EPISODE · Aug 5, 2026 · 7 MIN
Omelia Solennità Assunta - Anno A (Lc 1,39-56)
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8623OMELIA SOLENNITA' ASSUNTA - ANNO A (Lc 1,39-56)di Giacomo Biffi Questa festa della Vergine Maria - che arriva nel colmo dell'estate, quando la gente è più svagata, più attenta a distrarsi, più impegnata a disimpegnarsi - è una proposta seria che ci viene fatta da parte di un Dio che non va in vacanza e in ogni tempo dell' anno, anche quando noi pensiamo poco, pensa alla nostra salvezza.Questa festa della Vergine Maria - che è la più antica tra quelle celebrate dal popolo cristiano in onore della Madre del Signore - è un invito a riflettere: un invito a riflettere non solo su di lei e sulla sua bellezza, ma anche sul nostro stesso destino: è dunque un invito ad ammirare e a sperare.STUPEFACENTE E SCONCERTANTE RIVOLUZIONE DI DIOL'avventura stupefacente di questa ragazzina ebrea - avventura che comincia nella semplicità e nell'oscurità di una povera casa, in uno sperduto paese ignoto a tutti, entro una piccola e tormentata regione della terra, e si conclude in cielo (come ci ha detto la prima lettura) al cospetto dell'universo, in un quadro dove il sole, la luna, le stelle entrano come ornamenti della regina del mondo - ci lascia senza parole: possiamo solo contemplare e adorare. Lo stesso fantasioso amore divino, che ha voluto il nostro riscatto attraverso l'incredibile abbassamento del suo Figlio unigenito, ha disposto l'incredibile esaltazione degli umili, dei quali Maria è figura e primizia. Il Crocifisso che sovrasta i nostri altari e la Madonna effigiata nelle nostre chiese sono segni dell'identico sorprendente disegno, che attraverso la sofferenza e l'avvilimento del Re della gloria ha spalancato ai piccoli le porte del Regno.Di fronte a questa vicenda, chi sa davvero riflettere è colto dallo stupore che sempre suscitano in noi le meraviglie di Dio.È lo stesso stupore, a ben guardare, che pervade il canto di riconoscenza della Vergine - il Magnificat - che abbiamo appena ascoltato.Maria è sbigottita perché Dio dalla sublimità della sua trascendenza ha guardato, ha guardato a lei, ha guardato l'umiltà della sua serva (Lc 1.48).Maria è attonita nella contemplazione di questo Dio che capovolge i valori illusori del mondo: ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 51-52); e tutto questo non per il gusto acre e sterile di giocare alla rivoluzione permanente, ma perché alla fine trionfi la verità sulle apparenze e la misericordia arrivi in tutte le generazioni su quelli che lo temono. È lo stupore gioioso di chi con occhi profetici vede realizzato qualcosa di troppo grande e di troppo bello per essere neppure immaginato: di chi si trova coinvolto in un destino che supera ogni previsione e ogni attesa. Perciò Maria dice: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore (Lc 1.46-47).Ma allo stupore si unisce la speranza. Questo sconcertante disegno di Dio non solo ci stupisce, ma fonda anche la nostra gioia e la nostra fiducia.Il cristiano è oggi in festa, perché vede una della sua stirpe arrivata a tanta altezza di gloria.Il cristiano è oggi in festa, perché ha ricevuto la notizia di questa divina rivoluzione, cantata dal Magnificat, con la quale Dio alla fine metterà a posto tante ingiustizie, dissiperà le false grandezze, i falsi messaggi di pace, i falsi miti di liberazione che infestano questo mondo, e collocherà nella loro giusta luce i valori autentici, che oggi troppo spesso sona nascosti solo nel cuore degli umili.DIO NON LASCIA CHE L'UMANITÀ VADA PERDUTAIl cristiano oggi è in festa, perché ha la certezza che il destino della Madre di Dio è riservato anche a lui: chi saprà partecipare con la fede all'umiliazione dolorosa di Cristo parteciperà nella letizia alla glorificazione della Madonna Assunta.Questa è dunque la festa della speranza cristiana, è il giorno in cui bisogna saper levare lo sguardo e guardare in alto. E di speranza abbiamo un estremo bisogno. Noi ci avvediamo ogni giorno di più che il mondo inseguito e creato orgogliosamente da tutte le filosofie e i sistemi sociali che in questi due secoli sono andati predicando l'autosufficienza dell'uomo e la possibilità di una felicità che si riduca alla terra, è un mondo deludente, oppressivo, stravolto, disumano; o, per usare le quattro espressioni di san Paolo nella lettera ai Romani che sembrano fotografare la società dei nostri giorni, è un mondo senza senno, senza costanza, senza amore, senza misericordia (cf. Rm 1, 3 1).Tanto più nasce in noi la certezza che la nostra sopravvivenza sta tutta nelle mani del Dio che, nonostante la nostra malvagità e la nostra stoltezza, continua a guidare la storia secondo i progetti della sua bontà e della sua misteriosa sapienza.La festa dell'Assunta ci dice appunto che Dio riuscirà a salvare l'uomo dalla sua stessa insipienza.Quest'uomo, così fiero delle sue conquiste e della sua raggiunta emancipazione da ogni superiore principio, si sta distruggendo con le sue stesse mani; quest'uomo per il miraggio di una egoistica felicità individuale sta corrodendo con le sue leggi e col suo costume l'istituto familiare; quest'uomo in nome della libertà sta progressivamente asservendo e manipolando le menti, imponendo a tutti dogmi culturali e sociali senza fondamento e senza ragionevolezza: quest'uomo nelle sue disposizioni giuridiche si ritiene padrone perfino della vita umana innocente, e così implicitamente giustifica tutti i crimini della storia; quest'uomo, tutto sommato, non è una creatura né molto rispettabile né molto sensata. Per chi non ha l'abitudine di lasciarsi facilmente illudere, è difficile oggi sperare nell'uomo.Eppure noi speriamo: la visione della Vergine umile e alta, provata dal dolore ed esaltata nella gloria, nostra sorella e madre del Signore, ci dice che Dio non permetterà che vada perduta l'umanità, che egli arcanamente e indissolubilmente ha legato a sé. Dalla Vergine Maria, da questa donna che è madre di Dio, ci viene dunque il coraggio di continuare a sperare, il coraggio di continuare a vivere.
