EPISODE · Nov 7, 2025 · 5 MIN
Non è la guerra a costruire la pace
from Il Passo Giusto · host Il Passo Giusto
Laurino Nardin (Ex insegnante, ex sindaco di S. Vito al Torre ed ex dirigente scolastico) è l'autore dell'articolo "Non è la guerra a costruire la pace", che affronta i temi di Pace e Guerre.L'articolo analizza criticamente il concetto di pace imposta, riprendendo la citazione di Calgaco ("Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant": Fanno il deserto e lo chiamano pace) per descrivere la politica di conquista.Nardin commenta la tregua a Gaza, dubitando che possa portare a una "vera pace" in un "deserto". L'autore riflette sul detto "Chi semina vento raccoglie tempesta" e sulla giustizia che cessa di essere giusta quando diventa forte. Vengono citati esempi storici, come le foibe al confine orientale (nonostante la strumentalizzazione politica) e le violenze naziste (impiccagione di bambini a Tolmin), per dimostrare che una reazione violenta (non porgere l'altra guancia) è inevitabile quando un popolo viene vilipeso e perseguitato.L'autore si chiede quale sarà il destino dei palestinesi che rimarranno a Gaza, paventando che la città ricostruita secondo il "capitalismo finanziario" possa portare a una "popolazione rurale espropriata" e costretta a sottomettersi (citando Karl Marx). La violenza semina le condizioni ideali per l'affermarsi del terrorismo, e Hamas non sarà mai sconfitta finché l'odio non lascerà il posto alla convivenza. La possibile strada per uscire da questa spirale è diffondere cultura e dialogo, un'utopia necessaria per "camminare" verso il cambiamento (citando Eduardo Galeano).Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.
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Laurino Nardin (Ex insegnante, ex sindaco di S. Vito al Torre ed ex dirigente scolastico) è l'autore dell'articolo "Non è la guerra a costruire la pace", che affronta i temi di Pace e Guerre.L'articolo analizza criticamente il concetto di pace imposta, riprendendo la citazione di Calgaco ("Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant": Fanno il deserto e lo chiamano pace) per descrivere la politica di conquista.Nardin commenta la tregua a Gaza, dubitando che possa portare a una "vera pace" in un "deserto". L'autore riflette sul detto "Chi semina vento raccoglie tempesta" e sulla giustizia che cessa di essere giusta quando diventa forte. Vengono citati esempi storici, come le foibe al confine orientale (nonostante la strumentalizzazione politica) e le violenze naziste (impiccagione di bambini a Tolmin), per dimostrare che una reazione violenta (non porgere l'altra guancia) è inevitabile quando un popolo viene vilipeso e perseguitato.L'autore si chiede quale sarà il destino dei palestinesi che rimarranno a Gaza, paventando che la città ricostruita secondo il "capitalismo finanziario" possa portare a una "popolazione rurale espropriata" e costretta a sottomettersi (citando Karl Marx). La violenza semina le condizioni ideali per l'affermarsi del terrorismo, e Hamas non sarà mai sconfitta finché l'odio non lascerà il posto alla convivenza. La possibile strada per uscire da questa spirale è diffondere cultura e dialogo, un'utopia necessaria per "camminare" verso il cambiamento (citando Eduardo Galeano).Il Passo Giusto è una iniziativa del Patto per l'Autonomia.
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