Padre nostro, madre nostra, esso nostro | Il Punto della Settimana episode artwork

EPISODE · Jul 15, 2023 · 3 MIN

Padre nostro, madre nostra, esso nostro | Il Punto della Settimana

from Il Punto della Settimana · host Giornale Radio

A cura di Ferruccio Bovio Il furore iconoclasta che, sulla spinta della cosiddetta “cancel culture”, sta imperversando su quasi tutto l’Occidente, ha finito per occuparsi persino del “Padre Nostro”: e vale a dire, della preghiera cristiana più antica ed universalmente riconosciuta proprio come quella tramandataci personalmente dallo stesso Gesù Cristo. A sollevare il caso, non è però stata – come si potrebbe immaginare - un’associazione di intransigenti atei dissacratori, ma molto più sorprendentemente l’arcivescovo anglicano di York, il quale ha osservato come il testo recitato dai credenti di tutto il mondo affondi, indiscutibilmente, le sue radici in un humus culturale anacronistico e, comunque, troppo legato a concezioni patriarcali e maschiliste. E in effetti, il “Pater Noster” si rivolge direttamente ad un Padre e non ad una madre o ad un genitore A oppure B… L’alto prelato inglese, Stephen Cottrel, ritiene che la parola “padre” sia “problematica per coloro la cui esperienza con i padri è stata distruttiva o abusiva e per tutti noi che abbiamo operato secondo una visione tradizionale oppressivamente patriarcale”. A condividere l’opinione del reverendo Cottrel è soprattutto la componente femminile del clero anglicano, dalla quale, in più di un’occasione, è stato, infatti, domandato se veramente Dio pensi che gli esseri umani maschi riflettano la Sua immagine in modo più completo e accurato rispetto a come possano farlo le donne. Ovviamente no, si rispondono le diacone e le pastore d’Oltremanica. Intanto, sembra stia per essere costituita, tra i vescovi, una commissione specifica per individuare i criteri idonei alla definizione di un linguaggio di genere più politicamente corretto, con particolare riferimento all’uso dei pronomi personali da usarsi quando si parla di Dio: lui, lei o un neutro? Ma il mondo anglicano è agitato anche da altre questioni attinenti le parità di genere ed i diritti di chi non è etero: ad esempio, in autunno, si terrà una Convocation (assemblea generale) dei vescovi, che sarà chiamata a decidere se debba confermarsi o meno il divieto per il clero di coltivare relazioni omosessuali. Noi, per parte nostra, ci permettiamo di suggerire all’arcivescovo di York che il Pater Noster – a voler ragionare secondo una certa logica oggi di moda - presenta note stonate non soltanto nel suo incipit, ma anche nel suoi passaggi successivi. Ha riflettuto, Stephen Cottrel, sul fatto che la nostra vecchia e cara preghiera, mostra i segni del tempo anche sul piano politico e istituzionale? Perché si auspica che “venga il Tuo Regno” e non una molto più moderna e democratica repubblica parlamentare? E quel richiamo alla Sua volontà, senza prevedere alcuna possibilità di sostenere un civile ed equilibrato contraddittorio? Se poi ci allarghiamo un po’ più in là nel Vangelo, che dire della “moltiplicazione dei pesci” che non tiene conto delle recentissime sensibilità vegane o del vino bevuto nell’Ultima Cena, in così palese contrasto rispetto alle attuali disposizioni del Codice della Strada?

