Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo dell'11 novembre 2025 sulla rabbia episode artwork

EPISODE · Apr 5, 2026 · 2 MIN

Nutrimento del Cuore - Foglietto Giallo dell'11 novembre 2025 sulla rabbia

from Associazione Kalyanamitta: Meditazione, Mindfulness, Buddhismo · host Associazione Kalyanamitta

Riflessioni di Ajahn Jayasaro. Se qualcuno vi desse uno schiaffo (vi auguro che possa non accadere mai), sarebbe corretto dire: «Mi ha fatto male». Chiunque vi avesse colpito, in qualunque momento, qualunque fosse il vostro stato d’animo, avrebbe prodotto lo stesso effetto: è il loro schiaffo che ha causato il vostro dolore. Ma il sorgere nella mente del dolore e dell’emozione negativa non può essere così direttamente attribuibile alle azioni di un'altra persona. È comune, per esempio, dire: "Mi ha fatto arrabbiare". Tuttavia, il fatto che vi arrabbiate o meno, e, se questo accade, quanto intensa sia la vostra rabbia, dipende da molti fattori - per lo più interiori. La vostra personalità, cioè quanto inclini siete alla collera, ha un ruolo. Anche il vostro umore al momento della provocazione conta, e così i sentimenti che nutrite verso la persona che ha detto o fatto qualcosa di spiacevole. Forse, in misura ancora maggiore, influisce il livello al quale avete coltivato la consapevolezza, la pazienza e la benevolenza. Le parole o le azioni di un’altra persona sono condizioni che possono favorire il sorgere della rabbia, ma non ne sono la causa scatenante. La radice della rabbia è piuttosto il desiderio smodato, che si manifesta come incapacità di accettare che sia possibile non ottenere ciò che si desidera o che si ritiene giusto. Attribuire ad altre persone o evenienze la responsabilità delle nostre emozioni negative deriva dal non osservare con sufficiente attenzione ciò che realmente accade. Gli insegnamenti del Buddha non sono prescrizioni moralistiche, del tipo "fai questo" o "non fare quello". Rappresentano piuttosto una sfida a coltivare le condizioni che ci permettano di ottenere una chiara visione e di osservare come questa visione ci fornisca le reazioni più sagge al verificarsi delle difficoltà della vita.

Riflessioni di Ajahn Jayasaro. Se qualcuno vi desse uno schiaffo (vi auguro che possa non accadere mai), sarebbe corretto dire: «Mi ha fatto male». Chiunque vi avesse colpito, in qualunque momento, qualunque fosse il vostro stato d’animo, avrebbe prodotto lo stesso effetto: è il loro schiaffo che ha causato il vostro dolore. Ma il sorgere nella mente del dolore e dell’emozione negativa non può essere così direttamente attribuibile alle azioni di un'altra persona. È comune, per esempio, dire: "Mi ha fatto arrabbiare". Tuttavia, il fatto che vi arrabbiate o meno, e, se questo accade, quanto intensa sia la vostra rabbia, dipende da molti fattori - per lo più interiori. La vostra personalità, cioè quanto inclini siete alla collera, ha un ruolo. Anche il vostro umore al momento della provocazione conta, e così i sentimenti che nutrite verso la persona che ha detto o fatto qualcosa di spiacevole. Forse, in misura ancora maggiore, influisce il livello al quale avete coltivato la consapevolezza, la pazienza e la benevolenza. Le parole o le azioni di un’altra persona sono condizioni che possono favorire il sorgere della rabbia, ma non ne sono la causa scatenante. La radice della rabbia è piuttosto il desiderio smodato, che si manifesta come incapacità di accettare che sia possibile non ottenere ciò che si desidera o che si ritiene giusto. Attribuire ad altre persone o evenienze la responsabilità delle nostre emozioni negative deriva dal non osservare con sufficiente attenzione ciò che realmente accade. Gli insegnamenti del Buddha non sono prescrizioni moralistiche, del tipo "fai questo" o "non fare quello". Rappresentano piuttosto una sfida a coltivare le condizioni che ci permettano di ottenere una chiara visione e di osservare come questa visione ci fornisca le reazioni più sagge al verificarsi delle difficoltà della vita.

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