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Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 13 dicembre 2025 un aneddoto di vita

Riflessioni di Ajahn Jsayasaro. Fine dicembre 201…

An episode of the Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo podcast, hosted by Associazione Kalyanamitta, titled "Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo del 13 dicembre 2025 un aneddoto di vita" was published on April 5, 2026 and runs 3 minutes.

April 5, 2026 ·3m · Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo

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Riflessioni di Ajahn Jsayasaro. Fine dicembre 2018. Stavo camminando da Bodh Gaya a Kusinara per festeggiare i miei 60 anni. I primi giorni erano stati duri, ma poi avevo trovato un certo ritmo. Accadde quindi il primo contrattempo, nel quale persi alcuni oggetti importanti del mio bagaglio, tra cui ago e filo. Il pomeriggio seguente, una figura insolita si avvicinò a me, mormorando, cantilenando, saltellando e danzando, il tutto con un sorriso beato sul volto. Quando mi fu vicino, il suo sguardo si fissò e tutto il suo corpo ebbe come una scossa. Cadde a terra, prostrandosi e rendendo evidente che mi stava implorando di diventare il suo maestro spirituale. Una situazione delicata, che pensavo di aver gestito con tatto, finché non afferrò la mia borsa a tracolla, insistendo per portarla lui. Non avevo scelta. Guardarlo ballare davanti a me lungo la strada mentre portava tutti i miei averi non fu proprio un’esperienza tranquilla. Poi arrivò il secondo contrattempo. La mia polverosa veste sottile si strappò: un taglio di circa trenta centimetri e niente ago né filo per ripararla. Il mio nuovo discepolo mi rassicurò. Indicò un villaggio a circa due chilometri a ovest, e mi fece chiaramente capire le sue intenzioni. Gli feci segno che non era necessario, ma insistette. Gli chiesi di lasciarmi la tracolla, ma era già partito. Mi sedetti sotto un albero e lo guardai scomparire. Feci l’unica cosa che potevo fare: prendermi cura della mia mente. Sorsero pensieri come “Stanotte farà davvero freddo” o “Come farò a proseguire il giro delle elemosine senza la ciotola?”; non furono accolti e se ne andarono. Attesi, un respiro alla volta. Un’ora dopo il mio discepolo tornò, raggiante. Tirò fuori ago e filo e con fare orgoglioso iniziò a ricucire la mia veste con grande maestria. Una volta finito, me la porse rispettosamente, si inchinò, fece un largo sorriso e si incamminò, mormorando, cantando, saltellando, danzando, verso il sole al tramonto. La tracolla, per fortuna, me l’aveva lasciata. Ajahn Jayasāro, 13 dicembre 2025

Riflessioni di Ajahn Jsayasaro. Fine dicembre 2018. Stavo camminando da Bodh Gaya a Kusinara per festeggiare i miei 60 anni. I primi giorni erano stati duri, ma poi avevo trovato un certo ritmo. Accadde quindi il primo contrattempo, nel quale persi alcuni oggetti importanti del mio bagaglio, tra cui ago e filo. Il pomeriggio seguente, una figura insolita si avvicinò a me, mormorando, cantilenando, saltellando e danzando, il tutto con un sorriso beato sul volto. Quando mi fu vicino, il suo sguardo si fissò e tutto il suo corpo ebbe come una scossa. Cadde a terra, prostrandosi e rendendo evidente che mi stava implorando di diventare il suo maestro spirituale. Una situazione delicata, che pensavo di aver gestito con tatto, finché non afferrò la mia borsa a tracolla, insistendo per portarla lui. Non avevo scelta. Guardarlo ballare davanti a me lungo la strada mentre portava tutti i miei averi non fu proprio un’esperienza tranquilla. Poi arrivò il secondo contrattempo. La mia polverosa veste sottile si strappò: un taglio di circa trenta centimetri e niente ago né filo per ripararla. Il mio nuovo discepolo mi rassicurò. Indicò un villaggio a circa due chilometri a ovest, e mi fece chiaramente capire le sue intenzioni. Gli feci segno che non era necessario, ma insistette. Gli chiesi di lasciarmi la tracolla, ma era già partito. Mi sedetti sotto un albero e lo guardai scomparire. Feci l’unica cosa che potevo fare: prendermi cura della mia mente. Sorsero pensieri come “Stanotte farà davvero freddo” o “Come farò a proseguire il giro delle elemosine senza la ciotola?”; non furono accolti e se ne andarono. Attesi, un respiro alla volta. Un’ora dopo il mio discepolo tornò, raggiante. Tirò fuori ago e filo e con fare orgoglioso iniziò a ricucire la mia veste con grande maestria. Una volta finito, me la porse rispettosamente, si inchinò, fece un largo sorriso e si incamminò, mormorando, cantando, saltellando, danzando, verso il sole al tramonto. La tracolla, per fortuna, me l’aveva lasciata. Ajahn Jayasāro, 13 dicembre 2025
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