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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/8623 OMELIA SOLENNITA' ASSUNTA - ANNO A (Lc 1,39-56) di Giacomo Biffi Questa festa della Vergine Maria - che arriva nel colmo dell'estate, quando la gente è più svagata, più attenta a distrarsi, più impegnata a disimpegnarsi - è una proposta seria che ci viene fatta da parte di un Dio che non va in vacanza e in ogni tempo dell' anno, anche quando noi pensiamo poco, pensa alla nostra salvezza. Questa festa della Vergine Maria - che è la più antica tra quelle celebrate dal popolo cristiano in onore della Madre del Signore - è un invito a riflettere: un invito a riflettere non solo su di lei e sulla sua bellezza, ma anche sul nostro stesso destino: è dunque un invito ad ammirare e a sperare. STUPEFACENTE E SCONCERTANTE RIVOLUZIONE DI DIO L'avventura stupefacente di questa ragazzina ebrea - avventura che comincia nella semplicità e nell'oscurità di una povera casa, in uno sperduto paese ignoto a tutti, entro una piccola e tormentata regione della terra, e si conclude in cielo (come ci ha detto la prima lettura) al cospetto dell'universo, in un quadro dove il sole, la luna, le stelle entrano come ornamenti della regina del mondo - ci lascia senza parole: possiamo solo contemplare e adorare. Lo stesso fantasioso amore divino, che ha voluto il nostro riscatto attraverso l'incredibile abbassamento del suo Figlio unigenito, ha disposto l'incredibile esaltazione degli umili, dei quali Maria è figura e primizia. Il Crocifisso che sovrasta i nostri altari e la Madonna effigiata nelle nostre chiese sono segni dell'identico sorprendente disegno, che attraverso la sofferenza e l'avvilimento del Re della gloria ha spalancato ai piccoli le porte del Regno. Di fronte a questa vicenda, chi sa davvero riflettere è colto dallo stupore che sempre suscitano in noi le meraviglie di Dio. È lo stesso stupore, a ben guardare, che pervade il canto di riconoscenza della Vergine - il Magnificat - che abbiamo appena ascoltato. Maria è sbigottita perché Dio dalla sublimità della sua trascendenza ha guardato, ha guardato a lei, ha guardato l'umiltà della sua serva (Lc 1.48). Maria è attonita nella contemplazione di questo Dio che capovolge i valori illusori del mondo: ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili (Lc 1, 51-52); e tutto questo non per il gusto acre e sterile di giocare alla rivoluzione permanente, ma perché alla fine trionfi la verità sulle apparenze e la misericordia arrivi in tutte le generazioni su quelli che lo temono. È lo stupore gioioso di chi con occhi profetici vede realizzato qualcosa di troppo grande e di troppo bello per essere neppure immaginato: di chi si trova coinvolto in un destino che supera ogni previsione e ogni attesa. Perciò Maria dice: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore (Lc 1.46-47). Ma allo stupore si unisce la speranza. Questo sconcertante disegno di Dio non solo ci stupisce, ma fonda anche la nostra gioia e la nostra fiducia. Il cristiano è oggi in festa, perché vede una della sua stirpe arrivata a tanta altezza di gloria. Il cristiano è oggi in festa, perché ha ricevuto la notizia di questa divina rivoluzione, cantata dal Magnificat, con la quale Dio alla fine metterà a posto tante ingiustizie, dissiperà le false grandezze, i falsi messaggi di pace, i falsi miti di liberazione che infestano questo mondo, e collocherà nella loro giusta luce i valori autentici, che oggi troppo spesso sona nascosti solo nel cuore degli umili. DIO NON LASCIA CHE L'UMANITÀ VADA PERDUTA Il cristiano oggi è in festa, perché ha la certezza che il destino della Madre di Dio è riservato anche a lui: chi saprà partecipare con la fede all'umiliazione dolorosa di Cristo parteciperà nella letizia alla...
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Omelia Solennità Assunta - Anno A (Lc 1,39-56)
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