A cura di Ferruccio Bovio Il furore iconoclasta che, sulla spinta della cosiddetta “cancel culture”, sta imperversando su quasi tutto l’Occidente, ha finito per occuparsi persino del “Padre Nostro”: e vale a dire, della preghiera cristiana più antica ed universalmente riconosciuta proprio come quella tramandataci personalmente dallo stesso Gesù Cristo. A sollevare il caso, non è però stata – come si potrebbe immaginare - un’associazione di intransigenti atei dissacratori, ma molto più sorprendentemente l’arcivescovo anglicano di York, il quale ha osservato come il testo recitato dai credenti di tutto il mondo affondi, indiscutibilmente, le sue radici in un humus culturale anacronistico e, comunque, troppo legato a concezioni patriarcali e maschiliste. E in effetti, il “Pater Noster” si rivolge direttamente ad un Padre e non ad una madre o ad un genitore A oppure B… L’alto prelato inglese, Stephen Cottrel, ritiene che la parola “padre” sia “problematica per coloro la cui esperienza con i padri è stata distruttiva o abusiva e per tutti noi che abbiamo operato secondo una visione tradizionale oppressivamente patriarcale”. A condividere l’opinione del reverendo Cottrel è soprattutto la componente femminile del clero anglicano, dalla quale, in più di un’occasione, è stato, infatti, domandato se veramente Dio pensi che gli esseri umani maschi riflettano la Sua immagine in modo più completo e accurato rispetto a come possano farlo le donne. Ovviamente no, si rispondono le diacone e le pastore d’Oltremanica. Intanto, sembra stia per essere costituita, tra i vescovi, una commissione specifica per individuare i criteri idonei alla definizione di un linguaggio di genere più politicamente corretto, con particolare riferimento all’uso dei pronomi personali da usarsi quando si parla di Dio: lui, lei o un neutro? Ma il mondo anglicano è agitato anche da altre questioni attinenti le parità di genere ed i diritti di chi non è etero: ad esempio, in autunno, si terrà una Convocation (assemblea generale) dei vescovi, che sarà chiamata a decidere se debba confermarsi o meno il divieto per il clero di coltivare relazioni omosessuali. Noi, per parte nostra, ci permettiamo di suggerire all’arcivescovo di York che il Pater Noster – a voler ragionare secondo una certa logica oggi di moda - presenta note stonate non soltanto nel suo incipit, ma anche nel suoi passaggi successivi. Ha riflettuto, Stephen Cottrel, sul fatto che la nostra vecchia e cara preghiera, mostra i segni del tempo anche sul piano politico e istituzionale? Perché si auspica che “venga il Tuo Regno” e non una molto più moderna e democratica repubblica parlamentare? E quel richiamo alla Sua volontà, senza prevedere alcuna possibilità di sostenere un civile ed equilibrato contraddittorio? Se poi ci allarghiamo un po’ più in là nel Vangelo, che dire della “moltiplicazione dei pesci” che non tiene conto delle recentissime sensibilità vegane o del vino bevuto nell’Ultima Cena, in così palese contrasto rispetto alle attuali disposizioni del Codice della Strada?

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On va refaire le monde X "En mode coach" Lola Bon. J’ai décidé d’aborder des sujets dont on ne parle pas, par peur du jugement de l’autre, par pudeur, par insignifiance, ou par manque d’envie.Le sexe est pourtant partout. Il fait partie intégrante des relations humaines, qu’elles soient amoureuses, amicales, professionnelles, cordiales ou même fortuites. Et pourtant, on n’en parle pas, ou pas assez, ou juste pas de la bonne manière.Moi, je veux parler du sexe, du vrai, celui qui est là, devant nous, et qu’on ignore…Bienvenue sur : On va refaire le monde X En mode coach. Le comptoir de la psychologie Le comptoir de la psychologie Je suis Jo, psychologue clinicienne et j'ai crée ce podcast afin de rendre accessible les différents reliefs de la psychologie. Il s'agit d'un travail de construction et de déconstruction pour apprendre et s'ouvrir autour des différents thèmes que logent la psychologie et la psychanalyse. J'aborde le métier du psychologue et de sa rencontre mais aussi ses outils, concepts, représentations, symptômes etc... Pour me soutenir, j'ai crée une page Patreon : https://www.patreon.com/lecomptoirdelapsychologie Merci beaucoup pour vos contributions ainsi que vos encouragements, vos retours ❤️ Bonnes écoutes :-) Contact : [email protected] Hébergé par Acast. Visitez acast.com/privacy pour plus d'informations. Alcatraz Radio2 "Fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che tu stai fuori. Che tutti lì fuori siete liberi e state di schifo. Dov'è la tua libertà, tesoro? Nei lager dei quartieri di merda in cui vi hanno ficcato come bestiame, che cosa vi aspettate di diventare, onorevoli? Vi tengono in vita solo perché dovete comprare. Consigli per gli acquisti? Fanculo. Chi di noi due è nel braccio della morte? lo o te? Benvenuto ad Alcatraz, tesoro.” Babel Radio Popolare Il podcast della trasmissione Babel di Radio Popolare

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