Omelia XIX Dom. Tempo Ord. - Anno A (Mt 14,22-33)

EPISODE · Aug 8, 2023 · 9 MIN

Omelia XIX Dom. Tempo Ord. - Anno A (Mt 14,22-33)

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TESTO DELL'ARTICOLO ➜ https://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=7492OMELIA XIX DOM. TEMPO ORD. - ANNO A (MT 14, 22-33) di Giacomo BiffiLa pagina evangelica offertaci dalla Chiesa in questa domenica presenta alla nostra attenzione due quadri distinti: nel primo è raffigurata la solitaria, prolungata preghiera di Gesù sul monte; nel secondo vediamo i discepoli che in una fragile barca lottano contro il vento e la tempesta. Due scene molto diverse: una di contemplazione e di pace e una di fatica e di paura, ciascuna col suo dono e col suo insegnamento.IRRINUNCIABILE BINOMIO: PREGHIERA E IMPEGNO OPEROSOSalì sul monte, solo, a pregare. È una annotazione frequente nella narrazione evangelica, che sottolinea spesso come Gesù ricercava sempre, entro la sua giornata affaccendata, uno spazio per un po' di solitudine orante. La scorsa domenica abbiamo visto come il Signore, prima dell'episodio della moltiplicazione dei pani, si era ritirato in disparte, in un luogo deserto. Adesso, dopo che la folla si fu saziata, si allontana anche dagli apostoli per abbandonarsi da solo a una prolungata preghiera, che va dal tramonto fino verso la fine della notte. È per lui un'abitudine, una necessità si direbbe, di non lasciar passare giorno, per quanto intenso di lavoro a vantaggio degli altri, senza trovare un po' di tempo nel quale intrattenersi in modo totale col Padre. È sufficiente riflettere su questa condotta del Figlio di Dio per cogliere tutta la vuotezza e l'inconsistenza di molte opinioni correnti a proposito della preghiera; opinioni che possono sembrare a prima vista geniali e non conformiste, e sono soltanto il prodotto di spiriti che vivono in superficie e non sanno amare; opinioni dalle quali, poco o tanto, siamo influenzati tutti. Si dice qualche volta: la vera preghiera consiste nel far del bene agli altri, nel faticare con animo retto; basta fare il proprio dovere, esercitare la carità, impegnarsi per la giustizia. Ebbene, a Gesù non bastava. Tutta la sua vita era una laboriosa donazione ai fratelli; eppure egli non riteneva che fosse completa, senza questo colloquio segreto, appassionato, lungo col Padre. Certo, chi passasse tutto il tempo a pregare e poi non facesse il proprio dovere o si dimenticasse di aiutare gli altri, non sarebbe nel giusto e ci sarebbe da dubitare della autenticità della sua stessa orazione. Ma non è nel giusto neppure chi si dimentica di adorare, di ringraziare, di implorare il suo Creatore. Le due cose, come si vede, non solo non si escludono, ma si richiamano necessariamente in un retta esistenza cristiana. Si dice anche: io posso pensare sempre a Dio, anche durante le mie normali occupazioni. Tutta la mia giornata diventa così una preghiera, senza che sia indispensabile dedicare uno spazio esclusivo alle pratiche religiose. Ma l'esempio di Cristo mette in luce la vanità anche di questa seconda opinione. Siamo sinceri: le persone che ci interessano veramente, un po' di tempo per sé ce lo prendono. Se Dio non ci prende neppure dieci minuti al giorno, neppure un'ora alla settimana, vuol dire che non è tra quelli che contano per noi, vuol dire che è posto ai margini della nostra vita, vuol dire che non siamo capaci di un po' d'amore per lui.PREGHIERA INDIVIDUALE E PREGHIERA COMUNITARIAIn questi anni qualcuno ha insegnato che l'unica vera preghiera è quella comunitaria, mentre l'orazione individuale sarebbe un modo intimistico, sentimentale e dunque non autentico di pregare. Abbiamo visto che Gesù non è di questo parere. Egli prega insieme coi suoi apostoli, partecipa ai riti della sinagoga, si associa al culto ufficiale del suo popolo; ma desidera anche pregare appartato, nel silenzio della campagna deserta e delle cime dei monti, con la libertà di espressione che è propria di ogni spirito aperto, ricco, creativo. Così dobbiamo fare noi. La preghiera comunitaria è doverosa e irrinunciabile; se vogliamo che il Padre ci ascolti, dobbiamo imparare a fondere la nostra voce con quella dei nostri fratelli. Soprattutto dobbiamo imparare a partecipare tutti attivamente, consapevolmente e appassionatamente, alla preghiera liturgica, che è la voce della Chiesa (la sposa del Signore, sempre ascoltata e gradita a Dio), addirittura è la stessa voce del Cristo totale, di cui noi siamo il corpo. Ma questa non può essere la sola forma di preghiera. Anzi, essa stessa si trasformerebbe in un ritualismo senz'anima o in una manifestazione di pura fraternità umana, se ciascuno dei partecipanti non avesse anche una sua vita personale di orazione e non avesse il gusto di intrattenersi, nel segreto del suo cuore, in un rapporto suo proprio, unico,geloso, incomunicabile, con il Dio che è il centro e il senso della sua vita.QUANDO LA NOSTRA FEDE VIENE MESSA ALLA PROVAPassiamo al secondo quadro. Gli apostoli, che si erano imbarcati nel pomeriggio, a un certo momento sono sorpresi da uno di quegli improvvisi colpi di tempesta, che sono abbastanza frequenti sul mare di Tiberiade. E mentre scende la sera e la notte avanza con le sue angosce e i suoi incubi, lottano con tutte le forze contro la violenza delle onde, fino a che cominciano a disperarsi. Verso la fine della notte, Gesù venne verso di loro camminando sul mare. Non arriva subito. Nonostante l'urgenza che i suoi apostoli hanno di essere soccorsi, indugia molto a intervenire. Sono i ritardi di Cristo, gli inspiegabili ritardi di Cristo, che mettono a dura prova la nostra pazienza e la nostra fede. Capitano quei momenti, quando tutto sembra andare a rotoli, tutto sembra perduto, e noi abbiamo l'impressione di essere stati abbandonati. Le nostre invocazioni pare che trovino il cielo sordo o distratto. Il Signore non viene. La notte sembra non passare più e noi sentiamo che stanno per esaurirsi in noi tutte le scorte della speranza. Ma alla fine il Signore arriva. Verso la fine della notte, lui che ha detto: Ecco, io sono con voi ogni giorno, fino alla fine del mondo, si rende presente e ci rianima: Coraggio, sono io, non abbiate paura. C'è anche il comportamento di Pietro, che merita di essere considerato; Pietro, che ancora una volta appare generoso e spavaldo, entusiasta ed esitante, coraggioso fino alla temerarietà e pavido fino allo smarrimento. Il suo impetuoso desiderio di essere vicino a Gesù e di condividere con lui ogni esperienza, gli fa osare un'impresa superiore non solo alle sue forze native, ma anche alla esiguità della sua fede. E Gesù lo lascia fare; non pone limite alle sue aspirazioni, non lo trattiene entro i confini della prudenza. Così lo porta a convincersi della sua debolezza e lo aiuta a fondarsi più sicuramente sulla base dell'umiltà e della fiducia nel Signore. E alla fine lo salva. Ci riconosciamo un po' tutti in Pietro. La nostra vita e la nostra fede conoscono l'alternarsi della sicurezza gioiosa e della inquietudine, della esaltazione inebriante e del terrore che tutto si concluda con un naufragio senza ritorni. Ma non temiamo: la mano di Gesù c'è anche per noi. Anche a ciascuno di noi è rivolto il rimprovero pungente e dolce, che scuote e ridona fiducia: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?

