EPISODE · Jul 8, 2025 · 2 MIN
OnePlus trasferisce abusivamente dati personali in Cina? È l’ipotesi di due parlamentari americani
from Good morning privacy! · host Guido Scorza
OnePlus trasferisce abusivamente dati personali in Cina? È l’ipotesi di due parlamentari americaniLa fonte è autorevole, ma la notizia incerta.La prima, la fonte è Reuiters, la seconda, la notizia la circostanza che gli smartphone prodotti dalla cinese OnePlus trasferirebbero dati dei loro proprietari in Cina senza alcun consenso.La sigla e ne parliamo in un caffè corto ma intenso con il quale festeggiamo la novantesima puntata di questo podcast![SIGLA]OnePlus è uno dei grandi produttori cinesi di smartphone.Assieme a Oppo, al marzo del 2025, deteneva circa il 4% del mercato globale di Smartphone.Oltre un miliardo, certamente, i suoi smartphone in circolazione.È per questo che la richiesta bipartisan appena pervenuta al Dipartimento per il commercio americano da due parlamentari, uno repubblicano e l’altro democratico non può esser lasciata cadere nel silenzio, né sottovalutato.I due chiedono che il Dipartimento indaghi sull’ipotesi – che emergerebbe da uno studio di una società indipendente del quale avrebbero esaminato le conclusioni – secondo la quale gli smartphone della OnePlus esporterebbero in Cina una quantità significativa di dati e informazioni dei possessori.Non una questione da poco.Specie perché il tutto accadrebbe in assenza di qualsivoglia consenso degli utenti.Una questione che riguarda da vicino quella tra la Casa Bianca e TikTok.L’ipotesi sullo sfondo, infatti, è evidentemente, la stessa: che il Governo di Pechino stia utilizzando dispositivi e servizi digitali per impicciarsi più del lecito di quello che accade negli Stati Uniti d’America.E, a prescindere dalle motivazioni all’origine dell’iniziativa, che, comunque, i dati di decine di milioni di americani – ma, verosimilmente, la stessa questione si porrebbe per i proprietari dei dispositivi in questione ovunque nel mondo – finiscano in Cina alla mercé di un Governo non sempre esattamente rispettoso dei diritti e delle libertà fondamentali specie in fatto di privacy e riservatezza.Ma, appunto, mentre la notizia della richiesta di indagare partita dal Congresso americano alla volta del Dipartimento del Commercio è certa, quella relativa al fatto che quanto ipotizzato sia avvenuto e avvenga effettivamente non lo è e la stessa Reuiters lo scrive a chiare lettere.E, però, data la diffusione degli smartphone in questione anche in Europa con circa 4 milioni di pezzi distribuiti solo nel 2024 e una quota di mercato del 3%, saperlo e seguire l’evoluzione della vicenda è meglio che non saperlo.Ripeto con tutte le cautele e incertezze del caso e senza aver elemento alcuno per etichettare chicchessia di spione o esportatore pirata di dati personali in Cina.Oggi un caffè ristretto, come annunciato.Buona giornata e, naturalmente, good morning privacy.
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