EPISODE · Oct 17, 2025 · 9 MIN
Passeggiata domenicale da «Roma fuggitiva» di Carlo Levi
from Penisolabella viaggi nell'Italia sconosciuta · host Giuseppe Cocco
Esco nei viali della Villa Borghese, fuori del giardino del lago e delle esposizioni dei cani, dove gli animali si annoiano rinchiusi nelle prigionieri delle gabbie, e le padrone piangono vere lacrime infantili per un premio negato: la primavera splende domenicale, ancora piena di giovani succhi e di verdi teneri, appena ingrigita di un velo di polvere, sotto un cielo gonfio come una gonna alzata dal vento. Già la gente, come d'estate, sta sdraiata sui prati; dimentico del suo povero commercio, un venditore di lupini dorme nell'erba, col cappello sul viso e a fianco il mastello di legno e i cartocci arrotolati di carta gialla; le ragazze passeggiano tenendosi per mano.Nel lago si specchia una barca, sotto le colonne del tempietto neoclassico; poco lontano alcuni dei magri leoni egiziani che popolano la città, così ricca di una varia fauna di pietra, sputano l'acqua con l'indifferente bontà dei poeti.L'Orologio, il famoso orologio ad acqua del Pincio, segna, muovendo le sue palle, nelle sue finte strutture di pianta, le ore eterne della domenica, e la carrozza degli asinelli, che aspetta vuota il trionfo dei bambini, porta lucente sui fianchi rossi la scritta «Coca Cola».Luoghi narranti narrati e citati: Villa Borghese - Laghetto di Villa Borghese - Orologio ad acqua del Pincio - Teatro dei Burattini (dei Bambini al San Carlino)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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Esco nei viali della Villa Borghese, fuori del giardino del lago e delle esposizioni dei cani, dove gli animali si annoiano rinchiusi nelle prigionieri delle gabbie, e le padrone piangono vere lacrime infantili per un premio negato: la primavera splende domenicale, ancora piena di giovani succhi e di verdi teneri, appena ingrigita di un velo di polvere, sotto un cielo gonfio come una gonna alzata dal vento. Già la gente, come d'estate, sta sdraiata sui prati; dimentico del suo povero commercio, un venditore di lupini dorme nell'erba, col cappello sul viso e a fianco il mastello di legno e i cartocci arrotolati di carta gialla; le ragazze passeggiano tenendosi per mano.Nel lago si specchia una barca, sotto le colonne del tempietto neoclassico; poco lontano alcuni dei magri leoni egiziani che popolano la città, così ricca di una varia fauna di pietra, sputano l'acqua con l'indifferente bontà dei poeti.L'Orologio, il famoso orologio ad acqua del Pincio, segna, muovendo le sue palle, nelle sue finte strutture di pianta, le ore eterne della domenica, e la carrozza degli asinelli, che aspetta vuota il trionfo dei bambini, porta lucente sui fianchi rossi la scritta «Coca Cola».Luoghi narranti narrati e citati: Villa Borghese - Laghetto di Villa Borghese - Orologio ad acqua del Pincio - Teatro dei Burattini (dei Bambini al San Carlino)Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Roma fuggitiva» https://penisolabella.blogspot.com/2025/10/roma-fuggitiva-tra-1951-e-1963-di-carlo.html È una città eterna e «fuggitiva», nobilissima e plebea, sempre in bilico tra il cammeo e la patacca, quella raccontata da Carlo Levi in questi scritti, che «sembrano inseguire Roma, nel suo splendore fuggitivo, nelle mosse in cui la sua bellezza pare espandersi, aprirsi a un nuovo sviluppo civile». Sfila in queste pagine intense, scritte tra il 1951 e il 1963, una moltitudine di tipi e personaggi, veri ritratti parlanti e gesticolanti di un mondo popolare, di antichissima civiltà, governato dalla più flemmatica e scettica filosofia di vita e insieme dotato di sorprendente vitalità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/penisolabella-viaggi-nell-italia-sconosciuta--5926625/support.
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