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Photo Breakdown Scott Wyden Kivowitz Photo Breakdown is a podcast in which we explore the world of photography with a trusted guide, host Scott Wyden Kivowitz. His expertise and passion bring the industry to life as we explore the stories, trends, and ideas shaping it today. Join us as we dissect everything from incredible photographs and creative techniques to the latest gear releases and hot topics in the photography community.In each episode, we break down what’s happening behind the scenes - whether it’s making a powerful image, a candid discussion on industry trends, or a reflection on the tools and technology changing how we make photographs. You’ll get insights, expert opinions, and a fresh perspective on what’s top of mind for photographers right now.Anticipate short, engaging episodes brimming with ideas and inspiration. Be part of the conversation by sharing your thoughts, voice notes, and comments. Your participation is what makes our community vibrant and dynamic.It’s more than just photography - everyth Breaking News Show | eTurboNews Juergen Thomas Steinmetz News is relevant to the global travel and tourism industry, human rights and global issues.Breaking news when it happens and only from the source. Compiler Red Hat When it comes to technology, you may have questions. So do we. Every other week, we demystify the tech industry, one answer at a time. Join us as we bring together a chorus of perspectives from within Red Hat to break down the big, emerging ideas that matter both today and beyond. Compiler is hosted by Angela Andrews and Brent Simoneaux. Learn more about our show at redhat.com/en/compiler-podcast The Data Engineering Show The Firebolt Data Bros The Data Engineering Show is a podcast for data engineering and BI practitioners to go beyond theory. Learn from the biggest influencers in tech about their practical day-to-day data challenges and solutions in a casual and fun setting.SEASON 1 DATA BROSEldad and Boaz Farkash shared the same stuffed toys growing up as well as a big passion for data. After founding Sisense and building it to become a high-growth analytics unicorn, they moved on to their next venture, Firebolt, a leading high-performance cloud data warehouse.SEASON 2 DATA BROSIn season 2 Eldad adopted a brilliant new little brother, and with their shared love for query processing, the connection was immediate. After excelling in his MS, Computer Science degree, Benjamin Wagner joined Firebolt to lead its query processing team and is a rising star in the data space. For inquiries contact [email protected]: https://www.firebolt.io
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