EPISODE · Jul 9, 2026 · 3 MIN
Ottica Leonardo: con il percorso interdisciplinare il 70% dei clienti torna a fare l’occhiale
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Il centro ottico di Castellaneta, in provincia di Taranto, propone da alcuni anni un iter che prevede, oltre al controllo visivo, un passaggio dall’oculista per un approfondimento della salute oculare: sinora i risultati sono stati positivi anche in termini di fidelizzazioneCirca sette clienti su dieci che si rivolgono a Ottica Leonardo accettano il consiglio di effettuare un approfondimento oculistico prima di realizzare un nuovo occhiale e, successivamente, tornano nel centro ottico per completare il percorso. È il risultato del modello interdisciplinare introdotto circa quattro anni fa dal punto vendita di Castellaneta, località a una cinquantina di chilometri a nord ovest di Taranto. «Facciamo mediamente 8-9 controlli della vista (nella foto) al giorno e al termine chiedo sempre al potenziale cliente: da quanto tempo non si sottopone a un controllo del fondo oculare? Gli consigliamo di effettuarne almeno uno dall’oculista, poiché rappresenta uno screening utile per individuare alcune delle principali patologie, come retinopatia diabetica, maculopatia senile e glaucoma, e un primo approccio alla visita completa, che è auspicabile per una valutazione complessiva della salute degli occhi - dice a b2eyes TODAY Leonardo Gasparre, titolare di Ottica Leonardo - Mediamente il 70% accetta questo consiglio e poi torna da noi a fare l’occhiale, soddisfatto di essersi anche sottoposto a un’attività di prevenzione».Per il professionista pugliese la collaborazione tra oculisti e ottici sta evolvendo, come emerso anche durante l'ultima Convention di GreenVision, alla quale hanno partecipato oltre 15 oftalmologi di rilievo nazionale. «Secondo il percorso che abbiamo avviato presso il nostro centro ottico da circa quattro anni, noi ci occupiamo della refrazione e, per una eventuale applicazione delle lenti a contatto, della gestione del film lacrimale e della superficie oculare anteriore, così che spesso, quando le persone si rivolgono poi all’oculista, non devono nemmeno ripetere la refrazione e lui può concentrarsi esclusivamente sulla parte prettamente medica - prosegue Gasparre - Con tale iter esiste certamente un rischio, seppur parziale, che la persona non torni da noi, ma generalmente ciò non accade e la classe medica apprezza questo modo di lavorare, che da un lato riduce i tempi di attesa per l’utente finale e, dall’altro, garantisce agli specialisti un maggior numero di pazienti».Gasparre ha costruito nel tempo una rete di oculisti di riferimento, pur lasciando piena libertà di scelta ai clienti. «Consiglio sempre di rivolgersi innanzitutto al proprio medico di fiducia, altrimenti suggerisco alcuni professionisti con cui collaboro: finora non ho riscontrato particolari opposizioni o resistenze da parte degli oculisti che non conosco, anzi solitamente apprezzano tale approccio, soprattutto i più giovani e anche quelli di altre province della Puglia, sempre all’interno dei rispettivi ruoli professionali - conclude Gasparre - In particolare questa modalità operativa viene accolta positivamente dall’area medica quando riguarda i bambini con miopia, per gestirne la possibile progressione».Angelo Magri
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