Hosted by Cicily, founder of Creatives Club, she dives into various topics surrounding creativity and business. Exploring entrepreneurship for creatives in a corporate reality, sharing tips and tricks in a media centered company, answering questions regarding what a creative actually is are just a few of the things discussed on this podcast. Be encouraged to create for yourself as Cicily gets vulnerable by pivoting the camera to herself for the first time.To submit questions for Cicily to answer, or have her address certain t Invictus by Greyana, A Tomione Podfic M+G Readings Sporadic uploads thanks to gallstones.Voldemort intended the object to be used by his most loyal follower in the event that his horcruxes were destroyed, but it ended up in Hermione’s possession instead.It sent her back to a time when he was much less the monster that she’d always known him to be. Nothing could have prepared her for the intelligence and charm of Tom Riddle.He isn’t who she thought he was.Hermione discovers that it’s a dark descent into the madness of the man she should hate, but can’t… a descent she will never emerge fr The Course Mentors Podcast The Course Mentors Hey there, future course creator!Ever feel like turning your know-how into an online course is like trying to solve a Rubik's cube blindfolded? Well, grab your headphones because "The Course Mentors Podcast" is here to be your secret weapon!Meet Aimee and Odette (that's us!), your new best friends in the course creation world. We've been in the trenches for over a decade, and for the last five years, we've been rocking the online course space. Now we're here to spill all our secrets in bite-sized, 15-20 minute episodes that'll fit perfectly in your coffee breaks.No fluff, no filler - just real, actionable advice that'll take you from "um, what's a landing page?" to "holy moly, I just hit six figures!". We're talking everything from crafting your course to marketing it like a pro and building a business that'll have you pinching yourself.Whether you're dreaming of ditching the 9-to-5 grind, adding a sweet extra income str

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This episode was published on August 19, 2025.

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